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Pronti a partire per l’Austria? Prenotato al
Großglockner? Controllate previsioni del tempo?
Messe felpe dentro per l’eventuale maltempo? E le
divisioni della ciurma per gli alloggi? Benissimo…
mica ci crederete davvero…
Si va al Catria…!
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Chi/cosa/dove/come è il Monte Catria?
A differenza del Monte Subasio di Assisi che è nei
Pre-Appennini, il bellissimo Monte Catria (Marche)
appartiene alla catena appenninica vera e propria.
Alto 1700 m è accessibile mediante un buon sistema
di strade quasi tutte asfaltate quasi fino alla
vetta, che a noi però non interessa: il luogo dal
quale si lanciano i modelli è 1300 m circa. Il punto
di riferimento per l’alloggio è il paese di Cantiano,
che forse qualcuno ricorderà per le sue amarene con
relativo sciroppo. Un paese più grande dal quale è
anche possibile effettuare l’ascensione comodamente
in auto è Cagli. Stefano aveva avuto una dritta
cercando su internet e ne aveva poi scrupolosamente
verificato la veridicità mediante colloqui
telefonici. Buon risultato… |
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L’avventura:
L’equipaggio è composto dai vagabondi del pendio, il
nucleo originario Claudio, Stefano, io Franz, Oscar
e (grande assente per influenza
al Subasio nell’Agosto 2006)
il Rinaldo. In zona Cesarini si aggiunge anche
l’olandese volante Maurice che riesce con grande
sforzo di volontà a rivoluzionare la sua settimana
lavorativa. In tutto 3 macchine con 6 modellisti
alla ricerca di dinamiche e termiche. Le macchine
sono piene fino all’inverosimile: il Maurice che
possiede modelli da 2m con ali non amontabili è
costretto ad ogni pausa ad un atletico
contorsionismo per uscire dalla macchina di Franz.
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PRIMO GIORNO
Alle 9.30 per precedenti problemi logistici ci
troviamo a Goito a casa dello Stefano, che è intento
a caricare la macchina del Rinaldo. Poco dopo
arrivano Oscar e Claudio e si parte. Vengono
effettuate soste all’autogrill senza indugiare
troppo perché sappiamo benissimo che a Bologna ci
aspetta la “solita” sorpresa: la coda che tuttavia
si esaurisce in un lasso di tempo contenuto. Grazie
a navigatori e a viaggi precedenti si riesce a non
perdere troppo tempo. Da Bologna si prosegue per
Rimini e poi veloci fino a Fano, quando i primi
stomaci cominciano a borbottare: a Fano si prende la
Fano/Grosseto e si esce in un paesino (Serrungarina)
che sembra uscito dagli anni ’50 nel quale dopo
essere stati depistati da navigatori anoressici che
non vogliono mai farci trovare i ristoranti,
arriviamo a un piccolo ristorante dove iniziano le
libagioni. Chi guida beve di meno, chi non guida
beve di più, tutti si mangia e si comincia ad
annusare l’aria. C’è aria/non c’è aria/in quota
c’è/a quest’ora sale/a quest’ora il vento va giù etc…ci
si rilassa…siamo in vacanza. Con forte ritardo sulla
tabella di marcia, ma perfettamente in linea con la
Nostra tabella perennemente in ritardo
arriviamo a Cantiano, dove nonostante la perizia dei
nostri navigatori che continuano a blaterare,
ritengo opportuno chiedere: per il Catria si va in
un paesino attaccato a Cantiano e poi si sale.
Finalmente “si sale”: lo spettacolo è davvero uno
spettacolo. Si vedono tutti gli Appennini, è una
giornata stupenda e l’”aria” c’è… arriviamo in una
specie di forcella…lì io e Maurice andiamo a
guardare giù. Ci sono alberi troppo vicini…non va
bene…torniamo indietro e le altre due vetture se ne
sono già andate. |
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. Dove? Boh…chiediamo a una coppia di studenti che
fa trekking..non solo ci dicono dove sono andate le
altre due macchine, ma con una provvidenziale
cartina ci indicano il punto preciso dove si vola. E
il nome corrisponde alla descrizione a suo tempo
trovata su una rivista specializzata. Andiamo lì e
scarichiamo: si preparano gli aerei…c’è una corrente
ascensionale ottima che quasi solleva le ali da
terra. Dobbiamo ripararci con le macchine per
montare i modelli. Maurice esce con il Blade, io col
mio Saphir, Oscar col Discus, Claudio col Fuga,
Stefano aiuta Oscar e poi vola con i suoi modelli,
Rinaldo colauda il valido Tangens della Robbe.
Bisogna caricare i modelli con peso, il vento è
fortissimo, ma lo spazio per atterrare è grande, per
fortuna: un prato orizzontale alle spalle del
pendio, nel quale però bisogna entrare in velocità,
dopo una picchiata convinta, altrimenti le
turbolenze strappano via letteralmente i modelli.
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Il
Blade di Maurice finisce su un albero, altri modelli
atterrano e prima di toccare terra si capovolgono.
Non siamo abituati a venti così forti, ma il modello
di Maurice viene recuperato e si continuano i voli.
Dopo le esperienze del Monte Grone di Bergamo ho
aggiunto al mio Swift 450 g di zavorra sul
baricentro, decisione saggia in quanto il modello
vola in modo completamente diverso; d’altra parte lo
stesso produttore Bettini mi aveva detto di
aggiungere peso.
Si vola, si rompe, si ripara, si vola fino a quando
a malincuore, con una corrente eccezionale smontiamo
i modelli e scendiamo a cercare alloggio. Troviamo,
dopo aver chiesto in diversi posti, un albergo che
vi consigliamo:
Albergo
Antica Flaminia, a Cantiano
che ci dà delle bellissime stanze e provvede a
rifocillarci con delle specialità argentine.
Stavolta si beve tutti…poi si va a dormire.
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SECONDO GIORNO
Alle
8.30 scendo e trovo gia i riparatori che sono
all’opera prima della colazione. Abbiamo una
attrezzatura da negozio di ferramenta: si leviga, si
incolla, si taglia… quasi tutti i modelli vengono
riportati in ordine di volo. Si lavora sotto un
Gazebo approntato da
Jesus Maria Francisco, il
proprietario
dell’albergo, che gestisce l’attività con la moglie
argentina anche lei. |
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Poi colazione pantagruelica e di nuovo ascesa al
Monte Catria. Mezzora di salita tranquilla e siamo
al solito posto: lì troviamo gente di Faenza, dei
dintorni…tutti aspettano che il vento inizi a
soffiare come si deve. C’è solo una fiacca termica
che permette però ai modelli più leggeri di volare.
Provo il mio Tuttala Mini SB 13 che però spancia
contro il pendio non riportando danni…è meglio
volare col Saphir: non ho le ali da termica, mi sono
portato solo quelle da pendio. Riesco a fare un
volo di circa 40 minuti e poi atterro un po’ in
basso sul pendio. Si vola poco e male: le condizioni
resteranno così per tutto il giorno. Qualcuno tra
gli “autoctoni” propone di spostarsi sul lato verso
il mare, ma noi non siamo convinti. Un sopralluogo
mio e di Claudio a vedere questo Pendio del Mare, ci
convince ancora di meno. Qualcuno vola, ma sono
aerei da prestazioni piuttosto alte e una spiccata
tendenza al volo veloce ma comunque più che altro da
termica: niente a che vedere con quelli che abbiamo
portato noi. Si finisce la giornata con Rinaldo e
Maurice che con i lanci a mano si esibiscono in una
serie di contatti in aria (per l’occasioni
ribattezzati “Din Din”) che finiscono con una
collisione a due metri da terra. Il Dindin fortuito
provoca danni all’ala di uno dei due. In
riparazione. Si scende, si fa la doccia, si mangia e
si va a dormire.
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TERZO GIORNO
Per colazione Jesus si supera con una crostata
mega-galattica che sparisce nel giro di pochissimo
tempo. Prima della colazione Rinaldo si esibisce
nella riparazione del modello “colliso” (din din)
che è pronto per volare dopo un’ora. Si sale al
monte dopo il caffè e stavolta è il Paradiso:
condizioni ottime. Collaudiamo tutti i modelli. C’è
ancora qualcuno del giorno precedente; stavolta si
vola, tanto. Per darvi un’idea ho tempo di montare e
di volare con 5 modelli, il tutto inframezzato da
lunghe pause per fare foto e per conoscere nuovi
modellisti. E l'aria col tempo continua ad
aumentare: solito copione. Si vola, si atterra con
qualche turbolenza, si esegue l’acrobazia più pazza.
I Blade volano ad altissima velocità. Un modellista
tira fuori dalla macchina un Fox da tre metri circa
e si esibisce in un volo che per noi rappresenta una
novità assoluta: il suo modello esegue delle
picchiate che sembrano concludersi nella sottostante
piazza centrale di Cantiano, poi, in un giro solo,
risale.
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Qui c’è una scissione: io Maurice Oscar e Claudio
decidiamo di fermarci a mangiare la pasta con i
tartufi ad Acqualagna, mentre Stefano e Rinaldo
proseguono verso casa per motivi contingenti.
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Ci sarebbe tantissimo da dire e da raccontare
ancora…vi basti questo per essere di più la prossima
volta!
Franz |
Maurizio
al Catria.....

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C'è sempre una
prima volta!
Un fatto assolutamente
disdicevole è che il maurizio non ha
mai volato in pendio. L'occasione si
presenta: con le relative partner
Patty e Simo siamo a soli 30 km di
distanza sulla costa adriatica.
Maurizio e Simona sono vicino
Ancona, io e Patty siamo a marotta.
Ma un fatto notevolmente più
coinvolgente è che il monte catria è
a soli 40 minuti. Quindi venerdì
pomeriggio dopo una giornata di
bagni sole pizze alle 16.00
stoicamente si decide di lasciare la
spiaggia e di partire per la
montagna. Arrivati in loco rileviamo
un vento ottimo. Al buon Maurizio ho
portato il mio ormai pluriennale
Saphir della Robbe che in termini di
affidabilità dovrebbe permettere al
neo pilota da pendio un volo
tranquillo e sereno con quel minimo
di acrobazia che non fa mai male.
Facciamola breve. 54 minuti di volo
a 4 mani.
Leggero danno in atterraggio
causato da un rotore da incubo che
non riesco a neutralizzare
completamente. Niente di antipatico.
Ora tocca
all'interessantissimo Geier, il
tuttala della Robbe che Maurizio ha
preparato per oggi. Primo lancio. Il
modello è ovviamente molto corto e
piuttosto instabile al decollo sul
beccheggio. L'ormai fortissimo vento
lo sbatte letteralmente giù senza
danni. Al secondo tentativo Maurizio
lo lascia direttamente col muso
verso l'alto. Lo picchio subito
tantissimo e in due secondi l'aereo
è a 30 metri. Vola benissimo.
Acrobatico stabile ed elegante. In
rovescio non ha quasi bisogno di
correzione. Bellissimo. Tocca a
Maurizio che esegue un volo di 30
minuti. Poi atterro io e si scende a
valle a mangiare la fantastica
carbonara del Poggio vicino a Cagli.
Patty e Simona sono impressionate
dalla bellezza del paesaggio. Dalla
cima del Catria si spazia come vista
su tutto il centroitalia. Ora
garantisco che maurizio sarà con noi
nelle prossime uscite in pendio.
Benissimo direi.
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