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Uno
dei tratti in comune che permette a me e Paolo una
serena convivenza modellistica è la passione per la
radio: la sera quando ci troviamo a costruire, ognuno fa
le sue proposte musicali. Ultimamente nella
cantina-officina Paolo ha imposto Radio Capital con una
serie di programmi di musica con relativo commento. Nei
bei tempi andati, quando le nuove generazioni ancora ci
sopportavano, sua figli Alessia ci faceva la lettura del
giornale: era la nostra rassegna stampa. Bei
tempi…Comunque…costruire in due ha una serie infinita di
vantaggi: dimezza costi, tempi, impone scelte comuni e
soprattutto diverte. Alla fine non si ha mezzo modello a
testa; si ha invece un modello (spesso bellissimo,
perché in due si possono affrontare costruzioni complessissime) che viene usato in due. Tra amici.
Passare una sera alla settimana insieme è da considerare
come una validissima alternativa alla tv ed è un piacere
costruire ascoltando della buona musica. Ma a parte le
considerazioni a carattere psico-sociale vediamo cosa
bolle in pentola... quest'anno tra Ottobre e Dicembre, il
buon Fattori ed io abbiamo costruito un bell'aliante:
il Vectra della Robbe, un 250 cm di apertura da termica:
la realizzazione del modello è stata gestita in due
parti: Franz(io) fusoliera e impennaggi(molto più facili
e rapidi da costruire); Paolo si è invece occupato delle
ali, un'ala centinata a doppio diedro che ha messo
insieme con la consueta precisione in neanche due mesi;
il modello è stato realizzato in un tempo estremamente
contenuto nonostante l’estrema perizia nella costruzione
di Paolo. Pensavamo di impiegarci molto di più, in
realtà il modello era già quasi terminato intorno a
Natale. Questo fatto ha sollevato una questione:
Che facciamo adesso? (Che
fom adés?)
In
garage avevo una vecchia scatola della Krick, il Minimoa,
un aliante degli anni '30 da 340 cm di apertura. Il kit
di questo aliante giaceva "untouched" lì dalla Primavera
del 2002, quando avevo deciso di comperarlo da un
privato su ToflyRc. Mi ero ripromesso di costruirlo
quando avessi avuto la tavola di costruzione
relativamente libera, ma la perizia con la quale Paolo
ha costruito le ali del Vectra mi ha fatto balenare
un'idea...
JOINT VENTURE!!
Eh sì..costruire
insieme in primo luogo è divertente...guardare la
scatola col Paolo che si agita è il massimo. Abbiamo
aperto la scatola una sera di Dicembre, senza farci
paranoie
particolari in merito all'inizio del lavoro, in
quanto tutti e due dovevamo terminare delle parti del
sopra-citato Vectra. Poi il Paolo ha pensato a numerare
tutti i pezzi secondo le istruzioni; e così è iniziato
il lavoro, seguendo lo stesso schema: Franz-fuz/Paolo-ali.
Io e Paolo consideriamo il momento dell’inizio della
costruzione come qualcosa di estremamente sacrale:
fotografiamo praticamente tutto: il primo pezzo, il
primo incollaggio, la scatola piena etc: poi disponiamno
all’interno del luogo di costruziome foto, poster,
immagini stampate da internet, ritagli di riviste che
hanno la funzione di documentare e motivare. Ho iniziato
la costruzione del piano di coda e del verticale: la
fusoliera (iniziata dopo qualche giorno)è molto più
laboriosa di quella del Vectra, ma di facile
realizzazione. Dalle foto potete vedere la scatola e i
pezzi (tanti!) che, come ho detto, sono stati “studiati”
e numerati prima di iniziare la costruzione: il mio
cruccio principale era quello di dovere costruire uno
scaletto di costruzione come per il Grunau Baby che
avevo costruito anni fa; solo questo lavoro mi aveva
costretto a tagliare più di 200 pezzi da dei listelli di
tiglio, che insieme costituivano la struttura sulla
quale andavano poi appoggiate le ordinate per la
costruzione:
un lavoro lungo e complesso. Il Minimoa
invece (per fortuna) si costruisce in due metà, il che
permette di appoggiare le semi-ordinate alla tavola di
costruzione. Al momento, dopo pochissime sere di lavoro,
la fusoliera è quasi finita: già si parla di abitacolo e
di inserimento ruota e zavorre. Lo sgancio è già montato
e così come i comandi, con i servi già al loro posto. I
cassoni porta-baionetta delle ali sono già inseriti. La
costruzione ha visto l’uso di 6 diversi tipi di colla:
Ciano, alifatica, cinque minuti, trentaminuti, vinavil,
nitrocolla, in quanto un lavoro così complesso
richiedeva per ogni incollaggio una soluzione
differente. Per evitare di aggiungere peso in coda ho
utilizzato in quasi la totalità degli incollaggi dietro
la scatola porta baionetta della colla cianoacrilica.
Per queste riproduzioni è infatti necessario molto peso
davanti; dobbiamo sempre pensare che in questi aerei il
pilota rappresentava 1/5 del peso del modello: davanti
ho messo quindi tutto il peso possibile, creando molto
posto per la zavorra. Spero di realizzare un
bell’abitacolo, con un pilota magari pesante. Per l’ala
il Rinaldo ha realizzato per Paolo uno scaletto di
costruzione che permette la costruzione dell’ala con il
classico “knick”, la piegatura, tratto che permette il
riconoscimento quasi immediato dell’ala del Minimoa. Su
questo scaletto Paolo ha iniziato la costruzione del
modello con le pannellature inferiori, sulle quali vanno
fissati i longheroni e le centine. Per la parte
posteriore dell’ala Rinaldo ha preparato secondo il
progetto un listello ad altezza progressiva che permette
di conferire all’ala la classica svergolatura
antistallo: è un listello che parte da 1 mm e diventa
spesso 6 mm; ha l’effetto sostanziale di abbassare il
bordo d’entrata rispetto a quello d’uscita. Secondo me
questo lavoro lo si può evitare mettendo i due alettoni
leggermente verso l’alto, per incoraggiare lo stallo
della parte centrale dell'ala, ma ciò andrebbe a
discapito della efficienza. Le foto parlano da sole:
Paolo ha eseguito un lavoro di estrema precisione: si è
anche inventato un sistema ingegnosissimo per incollare
le centine, usando un blocchetto squadrato e un
morsetto; le centine hanno un allineamento millimetrico
e sono molto belle da vedere, importante per un aereo
che avrà un’ala semi-trasparente. Il lavoro di Paolo è
risultato privo di difetti costruttivi ed è anche
proceduto speditamente. Il modello sarà pronto quando
sarà pronto: nessuno di noi ha fretta. Ci sembra già
sorprendente il fatto di essere andati avanti così alla
svelta.
Il Minimoa sarà utilizzato in traino e forse in
pendio prima o poi lo proveremo, anche se dubitiamo
della sua efficienza in questo ambito. Per ora il
problema maggiore è quello di individuare una
ricopertura che si adatti all’estetica da “oldie” del
Minimoa senza svergolarne le strutture. Ma non abbiamo
fretta……appena possiamo vi mandiamo un aggiornamento |