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Eine schwierige Geburt: un parto difficile. È proprio
così che inizierei la descrizione della costruzione del
nostro idrovolante. Scrivo questo testo mentre il mio
socio collaboratore sta immeritatamente trascorrendo le
ferie nella lontana penisola ellenica.. Come dicevo, io
e il laido individuo col quale intraprendo spesso
attività modellistiche, abbiamo cercato per tutta la
tarda estate e l'autunno un progetto
da realizzare nelle serate invernali,
principalmente da utilizzare per le idrovolate del
nostro gruppo. Vivendo qui a Rivoltella ad
1 minuto di macchina dal lago di Garda direi che
tutto questo sia aeromodellisticamente parlando un
obbligo.
Il modello che avevamo in testa avrebbe dovuto avere le
seguenti caratteristiche. 1 ) avere un'ala generosa per
evitare problemi in decollo con i galleggianti.
2
) essere originale come linea 3 ) avere qualcosa di
particolare per divertirsi in fase di costruzione.
Il modello sarebbe stato collaudato prima
terrestre e poi idro, questo per evitare delusioni.
Quando all'inizio di
novembre cominciavamo a perdere la speranza di
trovare un progetto adatto, mi sono trovato una sera
all'interno di un sito russo che metteva a disposizione
piani di diverso genere.
L' Heinkel 8 mi ha colpito per l' ala di grandi
dimensioni e i 3 pozzetti di fusoliera per l'
equipaggio. Inoltre si trattava di un aereo danese, o
meglio in forza alla aeronautica danese e dovete
ammettere che di aerei danesi in giro se ne vedono
pochi. Ho mostrato il progetto scaricato al mirko, un
foglietto formato a4; ora toccava
a lui fare i conti per il dimensionamento. Fa l'
ingegnere, no? Così ai primi di dicembre l' ingegnere in
questione si è presentato a casa mia con un rotolo e mi
ha detto: tu ala, io fusoliera.
Il rotolo era quel foglietto formato a 4 ingrandito non
so quanto che avrebbe dato un'ala di 180
cm.
L' ala aveva circa 60
centine e prevedeva raccordi e basi di appoggio
in compensato per i galleggianti. Abbiamo deciso in quel
momento che il motore sarebbe stato il solito os 70.
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Così, col taglio della massiccia quantità di
centine è iniziata la costruzione. Dalle foto si
può vedere che non c'e niente di complicato. E non
occorre neanche tanta pazienza.
ALA:
non ha rastrematura e si realizza in breve tempo.
Ci sono dei grandi terminali semi circolari ma non sono
difficili da realizzare. Tra l' altro, quando parliamo
di progetto, non abbiamo una idea precisa in merito a
cosa abbiamo utilizzato. Non siamo mai riusciti a sapere
se quello che abbiamo scaricato era il trittico dell'
aereo vero o il progetto del modello. Visto che le
centine dell' ala sono
tantissime
viene da pensare che si tratti del progetto
originale. E infatti è in base a questa considerazione
che il piano di coda è stato ingrandito del 15% circa e
che la
ordinata parafiamma è stata avanzata di 3 cm. Mai
decisione fu più saggia. L'ala è stata realizzata in una
settimana. Ricoperta in solartex, bullonata, pannellata.
Fine. L' ho messa via attendendo che il compagno di
merende terminasse la fuz. Doppio servo per il comando
degli alettoni e attenzione estrema
ad evitare buchi e fessure: stiamo parlando di un
idro. L' ala era imponente. Molto pesante perché i
longheroni inferiori erano in tiglio: gli attacchi dei
galleggianti dovranno pur essere avvitati da qualche
parte. Ma il tutto rientrava nelle previsioni. Al
momento giusto l' enorme ala non ci avrebbe tradito. E
così è stato.
FUSOLIERA in poco tempo mirko fedele al motto
bresciano 'gnari. Che se laúra, se schersa mia' si è
presentato con una fusoliera tralicciata in avanzato
stato di costruzione ma piccolissima.
Non riuscivo a credere che fosse quella dell' Heinkel.
Somigliava alla fusoliera del mio Klemm della
Krick. Era così leggera con i servi già montati che per
sicurezza ho chiesto all'ingegnere se avesse messo
dentro tutto. Eppure dava una grande idea di robustezza.
In poco tempo Mirkostakanov ha realizzato anche tutti
gli impennaggi. Rispettando tutte le tabelle di marcia
ci siamo trovati all'inizio di aprile pronti al
collaudo. Niente verniciatura, pannelli ispezione tenuti
insieme con nastro isolante,
carrello molto molto posticcio, ma funzionale,
fissato ad una piastra di compensato sotto l' ala. In
compagnia del nostro amico Carlo Benini che è venuto a
curiosare, abbiamo controllato il
tutto e via. Il modello è andato via dritto e si
è alzato da solo. Leggermente ballerino sul beccheggio
ha ricevuto altri 50 grammi che lo hanno stabilizzato.
Entrambi i costruttori hanno
verificato che l' aereo volava in modo perfetto.
Bene. E con i galleggianti?
LA VERNICIATURA. La colorazione scelta è stata
grigio di fondo con le coccarde danesi che sono un
semplice disco rosso all'interno di un quadrato bianco.
Il grigio alla nitro è stato applicato a spruzzo. Poi
mentre il mirko faceva l' invecchiamento dell' ala io
con l' aerografo ho fatto il resto. Direi che il sistema
utilizzato da mirko per rendere più realistica l' ala
meriti un articolo a parte. È,
insieme alla ricostruzione dei cilindri del
motore, uno dei tratti salienti del modello terminato.
Tutto il modello è stato poi ricoperto con una mano di
componente b Isofan, rigorosamente lucido. L' opaco
secondo noi tiene troppo lo sporco e l' aereo,
visto che dovrà fare manifestazioni e comunque si
spera duri negli anni, perderà lucentezza da solo.
GALLEGGIANTI Dopo alcune prove abbiamo deciso di
utilizzare i galleggianti della ARC opportunamente
invecchiati e resi più realistici. Dopo la verniciatura
ho fatto qualche semplice decorazione con l'aerografo
aggiungendo qualche rivetto e pannello. Il nostro amico
Marco Di Nolo che è un mago della piegatura e saldatura
dei metalli ha realizzato gli attacchi dei galleggianti.
Un lavoro certosino che ha richiesto un lavoro iniziale
di diverse ore più un aggiustamento finale. Gli scarponi
si avvitano all'ala con 6 viti di quelle usate per i
servi! Un lavoro eccellente che il Marco ha voluto
realizzare nella sua officina in tutta calma.
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