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L'atterraggio alla Tiziano
Nel nostro gruppo esiste un pilota "vero", o meglio, una
persona che vola regolarmente con un P 92 e del quale
abbiamo tutti più o meno approfittato (in senso ristretto!!)
: tale soggetto è il buon Tiziano, che più volte ci ha
invitato a fare dei bellissimi giri col suo biposto sul
nostro lago. Diversi anni fa il Tiziano durante un mio volo
mi ha fatto concretamente prendere in considerazione un
aspetto del pilotaggio con un'osservazione che su di me ha
avuto un impatto fortissimo: "vedi Francesco.... mi
dispiace dirlo ma qui state tutti sbagliando gli
atterraggi...i vostri modelli galleggiano in aria prima di
toccare terra, fate un infinito rasoterra prima di toccare
la pista. L'atterraggio lo dovete impostare in discesa, dopo
una serie di movimenti precisi: l'aereo in atterraggio deve
"scendere", non andare orizzontale".
Questa bonaria critica mi ha fatto completamente cambiare
procedura di atterraggio e credo sia stata indirettamente di
aiuto anche alle persone alle quali ho successivamente
insegnato a volare.
L'ATTERRAGGIO ALLA TIZIANO
Onore al merito: vediamo che succede. Quando un principiante
atterra, spesso noi pretendiamo che esegua un rasoterra
lunghissimo partendo bass, o volando verso la pista (comandi
dx/sx invertiti quindi) a bassa velocità. Per aiutare la
persona che sta portando giù il modello continuiamo a
gridargli nelle orecchie "alto! basso! Più a destra! Più a
sinistra!". Credo che questa esperienza sia in qualità di
maestro che di allievo, l'abbiamo fatta tutti. In realtà
l'atterraggio è sempre meglio impostarlo in modo
radicalmente differente e in questo senso l'osservazione del
Tissià ci viene in aiuto.
a) L'aereo deve andare dall'alto verso il basso quando si
avvicina alla pista. Non si può pretendere che un
principiante abbia la capacità di eseguire un rasoterra col
motore al minimo per fare smaltire la velocità semplicemente
perché ci siamo noi a urlarglielo nelle orecchie, anche
perché tutti sappiamo che lo stallo è dietro l'angolo in
questi casi.
b) L'atterraggio deve seguire una procedura precisa e non
casuale: si tratta di 3 movimenti essenziali che
costituiscono un rettangolo.
MOVIMENTO 1 (Braccio sottovento): il modello scorre figuratamente frontalmente al pilota e va nella
direzione opposta a quella di atterraggio: sotto vento,
quindi. E' ancora alto (30 m circa) e di conseguenza
perfettamente controllabile; non meno di metà gas; serve
aria sui timoni.
MOVIMENTO 2 (Punto di decisione): virata piuttosto secca a sinistra (non ci sono troppi problemi
con la virata perché il modello sta scendendo e quindi ha
velocità). Il modello si pone, scendendo, una ventina di
metri
TRASVERSALE (Braccio di base) oltre la testa
della pista, da destra a sinistra. Questo movimento è
essenziale, in quanto ci permette di richiamare il modello
quando lo riteniamo opportuno.
MOVIMENTO 3 (Avvicinamento finale): Il modello viene richiamato verso di noi. Se è alto prima di
dirigerlo verso la pista si aspetta qualche istante in più
per fargli smaltire la quota. Se è basso lo si richiama
prima: a questo punto l'aereo (che, ricordiamo, sta
SCENDENDO) viene diretto perfettamente controllabile verso
di noi. Basta qualche correzione e un tocco di cabra prima
di toccare terra per concludere l'atterraggio.
Questo tipo di atterraggio che come ho detto mi era a suo tempo
stato suggerito da Tiziano, mi ha permesso di eseguire
atterraggi molto più corretti e precisi specialmente con gli
alianti da termica. Se ho sbagliato la quota (cosa che
succede spesso, anche perché vicino a terra l'aliante sente
di tutto) modifico il movimento 2 abbreviandolo o
prolungandolo, fino a portarlo alla quota che decido essere
ottimale. Molti modelli da termica non dispongono di
aerofreni e spesso si rischia di andare lunghi: con questo
tipo di avvicinamento il problema è fortemente contenuto.
E' un atterraggio che ben si adatta anche ai principianti
che vedono il modello avvicinarsi al terreno solo nella fase
finale: da tenere presente infatti che la vicinanza del
terreno rappresenta per chi inizia sempre un fattore di
grande stress.
Quest'anno ero a Wiener Neustadt, una città austriaca, per
lavoro; con gioia ho scoperto che il giardino del mio
albergo confinava con il terreno dell'aeroporto: ho notato
che TUTTI gli aerei da turismo o trasporto paracadutisti che
c'erano e che vedevo dalla mia finestra, eseguivano
l'atterraggio nello stesso modo: 1,2,3; il movimento 2 in
particolare era così perpendicolare che a volte si aveva
l'impressione che il pilota non volesse più atterrare, ma
ripartire perpendicolare alla pista.
Approfitto dell'occasione per ringraziare il Tiziano: per la
sua osservazione; l'idea era quella di ricompensarlo con un
viaggio a Sharm per tutta la famiglia, una Smart Four-Four
per suo figlio, un anello di brillanti per sua moglie e un
radiocomando computerizzato a 12 ch per lui, ma poiché
sappiamo che da bravo ragazzo coscienzioso rifiuterebbe, gli
offriamo un caffè alla prossima.
Franz
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