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UN PENDIO A KITZBUEHL

 

Altro pendio…altra storia. Avendo localizzato in un piccolo paese austriaco al confine tra Austria e Germania, (Waidring) come locus amenus per la montagna d’Estate, sono andato qualche giorno con mia moglie lì, guidando per   passi, montagne varie e ristorantini. Un pomeriggio, mentre giravo per la bella città di Kitzbuehl, guardandomi intorno col mento ben verso l’alto, ho localizzato una serie di pendii ben visibili e tutti raggiungibili comodamente in macchina. Così, finito di mangiare Apfelstrudel e Sachertorte, ho iniziato la salita con mia moglie. Io cercavo un pendio per fare andare il mio ormai leggendario Saphir della Robbe, lei un posto per sdraiarsi al bellissimo sole estivo. I due desideri si sono incontrati in cima ad un prato bellissimo piuttosto in alto sopra una fattoria. Ho sentito una leggerissima aria che soffiava dal basso (una termica leggera) e questo mi ha fatto pensare che fuori ci fosse qualcosa di serio per volare: ho montato il mio Saphir utilizzando come si vede dalle foto, il cofano della mia macchina. Ma accidenti…la squadretta dell’alettone destro era schiantata di netto! Probabilmente era accaduto durante il trasporto. Non è possibile..che si fa? E’ ovvio: si vola. D’altra parte nel Soft-Fly della Skorpio di tanti secoli fa era previsto anche un solo alettone per utilizzare un solo servo. Per farla breve: ho miscelato al 100% alettoni e verticale e via: fuori alla ricerca. Come di solito faccio col Gianni all’Alpo, quando si inizia  studiare l’aria della giornata, ho fatto un po’ di “pilone” al pendio per vedere se c’era qualcosa: niente. Ora si trattava solo di individuare dov’era la termica, perché in una giornata di sole con un’ampia valle che si scalda al sole, è praticamente impossibile che non ci sia nessuna ascensione. In fondo al campo visivo, sulla destra, sopra le cime degli alberi, ho trovato uno stretto ascensore largo una cinquantina di metri, che ho usato come catapulta d’aria per salire e poi uscire. Guadagnando un po’ di quota ( e usando solo il verticale, per evitare l’effetto frenante degli alettoni, anzi, DELL’alettone nella fattispecie) sono uscito in valle allontanandomi dal pendio. E lì ovviamente c’era qualcosa..due bei voli, il secondo di mezzora, con atterraggio sui piedi. Era divertente vedere come il Saphir sentisse l’alettone che funzionava (l’altro era stato fissato con adesivo) solo in velocità. Col vento alle spalle al limite sentiva l’effetto di imbardata, ma senza aiuto del direzionale di girare non se ne parlava. Si volava benissimo, ma in un attimo, se si provava a fare acrobazia, si perdeva tantissima quota e poi bisognava ricominciare a  spiralare per risalire. Nell’ultimo volo ho approfittato per salire (io, non l’aereo) di un centinaio di metri mentre pilotavo: panorama meraviglioso.. sono passato più volte sopra la fattoria di montagna il cui campo usavo come aeroporto. Alla fine gli abitanti hanno visto l’aereo passare e, come mi aspettavo, sono usciti a guardare. L’atterraggio del Saphir nel loro campo non li ha disturbati: ho fatto un inchino con la radio nella mano e l’aereo nell’altra, ringraziando dalla distanza per l’ospitalità.