Home page >>> Tecnica >>> Monte Subasio >>>  Glocknere >>> L'Embach
   2011  Maurizio al Catria.....  

( Cliccando sulle miniature si ingrandiscono e con il tasto destro del mause le puoi salvare sul tuo computer in alta risoluzione )


Pronti a partire per l’Austria? Prenotato al Großglockner? Controllate previsioni del tempo? Messe felpe dentro per l’eventuale maltempo? E le divisioni della ciurma per gli alloggi? Benissimo… mica ci crederete davvero…

 

Si va al Catria…!

 

Chi/cosa/dove/come è il Monte Catria?

A differenza del Monte Subasio di Assisi che è nei Pre-Appennini, il bellissimo Monte Catria (Marche) appartiene alla catena appenninica vera e propria. Alto 1700 m è accessibile mediante un buon sistema di strade quasi tutte asfaltate quasi fino alla vetta, che a noi però non interessa: il luogo dal quale si lanciano i modelli è 1300 m circa. Il punto di riferimento per l’alloggio è il paese di Cantiano, che forse qualcuno ricorderà per le sue amarene con relativo sciroppo. Un paese più grande dal quale è anche possibile effettuare l’ascensione comodamente in auto è Cagli. Stefano aveva avuto una dritta cercando su internet e  ne aveva poi scrupolosamente verificato la veridicità mediante colloqui telefonici. Buon risultato…


L’avventura:

L’equipaggio è composto dai vagabondi del pendio, il nucleo originario Claudio, Stefano, io Franz, Oscar e (grande assente per influenza al Subasio nell’Agosto 2006) il Rinaldo. In zona Cesarini si aggiunge anche l’olandese volante Maurice che riesce con grande sforzo di volontà a rivoluzionare la sua settimana lavorativa. In tutto 3 macchine con 6 modellisti alla ricerca di dinamiche  e termiche. Le macchine sono piene fino all’inverosimile: il Maurice che possiede modelli da 2m con ali non amontabili è costretto ad ogni pausa ad un atletico contorsionismo per uscire dalla macchina di Franz.

 

PRIMO GIORNO

Alle 9.30 per precedenti problemi logistici ci troviamo a Goito a casa dello Stefano, che è intento a caricare la macchina del Rinaldo. Poco dopo arrivano Oscar e Claudio e si parte. Vengono effettuate soste all’autogrill senza indugiare troppo perché sappiamo benissimo che a Bologna ci aspetta la “solita” sorpresa: la coda che tuttavia si esaurisce in un lasso di tempo contenuto. Grazie a navigatori e a viaggi precedenti si riesce a non perdere troppo tempo. Da Bologna si prosegue per Rimini e poi veloci fino a Fano, quando i primi stomaci cominciano a borbottare: a Fano si prende la Fano/Grosseto e si esce in un paesino (Serrungarina) che sembra uscito dagli anni ’50 nel quale dopo essere stati depistati da navigatori anoressici che non vogliono mai  farci trovare i ristoranti, arriviamo a un piccolo ristorante dove iniziano le libagioni. Chi guida beve  di meno, chi non guida beve di più, tutti si mangia e si comincia ad annusare l’aria. C’è aria/non c’è aria/in quota c’è/a quest’ora sale/a quest’ora il vento va giù etc…ci si rilassa…siamo in vacanza. Con forte ritardo sulla tabella di marcia, ma perfettamente in linea con la Nostra tabella perennemente in ritardo arriviamo a Cantiano, dove nonostante la perizia dei nostri navigatori che continuano a blaterare, ritengo opportuno chiedere: per il Catria si va in un paesino attaccato a Cantiano e poi si sale. Finalmente “si sale”: lo spettacolo è davvero uno spettacolo. Si vedono tutti gli Appennini, è una giornata stupenda e l’”aria” c’è… arriviamo in una specie di forcella…lì io e Maurice andiamo a guardare giù. Ci sono alberi troppo vicini…non va bene…torniamo indietro e le altre due vetture se ne sono già andate.
 
. Dove? Boh…chiediamo a una coppia di studenti che fa trekking..non solo ci dicono dove sono andate le altre due macchine, ma con una provvidenziale cartina ci indicano il punto preciso dove si vola. E il nome corrisponde alla descrizione a suo tempo trovata su una rivista specializzata. Andiamo lì e scarichiamo: si preparano gli aerei…c’è una corrente ascensionale ottima che quasi solleva le ali da terra. Dobbiamo ripararci con le macchine per montare i modelli. Maurice esce con il Blade, io col mio Saphir, Oscar col Discus, Claudio col Fuga, Stefano aiuta Oscar e poi vola con i suoi modelli, Rinaldo colauda il valido Tangens della Robbe. Bisogna caricare i modelli con peso, il vento è fortissimo, ma lo spazio per atterrare è grande, per fortuna: un prato orizzontale alle spalle del pendio, nel quale però bisogna entrare in velocità, dopo una picchiata convinta, altrimenti le turbolenze strappano via letteralmente i modelli.
 
Il Blade di Maurice finisce su un albero, altri modelli atterrano e prima di toccare terra si capovolgono. Non siamo abituati a venti così forti, ma il modello di Maurice viene recuperato e si continuano i voli. Dopo le esperienze del Monte Grone di Bergamo  ho aggiunto al mio Swift 450 g di zavorra sul baricentro, decisione saggia in quanto il modello vola in modo completamente diverso; d’altra parte lo stesso produttore Bettini mi aveva detto di aggiungere peso.

Si vola, si rompe, si ripara, si vola fino a quando a malincuore, con una corrente eccezionale smontiamo i modelli e scendiamo a cercare alloggio. Troviamo, dopo aver chiesto in diversi posti, un albergo che vi consigliamo: Albergo Antica Flaminia, a Cantiano che ci dà delle bellissime stanze e provvede a rifocillarci con delle specialità argentine. Stavolta si beve tutti…poi  si va a dormire. 

 

SECONDO GIORNO

Alle 8.30 scendo e trovo gia i riparatori che sono all’opera prima della colazione. Abbiamo una attrezzatura da negozio di ferramenta: si leviga, si incolla, si taglia… quasi tutti i modelli vengono riportati in ordine di volo. Si lavora sotto un Gazebo approntato da Jesus Maria Francisco, il proprietario dell’albergo, che gestisce l’attività con la moglie argentina anche lei.

 

Poi colazione pantagruelica e di nuovo ascesa al Monte Catria. Mezzora di salita tranquilla e siamo al solito posto: lì troviamo gente di Faenza, dei dintorni…tutti aspettano che il vento inizi a soffiare come si deve. C’è solo una fiacca termica che permette però ai modelli più leggeri di volare. Provo il mio Tuttala Mini SB 13 che però spancia contro il pendio non riportando danni…è meglio volare col Saphir: non ho le ali da termica, mi sono portato solo quelle da pendio. Riesco a  fare un volo di circa 40 minuti e poi atterro un po’ in basso sul pendio. Si vola poco e male: le condizioni resteranno così per tutto il giorno. Qualcuno tra gli “autoctoni” propone di spostarsi sul lato verso il mare, ma noi non siamo convinti. Un sopralluogo mio e di Claudio a vedere questo Pendio del Mare, ci convince ancora di meno. Qualcuno vola, ma sono aerei da prestazioni piuttosto alte e una spiccata tendenza al volo veloce ma comunque più che altro da termica: niente a che vedere con quelli che abbiamo portato noi. Si finisce la giornata con Rinaldo e Maurice che con i lanci a mano si esibiscono in una serie di contatti in aria (per l’occasioni ribattezzati “Din Din”) che finiscono con una collisione a due metri da terra. Il Dindin fortuito provoca danni all’ala di uno dei due. In riparazione. Si scende, si fa la doccia, si mangia e si va a dormire.

 

TERZO GIORNO

 Per colazione Jesus si supera con una crostata mega-galattica che sparisce nel giro di pochissimo tempo. Prima della colazione Rinaldo si esibisce nella riparazione del modello “colliso” (din din) che è pronto per volare dopo un’ora. Si sale al monte dopo il caffè e stavolta è il Paradiso: condizioni ottime. Collaudiamo tutti i modelli. C’è ancora qualcuno del giorno precedente; stavolta si vola, tanto. Per darvi un’idea ho tempo di montare e di volare con 5 modelli, il tutto inframezzato da lunghe pause per fare foto e per conoscere nuovi modellisti. E l'aria col tempo continua ad aumentare: solito copione. Si vola, si atterra con qualche turbolenza, si esegue l’acrobazia più pazza. I Blade volano ad altissima velocità. Un modellista tira fuori dalla macchina un Fox da tre metri circa e si esibisce in un volo che per noi rappresenta una novità assoluta: il suo modello esegue delle picchiate che sembrano concludersi nella sottostante piazza centrale di Cantiano, poi, in un giro solo, risale.

 

 

Mai vista una roba del genere…ma come diceva il dottore in “Frankenstein Junior”:

“Si… può… fare!” E infatti cominciamo a farlo tutti: il volo diventa da sogno. Affondate in volo rovescio fino a perdere tutta la quota per poi risalire costeggiando il bosco ritrovandosi il modello sempre in rovescio davanti al naso; quindi il modello viene affondato di nuovo a tutta velocità fino quasi a non vederlo più. Stefano soffre perché è stato appurato un danno  nella baionetta del suo Fox. Allora viene preparato il Blanik, che date le sue caratteristiche sembra essere il modello adatto. Programma radio, verifica baricentro/zavorra etc. Controllo comandi e via a valle…tutto bene, ma Stefano grida a squarciagola “COMANDI INVERTITI!!!!”. Ossignore…la mia testa già realizza un computo del lavoro da realizzare in fase di riparazione e valuta la reperibilità dei pezzi di ricambio; urlo a Stefano: “Prova a usare il timone!” ”Non lo sente!!!”. Stefano  articola nel panico totale un destra/sinistra… e questo  funziona perché contrariamente a qualsiasi previsione l’aereo effettua una virata secca a destra e spancia a terra leggermente picchiato, ma intero: neanche un graffio. Oltre a finire nel guinness dei primati per 436 motivi, Stefano riprende fiato, raddrizza i comandi (stavolta siamo almeno in 4 a controllare) e lancia di nuovo fuori il modello. E il Blanik stavolta vola bene (“beh..se già volava bene con i comandi invertiti…” commenta il Maurice). Anche Stefano esegue un volo vivace e acrobatico: il Blanik è l’ideale per questo tipo di corrente ascensionale. La radio viene poi passata al Rinaldo che esegue un altro volo dei suoi. E arriva la fine del pomeriggio.

       
 E’ finita anche questa… pochi danni e comunque tutti facilmente riparabili…si caricano le macchine  e si riparte.


Qui c’è una scissione: io Maurice Oscar e Claudio decidiamo di fermarci a mangiare la pasta con i tartufi ad Acqualagna, mentre Stefano e Rinaldo proseguono verso casa per motivi contingenti.

 

Ci sarebbe tantissimo da dire e da raccontare ancora…vi basti questo per essere di più la prossima volta! 
Franz

Maurizio al Catria.....



C'è sempre una prima volta!  Un fatto assolutamente disdicevole è che il maurizio non ha mai volato in pendio. L'occasione si presenta: con le relative partner Patty e Simo siamo a soli 30 km di distanza sulla costa adriatica. Maurizio e Simona sono vicino Ancona, io e Patty siamo a marotta. Ma un fatto notevolmente più coinvolgente è che il monte catria è a soli 40 minuti. Quindi venerdì pomeriggio dopo una giornata di bagni sole pizze alle 16.00 stoicamente si decide di lasciare la spiaggia e di partire per la montagna. Arrivati in loco rileviamo un vento ottimo. Al buon Maurizio ho portato il mio ormai pluriennale Saphir della Robbe che in termini di affidabilità dovrebbe permettere al neo pilota da pendio un volo tranquillo e sereno con quel minimo di acrobazia che non fa mai male. Facciamola breve. 54 minuti di volo a 4 mani.  Leggero danno in atterraggio causato da un rotore da incubo che non riesco a neutralizzare completamente. Niente di antipatico.  Ora tocca all'interessantissimo Geier, il tuttala della Robbe che Maurizio ha preparato per oggi. Primo lancio. Il modello è ovviamente molto corto e piuttosto instabile al decollo sul beccheggio. L'ormai fortissimo vento lo sbatte letteralmente giù senza danni. Al secondo tentativo Maurizio lo lascia direttamente col muso verso l'alto. Lo picchio subito tantissimo e in due secondi l'aereo è a 30 metri. Vola benissimo. Acrobatico stabile ed elegante. In rovescio non ha quasi bisogno di correzione. Bellissimo. Tocca a Maurizio che esegue un volo di 30 minuti. Poi atterro io e si scende a valle a mangiare la fantastica carbonara del Poggio vicino a Cagli. Patty e Simona sono impressionate dalla bellezza del paesaggio. Dalla cima del Catria si spazia come vista su tutto il centroitalia. Ora garantisco che maurizio sarà con noi nelle prossime uscite in pendio. Benissimo direi.