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Aerotraino

Sull’aerotraino  è già stato scritto tanto  e molte sono le persone che sarebbero in grado di dare dei consigli per effettuarlo al meglio….queste due righe che vi scriviamo vorremmo avessero solo il valore di una puntualizzazione basata sulle nostre esperienze, su quello che noi in tema di aerotraino abbiamo imparato in questo periodo. Le nostre impressioni qui riportate sono quindi relative non ad un traino ideale: sono rivolte invece al volatore della Domenica che intende provare a trainare magari con un amico che condivide la stessa curiosità.
Allora…con il bravo Stefano Manica abbiamo iniziato a praticare il traino alcuni anni fa in modo prettamente sperimentale, con pochissime basi teoriche. Secondo la nostra esperienza il traino lo si può effettuare in tanti modi diversi, basta usare del sereno buon senso e le norme di utilizzo generali relative al buon funzionamento di un modello. In altre parole: fare traino con un motore poco affidabile o con un servo dello sgancio difettoso, comporta spesso la rottura di ben due modelli…..

IL TRAINATORE:

Non è vero che il trainatore debba essere necessariamente un bideriva iperpotenziato con almeno 20cc di cilindrata. Questo dipende dall’aereo che viene trainato. Se l’aliante è un 4 metri che pesa 5 kg è chiaro che il trainatore dovrà avere una certa potenza. Noi abbiamo tirato su in modo supertranquillo un VOR 250 dell’Aviomodelli (250cm) con un Gladiator che aveva  un 5 cc Supertigre. Con modelli fino a  250 cm  ( e la stragrande maggioranza degli alianti che si vedono e si vendono hanno questa dimensione)il trainatore può essere molto spesso un qualsiasi aereo trainer che si usa in pista. Con un Trainer avanzato di Bettini (il Cheeky)con un 7,5 abbiamo tirato su ogni tipo di aliante di questa dimensione. La potenza era addirittura eccessiva in molte situazioni.

Un trainatore ideale molto diffuso è il Telemaster con 70 4t o un 10cc 2 tempi.

L’ALIANTE

Non è ASSOLUTAMENTE vero che l’aliante debba per forza avere gli alettoni. Al momento stiamo trainando un Bird of Time della Dinaflite (330 cm) che non sa neanche cosa siano gli alettoni. Moltissimi aerei che non hanno alettoni sono stati trainati da noi senza nessun tipo di problema. Non esiste una apertura alare minima: abbiamo effettuato dei “signori” traini col Ridge Runt (il Coyote) della Ripmax che aveva un’apertura di 150 cm. Per alianti più grandi è necessaria una riserva di potenza, ma senza esagerare. Le rotture che abbiamo avuto erano sempre relative a troppo motore, non a carenza di propulsione.Attenzione all’elastico che tiene la capottina: spesso senza che ce ne accorgiamo questo viene raschiato via quando l’aliante striscia per terra già al decollo. Meglio fissare l’abitacolo in un altro modo.

LO SGANCIO

Io uso lo sgancio della Graupner: ha il vantaggio di far trovare tutti gli elementi pronti per il montaggio e di dare certe garanzie. Stefano usa uno sgancio fatto da lui in casa: nessuno di noi ha mai avuto problemi. Usiamo per aerei fino a 350 cm dei servi normali per lo sgancio. Consigliamo di mettere lo sgancio sia sul trainatore che sull’aliante. Il filo deve essre lungo una ventina di metri. A volte abbiamo usato per emergenza fili cortissimi…nessun problema, ma non ve lo consiglio.

LO SVOLGIMENTO

Non è vero che il traino lo si debba fare per forza con uno che l’ha già fatto: io e Stefano abbiamo cominciato praticamente da zero e quando abbiamo rotto era perché facevamo gli sborroni.

Il trainatore decolla diritto (si spera) e l’aliante dopo pochissimi metri si solleva. L’aliante deve sempre avere una quota maggiore rispetto al trainatore. A questo punto niente cabrate o correzioni allucinanti. Prima si guarda cosa fanno i due modelli. L’aliante generalmente sale  e va diritto senza bisogno di correzioni: cabrarlo troppo significa tirare giù la coda del trainatore. Il trainatore si inclina per diversi motivi (vento-peso aliante etc) e compie una larghissima virata che l’aliante generalmente segue mantenendo la corda in tensione con un LEGGERO comando dalla parte opposta. A questo punto spesso la quota è già sufficiente per sganciare. Le prime volte si potrebbe direttamente fare andare i due aerei diritti in avanti e sganciare ancora prima della virata.

Questa ascensione diritta permette di raggiungere delle quote impensabili e più che sufficienti per il volo dell’aliante. Con Silvio abbiamo effettuato traini di sera e per motivi di visibilità ci siamo limitati ad una sola salita: entrambi siamo rimasti stupiti per la quota raggiunta. Al momento dello sgancio il trainatore rallenta un po’  e l’aliante sgancia. Con Silvio abbiamo l’abitudine di restare un attimo vicini per vedere se tutto è andato liscio;  poi ognuno va per conto suo.

LA TRASMITTENTE

Dito sullo sgancio!!!!!!! Sempre…..mai mettere lo sgancio in interruttori irraggiungibili. Lo sgancio è la salvezza in situazioni critiche. Io tengo sempre il dito sull’interruttore della trasmittente del servo preposto allo sgancio  che è sempre lo stesso. Alcuni hanno montato lo sgancio sullo stick del gas. Oggi quasi tutte le radio col computer permettono di gestire con meno improvvisazione la situazione.

Altre sciocchezze:

Per far traino ci vogliono gli aerofreni:  è falso: tantissimi alianti che ho io non hanno aerofreni. Non credo di avere mai utilizzato aerofreni in traino

Per far traino ci vogliono ali in polistirolo ricoperto: è falso: noi abbiamo modelli centinati che vengono trainati senza problemi

Per far traino bisogna partire per forza da terra: il mio Saphir una volta è stato lanciato a mano da Rinaldo mentre il trainatore partiva da terra.

A fare traino si rompe tanto: falsissimo…..si rompe solo se non si ha l’accortezza di sganciare in situazioni critiche o se il trainatore è troppo potente. In altre circostanze non abbiamo mai rotto.

Speriamo di avere dato delle buone indicazioni.

Se ora  o in veste di trainatori o di piloti di aliante volete cimentarvi con questa specialità, siete i benvenuti . A presto….

Franz