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LITTLE BIG WING: un modello da termica, da traino, da pendio...insomma un po' di tutto.


 

Apertura alare: 150
Lunghezza: eh?
Peso: 550

Servi: il mio 5. Quello di Paolo: 3 Ogni aereo nasce da un'esigenza: "Vorrei un aereo per il pendio...così per vedere un po' come è...ma non vorrei spendere tanto...e non voglio lavorarci su troppo tempo...e poi ho solo 2 servi piccoli che ho tirato giù da un altro aliantino...e l'aereo deve essere robusto ma facilmente riparabile...deve essere facile da far volare, perdonare gli errori perché non sono mai stato in pendio...e deve fare qualche figura acrobatica...e poi lo vorrei che stesse su sia con poco che con molto vento...e naturalmente deve essere un modello da potere usare anche in pendii di dimensioni ridotte...e vorrei che fosse facile da reperire...anzi...vorrei praticamente che me lo portassero direttamente a casa..." Semplice...

LITTLE BIG WING (una piccola grande ala; detto anche "Der Kleine ganz oben" il piccolo lassù).Ho trovato la pubblicità di questo sito austriaco su una rivista tedesca e collegandomi ne ho visitato la home page.

Il tipo che gestisce il tutto, un certo Robert Schweißgut, ha preparato descrizioni, foto e informazioni estremamente accurate, il che mi ha fatto ben pensare. Ho quindi deciso di ordinare un LBW per me e uno per il buon Fattori.

   Dopo pochissimi giorni di fiduciosa attesa (Robert mi ha spedito il materiale prima ancora di avere constatato l'arrivo del mio bonifico, fatto che fa sempre piacere) mi è arrivato a casa col corriere un pacco che pensavo contenesse un ombrello o qualcosa del genere: l'ho aperto...ahi....la prima impressione non è stata buonissima, sarà perché siamo abituati a quelle scatole di alianti dove si vede il modello costruito con sullo sfondo il cielo blu, amici che volano, le nuvole, le montagne, la mucca-Milka  etc...qui c'erano solo delle fascine tenute insieme da un libretto molto piccolo. Il tutto all'interno di un elastico..."cosa ho comperato?" mi sono chiesto. Dopo un secondo esame mi sono invece accorto che il materiale era tutto di primissima (e sottolineo "primissima" qualità). Il vituperato libretto delle istruzioni era in realtà una dettagliatissima descrizione passo dopo passo della costruzione, con degli interessantissimi ragguagli sul volo dei tuttala: me lo sono letto prima di dormire come se fosse una rivista di modellismo.

COSTRUZIONE: 26 pezzi in tutto!!! Ho cominciato  con la costruzione dalla "fusoliera": è fatta molto bene...si tratta in sostanza di unire pochissimi pezzi con il cianoacrilato, inserendo la piastra di fissaggio dell'ala tra le ordinate nella parte superiore. Trattandosi di compensato multistrato è meglio fare l'incollaggio con la 5 minuti. Senza esagerare: la fusoliera è pronta in meno di mezz'ora.

Per  costruire le ali occorre per forza una base in legno dove fissare i pezzi. durante l'incollaggio: i pezzi per il completamento dell'ala intera sono circa 6. Alla fine si ottiene un'ala di 135 cm solida e robusta: è un profilo jedelsky, che ho provveduto a rinforzare con delle false centine per aumentarne la solidità, fatto che Robert aveva espressamente sconsigliato in quanto l'ala secondo lui era già di per sé sufficientemente robusta. Costruire l'ala è roba di una sera.

Robert ("fai pure traino, ma vai PIANO!) ho pensato dall'inizio di usare il LBW sia per il traino che per il pendio. Ho quindi montato lo sgancio della Graupner nella parte anteriore rinforzando leggermente la fiancata: il tutto collegato a un microservo; vi anticipo che ha sempre funzionato egregiamente.

Colore e rifinitura: Robert diceva di dare dell'anilina colorata, ma io ho preferito usare della carta modelspan di diversi colori. L'effetto finale è variopinto e, almeno per me, gradevole. Inoltre sia la facilità di applicazione che la velocità, mi hanno fatto propendere per questa scelta. Siccome mi viene sempre posta questa domanda la risposta è "no": non ho usato tendicarta per la modelspan, solo del normalissimo turapori: quello più scaccio. Alla fine, dopo l'applicazione di adesivi e numeri vari, ho dato al mio modello un acrilico a spruzzo, che  comunque sembra fare il suo dovere, anche se non ha le capacità coprenti dell'Isofan. Su quello di Paolo ho invece  applicato l'Isofan, in quanto non mi va di fare esperimenti su roba non mia e l'Isofan non tradisce.

VOLO: se è questa la parte che leggete per prima , vi dico subito che il LBW ha volato benissimo dall'inizio. Vola con poco vento, vira in un mattonella ed esegue una buona acrobazia. Il tonneaux è lento nell'ingresso e veloce nell'uscita. Il looping può essere strettissimo: il volo rovescio va male, ma d'altra parte è un jedelsky....L'atterraggio è semplice; il mio modello è stato anche dotato di aerofreni: due piccoli deflettori azionati da due servi aprono una fessura rettangolare nelle ali e tirano giù il modello da qualsiasi dinamica. Nelle istruzioni Robert spiega che sono cosi piccoli perchè appunto efficacissimi: confermo il dato, anche se per diffidenza li ho fatti un cm più lunghi.

In traino il LBW va benissimo: essendo leggero e controllabile non dà problemi, in pendio l'ho provato con qualsiasi vento. Va veramente bene...a volte fa delle arrampicate pazzesche ed è da questo che viene il secondo nome: "der kleine ganz oben"(il piccoletto lassù): Robert racconta che in pendio faceva sempre tantissima quota e gli altri aeromodellisti gli chiedevano: " Cos'è il piccolo lassù?". Effettivamente il LBW fa tanta quota anche con poco vento: con vento medio è però uno spasso. Con delle superfici di controllo così generose ed efficaci, controllarlo in qualsiasi assetto è semplicissimo. E' un eccellente primo modello per il pendio.

       L'unico difetto che ho riscontrato è il sistema di allineamento dell'ala: C'è una vite di plastica che fissa l'ala alla fusoliera:
Per l'allineamento dell'ala stessa una piccola piastra di compensato incollata sotto il bordo d'uscita dell'ala va ad inserirsi tra le fiancate di fusoliera, permettendo un allineamento perfetto. In caso di atterraggio "non  dolce" la fiancata di fusoliera deve reggere tutto il colpo dell'ala. Dopo avere reincollato il tutto un paio di volte, ho inserito come "fusibile" uno stuzzicadenti in un buco che attraversa sia l'ala che una piastrina sulla fusoliera. In caso di atterraggio duro, lo stecchino si rompe e può essere sostituito. Questo è l'unico problema che ho riscontrato nella gestione del modello. 

AEREI CHE GRATTANO
Un austriaco super esperto mi ha detto in pendio che la superficie del mio LBW non è abbastanza ruvida...sì...avete letto bene..non abbastanza ruvida. Il modello è troppo liscio. Ora: c'è quella questione dello strato limite....avete notato che quando si va in giro in macchina la velocità non toglie la polvere?

Se guardate un aereo nella galleria del vento, si vede che l'aria scorre lungo il profilo col flusso d'aria che si muove dal bordo d'entrata a quello d'uscita scorrendo in strati sovrapposti; il primo di questi strati è fortemente aderente alla superficie dell'ala e viene definito strato limite: su questo scorrono gli altri livelli del flusso che diventano sempre più veloci mano a mano che ci allontaniamo dalla superficie dell'ala. Se il primo strato (lo strato limite) rimane imbrigliato sulla superficie dell'ala, gli altri scorrono su di esso molto più velocemente: per questo non è consigliabile rendere le superfici degli alianti troppo perfette...boh...fate quello che volete... ma per me andare in pendio con un modello ruvido significa riportarlo a casa ogni volta sporco di erba e terra, che sono già di per loro antipatiche da togliere anche da superfici trattate. Preferisco sacrificare un minimo di prestazioni, ma a me fa piacere che un aereo sia anche piacevole da vedere.

AEREI CHE TURBOLANO: Robert dice di aumentare la stabilità laterale del modello con dei turbolatori, ma non spaventatevi. Si tratta semplicemente di fare una linea a zig-zag con del vinavil parallelamente al bordo d'entrata in prossimità dei terminali alari.       Questo dovrebbe permettere al modello che è stato costruito troppo "liscio" di rimediare alla tendenza all'instabilità laterale. Il turbolatore permette un più rapido distacco del flusso dall'ala: l'estremità dell'ala diventa più efficiente e il modello non stalla d'ala. Il turbolatore lo si può realizzare anche con del nastro sottile. Io il mio l'ho fatto...onestamente tra il mio modello e quello del Paolo che non ha turbolatori, non ho riscontrato differenze nel volo. Ma adesso se lo schianto contro un albero posso dire: "cavolo...gli avevo fatto anche i turbolatori...

" AEREI CHE DANNO I NUMERI
Qui solo un appunto pratico: sugli aerei anch'io fino a poco tempo fa mettevo delle lettere del tipo "HQSWTY" o "HTWQW 2
BTR",semplicemente perché il look del modello era smorto senza ciò. Ora sto utilizzando le lettere per farmi degli "appunti" sul modello. In che senso? Innanzitutto scrivo la frequenza e il canale. 35140 e 74. Poi metto il numero della memoria della radio.
Aggiungo anche numeri sulle parti mobili in corrispondenza del canale in questione; so che sembra superfluo ma tante volte in modelli "complicati" nel caos della pista, mi è stato utile vedere immediatamente il canale collegato alla parte mobile in questione. Poi metto il peso: 550 nel caso del LBW; questo mi viene sempre chiesto, specialmente nel caso degli alianti. Ultimamente metto in piccolo anche l'escursione delle parti mobili. Questo nel caso dei Tuttala mi è servito davvero in più di un'occasione. E' incredibile il caos che a volte si crea al momento del decollo (raduni di aerotraino, per esempio) quando si deve fare una regolazione col computer della radio.   

TRANQUILLI:CONCLUDO...
In conclusione un modello multi-uso dal costo irrisorio e di facilissima realizzazione, robusto e comunque facile da riparare. Ricordate che il modello necessita ovviamente di una radio con miscelatore elettronico per l'utilizzo dei servi. Tutto qui.
Saluti a Robert Schweissgut...vi metto il nome del suo sito nel caso vogliate andare a curiosare.
I
KAROS
Robert Schweißgut
www.wing-tips.at

Bis bald Robert...schöne Flüge und noch bessere Landungen! 

 

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