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Volare in pendio

Aliante claudio: un eccellente aliante: un asw graupner della Graupner: non dispone di alettoni. Ha un volo splendido ed è molto bello da vedere (me l’ha fregato Claudio ad Ozzano e ancora non l’ho mandata giù)

 

Andreafranz: Franz e Andrea hanno appena completato in cinque allegre serate (sostenuti psicologicamente da Cristian) un aliantino col quale il giovane ma già esperto di volo Andrea vuole varcare i confini dell’infinto. Sì…spera di star su 5 minuti al Catria

 

Autocarica: così appare la macchina al momento della partenza…e così deve essere

 

EnnioJacopo: il mio aliante (1986!!!!!) donato a padre e figlio. L’ RC-UNO della Robbe: indistruttibile e ottimo per le prime esperienze in pendio (notare la crescita di Jacopo evidenziata dalla foto)

 

Grunaubaby: modello collaudato prima in traino e successivamente in pendio

 

Lilienthal: se avete paura di buttare il modello giù in pendio pensate a Otto Lilienthal che saltava giù lui stesso appeso ad una roba del genere.

 

Manica vento: quando la manica è in questo assetto, volare è davvero molto facile, anche se buttate giù una lavatrice.

 

Mauricesanfermo: Maurice, ormai esperto del pendio gestisce il suo parco aerei ai Colli di San Fermo: modello leggero/medio e un hot-liner.

 

Ottimo Claudio: Stefano prepara al lancio un auto-costruito di Claudio. Non fidatevi dell’aspetto: l’aereo ha sorprendenti doti di volo e ci ha stupiti più di una volta come modello per ogni condizione.

 

PaoloFranz: una vecchia gloria assente da tempo  del nostro club: Paolo Fattori col suo Vectra della Robbe: Franz invece ha il suo storico Saphir: entrambi modelli adattissimi al pendio.

 

Pendiown: effettivamente buttar giù il modello in un baratro del genere, può fare un certo effetto.

 

RCUNOrobbe: L’Rc Uno pilotato da Jacopo, docilissiomo in atterraggio dopo il traino.

 

SpiritFattori: una delle migliori costruzioni del Paolo…un termica adattissimo al volo in pendio, specialmente quando c’è poca dinamica.

 

Swingerba: lo Swing della Kyosho; un lancio a mano che vola in pendio anche in condizioni di pochissima dinamica.

 

Stefano col suo DG 600 COL QUALE HA VOLATO al Monte Subasio di Assisi (PG). Un ottimo acquisto che ha sempre mostrato di reggere qualsiasi condizione di vento.

 

Vivacesoggetto: il ghigno del modellista in pendio che attende il lancio: il vivace soggetto fissa l’ombrellone d’appoggio prima di iniziare il volo.


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In ciò che segue vorrei proporre una riflessione sul pendio in generale… queste considerazioni mi sono state suggerite dalle domande di molti amici che vorrebbero venire in pendio, attività che io, Stefano T., Maurice, Oscar, Claudio, Rinaldo, Gianni L. raccomandiamo vivamente.

 

Partiamo dalle domande più frequenti..

 

MA SE VOGLIO VENIRE IN PENDIO, CHE AEREO DEVO PORTARE?

 

Allora…qui voglio esprimere la mia opinione, nonostante sia ben  cosciente del fatto che alcuni dissentiranno.

Il problema del volo in pendio non è quasi mai il volo in sé: già  se c’è una discreta condizione “tenere su” il modello è facile a patto di  disporre dei rudimenti della tecnica del volo: in questa specialità alcuni hanno addirittura imparato a volare, con l’aiuto di altri che effettuavano per loro l’atterraggio, proprio come avviene in pianura a motore. Ho conosciuto personalmente aeromodellisti che hanno fatto le loro primissime esperienze di volo  in pendio (In Val di Fiemme) e che erano in grado di gestire benissimo dei piccoli alianti senza aver mai acceso un motore nella loro vita. Atterrare  è un altro paio  di maniche: la difficoltà principale sta nel fatto che in pendio lo spazio per atterrare è spesso limitato e bisogna effettuare diversi tentativi prima di metter giù l’aereo. Tutti i pendii da noi frequentati (a parte quel paradiso del Monte Subasio di Assisi) dispongono di una zona di atterraggio ridotta, per cui presentarsi  con un modello veloce la prima volta è praticamente un suicidio…Oddio, può andare anche bene, ma onestamente non lo raccomanderei.

Una tipologia di modello che va BENISSIMO in pendio e con la quale hanno iniziato molti aeromodellisti è, ovviamente, quella del modello da termica. Praticamente tutti i “due canali” possono essere adatti; non è assolutamente indispensabile avere gli alettoni: credetemi per favore, anche se spesso si sente dire il contrario: per volare in pendio NON sono necessari gli alettoni (Mi ricordo del mio amico Stefano Alunni di Umbertide che veniva e volava in pendio con un Top Quark dal quale per pigrizia non smontava neanche il motore).  L’essenziale è che il modello abbia una velocità di atterraggio ridotta, così da poter calcolare meglio la distanza e atterrare lentamente. Venire in pendio con un Hot Liner è molto suggestivo e di effetto, ma se non si ha un minimo di esperienza, la scassatura è dietro l’angolo.

 Inoltre: c’è gente che viene in pendio e dopo 5 minuti prova già ad atterrare...sbagliatissimo...un volo in pendio può durare anche due ore. Se siete stanchi o agitati è meglio passare per una decina di minuti la radio ad un amico. Riducendo drasticamente il numero degli atterraggi vengono fortemente ridimensionate le possibilità di rottura. Se volete fare 10 atterraggi e dei voli di 4 minuti, provvedete a portare tanta epossidica con voi, ma soprattutto non venite poi a lamentarvi che in pendio si scassa.

 

ALLORA IO MI PORTO UN BEL MODELLO ELETTRICO COSI’ POSSO ATTERRARE DOVE VOGLIO E QUANDO VOGLIO E SE FINISCE LA DINAMICA RIPORTO SEMPRE INDIETRO IL MODELLO…

 

Permettetemi di dissentire: l’unico modello che mi sento di raccomandare per questo tipo di volo è l’Easy Glider della Multiplex; questo modello è leggerissimo  e, anche con annessa batteria e motore elettrico, dispone di un carico alare bassissimo, il che soddisfa tutte le condizioni sopra viste: vola bene, va piano, sta su con poco, atterra in un fazzoletto.

In tutti gli altri casi si è tentati di prendere un modello più impegnativo, magari un aliante acrobatico, (“tanto poi ci metto il motore elettrico!”); lo si prende di dimensioni ridotte (e d’altra parte chi vuole iniziare con un 4 metri?)e ci si sbatte su un maxi pacco batteria con relativo motore.  Guai in vista…

Se guardate la statistica dei modelli rotti in pendio, vedrete che gli elettrici di piccole dimensioni sono ai primi posti: vediamo cosa succede.

Aggiungere il motore elettrico a un modello di dimensioni contenute significa stravolgerne completamente il volo. Un Pilatus acrobatico da due metri con l’aggiunta di batterie e motore avrà un carico alare diverso: essendo più pesante, l’angolo col quale l’aliante “pescherà” aria sarà necessariamente più alto e aumenteranno le occasioni di stallo e pre-stallo. Tante volte si vedono modelli che vengono verso il pendio a bassa velocità e che si avvitano, inspiegabilmente. Allora la prima spiegazione è “interferenza!!!”. Se il modello ha una velocità di sostentamento di 30 km/h, se gli aumentiamo  il peso  il modello richiederà per sostenersi magari una velocità di 35 km/h…. Ora..se si vola verso il pendio il vento è alle spalle e questo abbassa la velocità relativa dell’aereo, anche se a noi sembra che vada dritto bello veloce.

 

Velocità aereo 35 km/h – vento che soffia a 20 km/h = velocità del modello 15 km/h

 

L’ala non sostiene più il modello e la prima ala che entra in stallo si abbassa: ora si dà un bel colpo di alettoni per raddrizzarlo e l’ala che ha l’alettone verso il basso stalla ancora di più… bum!

 

Disponendo di motore si può sicuramente darne per avere di nuovo la necessaria velocità, ma prima che il modello la recuperi, è facile che lo stallo sopraggiunga: è molto facile, perché l’ho visto accadere tante volte.

 

Un modello leggero e con un’ala da aliante vero e proprio, al contrario, rallenterà in maniera esasperante col vento in coda, ma rimarrà sempre controllabile e non stallerà, a meno che non lo si voglia proprio intenzionalmente fermare. E’ evidente che il motore elettrico è un grande aiuto per il pendio e  può regalare enormi soddisfazioni, ma non è risolutivo per il principiante.

Più consigliabile è un modello sui 2 metri, con o senza alettoni, leggero, lento: con il dilagare dei modelli in resina si trovano una marea di modelli o scatole di aerei in legno  a prezzo irrisorio, facilmente riparabili e comunque realizzabili in brevissimo tempo. Alcuni di noi  li hanno già a casa da lungo tempo e non li hanno mai fatti andare.  Per questi modelli non c’è neanche bisogno di servi particolari con ingranaggi in metallo: gli standard vanno benissimo. Non portate in pendio un modello hot-liner perché vi piace fare le affondate, o almeno, portatelo, ma se si tratta della prima volta provvedete a preparare anche un aliantino lento e tranquillo col quale divertirvi in serenità: vedo certe volte piloti ai quali tremano letteralmente le mani durante il volo; in quei casi credo sia ovvio che la scelta del modello era sbagliata.

Ritengo personalmente il volo in pendio come un’attività che dà tantissima tranquillità, se l’aereo preferito per la specialità rappresenta una scelta intelligente.

 

MA PER L’ALIANTE CI VOGLION I SERVI SPECIALI?

 

Un discorso sui servi. Come in tutte le cose bisogna fare una riflessione: nel mio Swift da 3 metri di Bettini che vola veloce, è abbastanza pesante ed è fortemente acrobatico, ho un parco servi di tutto rispetto, a cominciare dai servi con ingranaggi in metallo che ho sugli alettoni (ovviamente). Sullo sgancio ho un (credo) 6 kg…

Nel mio Pilatus Graupner (da 2 metri) suscita perplessità che abbia usato dei servi economici per il cabra e il verticale: premesso che il verticale in un aliante del genere viene usato molto poco, soffermiamoci sul cabra. Il comando è buono, non ha resistenze  e attriti e neanche giochi: il modello è leggero ed essendo un aliante non ha vibrazioni(nemico numero uno dei servi economici).

Questi vituperatissimi servi svolgono il loro lavoro da anni  e mi hanno garantito tantissime ore di volo. Montati su modelli a motore alcuni servi di questo tipo hanno avuto una durata limitata, il che ha messo definitivamente in discussione il loro valore. Personalmente non li monterei sullo sgancio, ma per il resto devo dire che negli alianti o comunque in aerei con poche vibrazioni, sono andati sempre bene. I servi, come i modelli, devono essere usati secondo le loro caratteristiche: montare su un aereo a motore un servo economico senza neanche i gommini “perché non li ho trovati sulla confezione”, significa perdere il modello ed è un’assurdità. Ma montare servi speciali su un aliante che farà un volo lento e tranquillo, scusate ma sono soldi buttati via… un tranquillo economico servo standard della Graupner/Futabe/Sanwa durerà per vent’anni.Io ho aliantini che hanno lo sgancio per il traino: il costo del servo dello sgancio supera in prezzo la somma di tutti gli altri servi messi insieme…è evidente: il modello non è sollecitato tanto da richiedere servi particolari, invece il servo dello sgancio è chiamato, contrariamente a quel che si pensa, a fare uno sforzo cospicuo: MAI risparmiare sul servo dello sgancio:

 

Fate sempre fare agli aerei, ai servi, ai motori il lavoro per il quale sono stati fatti… vedrete che i problemi e i costi si ridurranno.

 

E SE BUTTO L’AEREO E POI NON MI TORNA SU?

 

Questa è la mia obiezione preferita: un giro in pendio vi illuminerà su questo aspetto. Però forse anche al proposito c’è qualcosa da dire: è vero che l’aereo non sale, ma se non pretendiamo cose impossibili, neanche scende…

Se lanciamo un modello un giorno di calma e impostiamo una lenta virata, il modello tornerà indietro dopo una ventina di secondi perdendo pochissima quota. I veri duri del pendio rischiano e fanno allontanare il modello alla ricerca delle ascendenze più ridotte: personalmente a me non va di rischiare, anche se a volte l’ho fatto. Io di solito faccio il mio giro e, in assenza di ascensione, appoggio il modello a terra davanti a me. Se trovo qualcosa, meglio. Se poi si va al Catria dove l’ascensione è fortissima, vi garantisco che il problema sarà quello di far tornar GIU’ il modello. In generale però tutti i pendii permettono l’illustrato “giro di perlustrazione”. Così il rischio è zero.

 

MA POSSO FARE LE ACROBAZIE COL MIO ALIANTINO?

 

La risposta è assolutamente sì… ogni aliante può eseguire un volo vivace e divertente (il Fattori riusciva a mettere e a tenere in volo rovescio lo Sketeer della Dynaflite e poi lo governava col timone: va da sé che questo mini-aliante non aveva gli alettoni). L’unico aspetto che va considerato è che se non avete un modello propriamente acrobatico, è il caso di andarci piano: perché? significa?

 

Di solito, prima di entrare in looping si esegue un’affondata per prendere velocità: se la richiamata avviene in modo troppo secco, un aliante con un longherone o una baionetta non adatti, tenderà a perdere le ali. Tutto qui: se invece si tende a far prendere velocità al modello con una leggera picchiata, sfruttando l’accelerazione con un intervento morbido, vedrete che l’ala non cederà. Mi ricordo che il mio TopQuark di tanti anni fa entrava in volo rovescio e alle ali non succedeva niente: ho chiuso solo una volta le ali perché ho fatto un’affondata da kamikaze seguita da una richiamata assurda: ero all’inizio e pensavo di non disperdere la velocità guadagnata(L’aereo è finito in un torrente…)

 

POSSO COLLAUDARE UN MODELLO IN PENDIO?

 

Direi di sì, se si tratta di un modello tranquillo e conosciuto. Gli aliantini sui 2/3 metri non hanno grossi problemi, a meno che non siano presenti nelle ali delle maxi-svergolature. Personalmente se  ho un modello nuovo un po’ impegnativo, preferisco provarlo in traino per avere una maggiore tranquillità, ma –ripeto- se non si tratta di un modello tipo riproduzione old-timer, di un maxi tuttala   o qualcosa di  molto particolare, io andrei tranquillo.

Onestamente sono pochi i modelli di aliante che abbiamo nel club per i quali il collaudo in pendio non sarebbe adatto. Consiglio però di stare un po’ pesanti davanti: togliere piombo in pendio, significa rischiare di trovarsi il modello incontrollabile.

 

QUARZI?

 

Per il pendio è bene portarsi dei quarzi di ricambio: se facciamo 400 km e poi ci troviamo uno che ha la nostra stessa frequenza, stare a fare la fila è spiacevole… (ricordo che un volo in pendio dura normalmente un’ora buona ed è sempre antipatico andare a dire a un tipo: “scusi, adesso vorrei volare io). Portarsi dei quarzi di ricambio significa ridurre marcatamente l’inconveniente.

Portate però qualcosa per scrivere: spesso ci siamo fatti da soli la tabella delle frequenze a 1700m di quota! Se ognuno si porta una molletta da bucato in legno, si risolvono tanti problemi.

 

Bene..allora…si parte anche quest’anno e sento dire: “Non ho il modello…devo riparare/preparare/modificare/elettrificare… io ho chiarito come la penso. Anche all’interno del nostro club ci sono moltissimi modelli non utilizzati che stanno lì a far polvere. Datevi un’occhiata in giro…

 

Se volete volare di sicuro, un piccolo lancio a mano andrà sempre bene e vi permetterà di “stare su” senza rischi anche in condizioni nulle. Poi, se il pendio vi piace, sarete voi stessi ad orientarvi all’interno dell’oceano di offerte… e comunque il “telopassopercinqueminutichehofameevedodifarmiunpanino” funziona molto tra di noi!

 

Buon pendio!!!