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L'Embach |
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Franz:"In
Umbria a volare tre giorni?? Veramente sto
tornando or ora dalle vacanze...sono ancora in
autostrada...ma se mi date qualche giorno di
pausa vengo anche io"
Stefano:
"Pausa??? Si parte dopodomani mattina"
Franz: "Ossignore..." |
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COSA VI SIETE
PERSI.........!!
L'Umbria raccontata da un umbro, ovvero appunti
di viaggio di 4 malfattori.
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1° Giorno
Bene...doppio equipaggio. Franz (che sarei poi
io) e Stefano e nella seconda vettura, che per
imperscrutabili motivi parte un'ora prima, Oscar
e Claudio. Venerdì mattina on the road. Dopo
anni di promesse, proposte, idee, suggerimenti,
si va in Umbria al Monte Subasio e magari al
Monte Vettore. Le macchine traboccano di alianti
di diverse dimensioni; una parte infinitesimale
dello spazio è occupata da minuscoli bagagli,
più piccoli della più piccola scatola degli
attrezzi: sono i nostri pigiami e gli spazzolini
da denti. L'idea è quella di fermarci fino a
Domenica sfruttando tutto il tempo possibile per
visitare due tra i due migliori pendii d'Italia:
il Subasio e il Vettore.
Il Subasio è il monte alle pendici del quale è
seduta (assisa per l'appunto) una città che
tutti conosciamo: Assisi. Il monte ha la sommità
completamente spoglia e i suoi pendii sono in
grado di "sfruttare" ogni tipo di vento:
si
arriva in macchina fino in cima con una strada
che è asfaltata, ad eccezione degli ultimi
chilometri: questo è per me il migliore pendio
del nostro paese, si riesce infatti a volare
con disinvoltura e senza rischiare di
disintegrare il modello in atterraggio su tre
versanti, condizione per quel che ne so
irripetibile in altri luoghi. Il fondo della
valle crea spesso sostanziose termiche che in
caso di assenza di dinamica (condizione qui
piuttosto rara) permettono comunque il volo.
Trovare alloggio è facilissimo e anche i costi
sono sereni.
Dal Subasio la vista è eccezionale; già questo
giustifica il viaggio. Il Vettore è un monte
che occupa il lato sud-est della piana di
Castelluccio, un altipiano vicino Norcia.
La
piana la conosciamo tutti per averla vista
questa Estate nello spot della Vodaphone di
Muccino seduto sul furgone che scende mentre la
ragazza gli tira dietro i vestiti. Al Vettore
si vola principalmente in due pendii della
cosiddetta "Forca di Presta": verso sud
(direzione Gran Sasso/Monti della Laga) o verso
nord, nel pendio (fantastico) che termina nella
piana di Castelluccio. Essendo la piana molto
vasta e circondata da monti, funziona come una
specie di calderone per quel che riguarda la
formazione delle termiche. Il paese più vicino è
Norcia, in Val Nerina, dove abbondano strutture
di accoglienza tipo agriturismo. E tartufi.
Sia il Subasio che il Vettore occupano la
dorsale appenninica dell'Umbria, anche se il
Vettore è molto più vicino all'Abruzzo.
Ma andiamo con ordine
e affrontiamo i temi importanti: il cibo.
Io e Stefano ci
fermiamo al negozio di modellismo a Città di
Castello alle porte dell'Umbria...niente di
interessante stavolta...si riparte e alle 12
circa siamo nei pressi del Subasio; ripetuti
contatti con la seconda vettura al fine di
concordare un luogo per il pranzo. Alla fine io
e Stefano saliamo sul Monte Subasio in una
vecchissima Osteria dove si mangia una "torta al
testo" eccezionale, una specialità umbra.
Veniamo raggiunti rapidamente da Oscar e Claudio
che si erano fermati sotto Assisi a mangiare la
piadina. Si sale al Monte e la giornata non è
effettivamente delle migliori; questo significa
che dobbiamo volare con i modelli leggeri, cosa
che facciamo con disinvoltura. Tutti e 4 abbiamo
provveduto a portare il modello "caricato" e
quello superleggero
o almeno un elettrico, tanto per non restare a
terra: e a terra non restiamo. Il fondovalle
restituisce delle potenti termiche alternate a
dei momenti di stasi: arrivano i maleducati del
parapendio; veramente maleducati. Irrispettosi
fino all'irritazione... a fronte di uno spazio
pressochè infinito ti stendono la vela a un
passo dal nostro mini-accampamento e utilizzano
lo spazio per il decollo. Ci informano che
quella è la zona dei parapendio, subito smentiti
da altri modellisti. Effettivamente mi ricordo
benissimo che quella zona è da sempre riservata
ai modellisti... va beh...non siamo qui per
litigare..tanto voliamo lo stesso. Voliamo tutti
e il Claudio si esibisce in un volo col suo
termica spiralando ben lontano dal pendio,
sfruttando ogni minima ascensione.
A parte qualche
incidente irrilevante voliamo fino alle 18:00.
Dove dormiamo? Il nostro punto di riferimento
per la notte e per il cibo,
l'Hotel Capponi del mio paese, è purtroppo pieno
per il week-end, quindi si va in un bellissimo
agriturismo a 4 km ad Assisi
che Claudio aveva contattato mediante Internet.
Il posto è molto bello: ci fanno scaricare gli
aerei in una stanzetta dove possiamo addirittura
caricare le batterie. La sera 40 km per
raggiungere un ottimo ristorante che è ormai
diventato il nostro porto sicuro quando
scendiamo in Umbria: Nonna Gelsa, vicino ad
Umbertide, mio natio loco selvaggio. Tra sfottò
con le cameriere ed assaggi delle specialità
locali si fa tardi: il momento per me più
difficile è convincere una cameriera che io e
lei siamo dello stesso paese: all'inizio non ci
crede assolutamente...va beh...in fondo è un po'
che sono via. Ritorno in albergo alle 24:00 si
stabilisce la sveglia per le 8:30. E perché così
presto? Ma certo...Si va al Vettore... |
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2° Giorno
Dopo
l'abbuffata della sera precedente stiamo
leggeri, o almeno così ci proponiamo...almeno a
colazione. Oggi si va a Norcia e poi si sale
alla piana di Castelluccio e da lì alla Forca di
Presta, a fianco del Vettore, dove si vola. |
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Riusciamo a partire puntuali e
ci dirigiamo verso sud...direzione Spoleto. Oscar chiede
di fare una pausa per comperare dell'olio...è presto
fatto...c'è un
oleificio ogni 2 chilometri.
Si riparte;
già si vede la Rocca di Spoleto quando giriamo a
sinistra verso l'Appennino, costeggiando il fiume Nera,
verso la Val Nerina, appunto.
Brevissima fermata a
Norcia e poi si sale al Vettore. Altri 20 km di salita
brutale e si arriva alla piana di Castelluccio: l'arrivo
al passo è impressionante: davanti il Monte Vettore; in
fondo il paese di Castelluccio; sulla sinistra il
profilo dell'Italia realizzato con gli alberi. Al centro
quella bellissima piana immortalata da molti film.
Attraversiamo l'altipiano tra accampamenti di parapendio
e deltaplani e saliamo a Castelluccio di Norcia.
"Panino?" "Panino!" Alla faccia del panino...affettati
vari, formaggi, rosso... visto che alla Forca di Presta
c'è solo un rifugio che però non è vicinissimo pensiamo
a rifocillarci. Saliamo in macchina alla Forca di Presta
ma il vento è da Sud...una grande quantità di parapendio
ci sorvola...l'aria è incostante e a raffiche e solo con
i piccolini è possibile volare. Si vola comunque un po'
anche lì sul versante sud...davanti i monti della Laga
con Amatrice e sullo sfondo le cime del Gran Sasso, ad
est il Piceno. Verso le 5 cambiamo posto: torniamo sul
lato della Forca verso nord, quello che dà su Castelluccio e la piana omonima. Alle 17:30 circa il
vento comincia a soffiare fortissimo e tiriamo fuori i
modelli caricati; sfortunatamente tutti i parapendio
della zona si impegnano in un fastidioso volo davanti
alla nostra postazione: la dinamica è talmente forte e
costante che si permettono di stare il fermi a
mezz'aria, spesso davanti a noi. Io non ce la faccio a
rinunciare al collaudo in pendio del mio Swift e lo
mando in aria, con Oscar e Stefano che mi avvertono
quando mi avvicino troppo ai cafoni dell'aria. Il pendio
è enorme, ci sarebbe posto per tutti...un ragazzo
aeromodellista di Roma prova a parlare col capo dei
parapendio che però fa presente che lui ha
giurisdizione solo sui deltaplani. Un caos totale...voliamo
ma con poca serenità...il paesaggio è da mozzare il
fiato; porto il mio Swift a costeggiare direttamente il
lato nord del Vettore col sole basso che sbatte contro
la montagna. Lo spingo verso il centro della piana di
Cadstelluccio dove ci sono adesso delle ascensioni
fortissime; neanche uso il pendio anche perché occupato
dai liberi volatori che fanno gli affari loro. Dopo un
volo di 25 minuti atterro nella grande spianata che c'è
alla sommità del
pendio: due volte la nostra pista...tutto
in erba. Non si può sbagliare l'atterraggio e il mio Swift va giù da solo. Claudio vola con la tavola,
Stefano con il suo leggero...qualche problema nei lanci
a causa principalmente del sovraffollamento. Alle 20:00
lasciamo il pendio perché il sole sta scendendo: Norcia,
Spoleto...ci fermiamo a Trevi, un paesino tra Foligno e
Spoleto. Qui troviamo un ristorantino eccellente dove
discutiamo i risultati della giornata. Cibo buono, belle
cameriere (va detto) e una vista bellissima sulla valle
sottostante. Chi ha ordinato il primo migliore? Si
accende una vivace discussione... L'Italia sta
pareggiando con la Lituania...nota stonata di una bella
giornata. Arriviamo abbastanza morti alle 24 al nostro
agriturismo: carica batterie e poi a nanna. |
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3° Giorno:
c'è qualche riparazione da fare: allo scopo si
utilizza il cortile dell'agriturismo:
l'attrezzatura non manca. Abbiamo praticamente
di tutto. Il volo al Vettore ha lasciato qualche
strascico, ma si tratta di poca roba. Le
riparazioni vengono fatte tutte rapidamente
appoggiati al pozzo del cortile
dell'agriturismo: essenziale l'acceleratore per
il ciano di Stefano. Caffè ad Assisi in centro e
poi salita al Subasio: solita pausa alla osteria
della torta salata dove facciamo provviste per
la giornata. Condizioni alterne: voliamo con i
modelli leggeri: un equivoco col motore
elettrico del modello di Oscar con Claudio alla
guida, porta al distacco del blocco motore:
niente di grave, ma si decide di ripararlo a
casa.
Dalla tarda mattinata continuano ad alternarsi
termiche e quando la dinamica comincia a
stabilizzarsi, eccoli di nuovo: i parapendio e i
deltaplani...anche loro soffrono di condizione
non regolare, ma non si pongono il problema di
disturbare: lo fanno e basta. Ci si piazzano
davanti con le loro vele distese e fanno finta
di niente: tentiamo qualche volo, ma la dinamica
gira.
Nel pomeriggio in macchina mi sposto di 2 km
verso est lungo il crinale e torno sul pendio
nel quale da ragazzo venivo a volare col mio RC
Uno della Robbe. Lì un signore simpatico di
Foligno dice che la dinamica non è male e
continua a volare. Dò conferma agli altri tre
che per passare il tempo aspettano che i
parapendio finiscano finalmente di decollare;
insieme decidiamo di spostarci. Il vento è un
po' di traverso, ma un po' si vola: lo Stefano
con il suo coda a V esce fuori a cacciare le
termiche della sera e ce la fa con una certa
disinvoltura: anche il Claudio fa tentativi,
aiutato dal fatto che qui per l'atterraggio c'è
uno spazio infinito; per dirvela tutta non ho
mai visto onestamente dove in basso finisce
questo pendio. E' talmente lungo che permette
atterraggi in qualsiasi direzione: che figata...se
penso ai nostri atterraggi all'Alpo. Il
folignate vola con un
modello messo insieme con gli avanzi di altra
roba e conferma sempre di più la nostra linea:
aereo leggero per poca condizione e aereo
pesante e acrobatico quando la dinamica è forte.
Anche io fautore di questa linea continuo a
volare col mio piccolo Swing che sembra abbia il
motore, sperando che il vento aumenti o che la
termica si rinvigorisca, per poi poter usare il
mio tuttala del quale ho abusato nei giorni
passati.
Ad un certo punto il mio Swing esegue un doppio
looping e atterra: pile esaurite. 90 minuti di
volo hanno svuotato gli accumulatori. Stefano e
Claudio continuano a volare, lo Stefano manda
l'aereo fuori lontanissimo, incappa in qualche
discendenza, ma ne esce e riprende a salire
spiralando. Io e Claudio decolliamo e
atterriamo con i nostri modelli ormai troppo
caricati per l'aria che c'è: anche il nostro
amico folignate arranca. E si comincia a
profilare il viaggio di ritorno. Da lì si vede
il Monte Vettore
con la Forca di Presta, dove abbiamo trascorso
il pomeriggio del giorno precedente. A Nord già
i monti della Toscana, che dobbiamo attraversare
per ritornare a casa: sono le 6 del pomeriggio e
ci aspettano più di tre ore di viaggio. Ci
fermiamo un solo istante nel mio paese (Umbertide)
per cercare una roba buona da mangiare, che
invece troviamo all'Autogrill successivo. Poi la
ricerca di un posto per mangiare qualcosa per
cena... stavolta non va bene...non siamo gli
unici a ritornare e già si profila un rientro
abbastanza intenso a livello di traffico: per
fortuna ce la caviamo con un 45 minuti di
rallentamenti tra Forlì e Bologna, poi
finalmente si va. A letto tardi, tardi, tardi...
e col pensiero del lavoro al mattino successivo:
ma volete mettere la "divertita" che abbiamo
fatto?
Prossimo obiettivo? Beh...il Monte Catria nelle
Marche sicuramente e poi...ragazzi: ormai siamo
grandi pendiisti: ci aspetta il Großglockner in
Austria.

Si va?
Franz |
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