11 luglio 2008 ...volare in pendio sul Catria  
   
   
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Eccoci qua, con sommo ritardo mettiamo mano al nostro reportage del viaggio al Monte Catria.

 

E’ superfluo dire che anche quest’anno la nostra ormai quasi tradizionale escursione è stata un pieno successo, anche perché grazie all’aggiunta di Gianni e Vincenzo il numero dei partecipanti dai primi timidi 4 è lievitato a  ben 10, tanto che ormai si parla di carovana. Equipaggi così distribuiti:

 Oscar e Claudio

 Franz e Gianni

 Vincenzo e Stefano

 Maurice e Rinaldo

 

E, partiti nel tardo pomeriggio per impellenti problemi di lavoro,

Cristian e Andrea, che arriveranno in serata.

 Ma andiamo in ordine:

 VENERDI’ 11 LUGLIO

 Partenza in ordine sparso, gli equipaggi si mettono in moto distinguendosi tra quelli che vogliono fermarsi a pranzare e i fanatici che vogliono raggiungere il Catria prima possibile per iniziare a volare. In genere il Catria ci ha sempre garantito due giorni su tre di volo, concedendoci comunque una giornata di mite termica per fare andare i modelli leggeri. Quest’anno invece si parlerà di un’instancabile dinamica che durerà  tre intere giornate. Per le informazioni relative alla collocazione geografica vi consigliamo caldamente di fare riferimento ai diari di viaggio degli anni precedenti. A parte qualche dozzina di pause caffè il viaggio scorre rapidamente e all’autogrill ci troviamo dopo molti vani tentativi con Rinaldo e Maurice che sposano in pieno l’idea di salire direttamente al monte per iniziare subito con i voli. A Cantiano si effettua una breve sosta al negozio di alimentari per vettovagliamenti vari e poi si sale.

Giunge notizia a questo punto di un gruppo di laidi individui (il resto della compagnia) che ostinatamente sembra abbia deciso di fermarsi a mangiare dal buon Jesus, il gestore dell’albergo Antica Flaminia dove anche questa volta abbiamo deciso di alloggiare, e di pasteggiare in tutta calma. Beh…siamo in vacanza, no?

In cima al monte si iniziano i voli. La dinamica è giusta, giustissima direi. Il vento è forte e produce una ascensione  solida e continua. Si può volare con ogni modello…e tutti ne approfittano. Abbiamo molte ore di volo davanti a noi anche perché il vento del Monte Catria –notoriamente- non è solito attenuarsi nel corso della giornata.

 

Vanno via i primi panini e  si vola  per tutto il pomeriggio. Dopo pranzo arrivano Claudio, Oscar, Vincenzo e Stefano, portano in zona operativa la maxi-attrezzatura  e montano i modelli. Vengono effettuati collaudi, voli tranquilli, voli acrobatici fino al tardo pomeriggio. E’ il primo giorno che normalmente viene usato per “testare” il pendio, anche se qui c’è poco da testare: volerebbero anche le lavatrici. Ci sono altre persone presenti sul pendio, anche se il nostro gruppo (per ora di otto persone) occupa una zona molto ampia della grande spianata a ridosso della scarpata che scende verso Cantiano. E voliamo tutti: il Rinaldo con il Saltus, il Gianni con il Sword della ARC, volano a velocità folle tutti i Blade. Stefano si è portato il solito hangar di modelli che alla fine delle tre giornate saranno tutti portati in volo. Io graziato dalla buona sorte precipito due volte col mio DG 1000. Nel primo caso per baricentro sbagliato e nel secondo perché ostento sicurezza fino a passare rasoterra in volo rovescio e vengo risucchiato dal malefico canalone a sinistra del pendio spatasciando il modello per la seconda volta nel giro di mezzora. Molto bravo. I due crash dimostrano ancora una volta la buona qualità dei modelli della HF: danni irrisori in entrambi i casi.

Alcuni volano, c’è chi mangia e Oscar scatta senza pausa fotografie. Stavolta, avendo già prenotato e non avendo bisogno di scendere per cercare un alloggio, voliamo fino alle 19:30. Già questa prima giornata riesce a giustificare i 370 km di strada. Il vento rimane immutato per tutto il tempo fino a sera e anche lo smontaggio dei modelli e  dell’attrezzatura viene effettuato con la ormai quasi ossessiva presenza del vento. La sera si scende a valle e arrivano le notizie dell’equipaggio smarrito: Andrea e Cristian, i neofiti del pendio, che si avvicinano anche se -tra code e lavori vari- il loro arrivo viene ogni volta posposto. Ci troviamo a cena dopo una bella doccia rilassante e, conoscendo già le specialità della cucina di Jesus, la tavola viene imbandita molto rapidamente. Poi qualcuno ordina “un pirlo”… Jesus non ha idea di cosa sia e, essendo questo aperitivo un’usanza prettamente bresciana, tocca ai bresciani doc illustrare le modalità di preparazione. In breve: Jesus ci prepara anche il Pirlo prima di cena.

Si mangia e dopo cena arrivano Andrea e Cristian. I prsenti hanno già bevuto troppo e ciò è testimoniato dal fatto che qualcuno tira fuori un elicottero elettrico che viene fatto volare nel cortile dell’albergo, volo che finisce contro l’edera che decora la facciata. Si va a dormire, mi sa che è meglio.

 

 SABATO 12 LUGLIO

 

      Con calma ci si alza e si fa colazione, si dà una sistemata ai modelli che hanno preso pacche il giorno precedente. Io Cristian e Andrea facciamo una bella passeggiata a Cantiano in centro, prendiamo il giornale e beviamo un caffè. Molto bello il centro del paese. Da visitare prima di colazione. La salita al Catria viene agognata caldamente da Cristian e Andrea che non capiscono perché ci mettiamo così tanto a partire. Gli altri non hanno fretta in quanto si sa che lassù la giornata è ben lunga. Solita colazione insieme (è un bel momento iniziare la giornata con tutta la truppa) seguita dalla solita sosta al negozio di alimentari e alla forneria dove si fa la prima pausa caffè della giornata. Si sale e si appronta tutta l’attrezzatura. Tra i primi a volare c’è Andrea col suo Pilatus nuovo di zecca che esegue un volo infinito seguito da un adeguato atterraggio. Il Cristian collauda il suo due canali che finisce risucchiato nel solito canalone. Perdita della fusoliera che Stefano è già al momento riuscito a rimpiazzare. La dinamica è forte, costante. Stare tutto il tempo esposti al sole e al vento significa quasi stordirsi. E’ Sabato e arrivano altri modellisti dall’Umbria, dalle Marche, dalla Romagna. I aria si contano tantissimi modelli e inevitabili risulteranno le collisioni: incolpevoli  a mio avviso, forse solo sfortunati, Maurice e Claudio. E’ inutile guastarsi il sangue per queste circostanze: la collisione in un cielo così affollato può capitare a tutti. Viene effettuato il collaudo da Stefano: il suo maxi maxi Fox viene portato in aria. Stavolta è tutto a posto e l’aereo esegue un volo impeccabile. Viene pilotato da tutti, dal Claudio, dal Rinaldo, dal Maurice. Il volo è acrobatico e lineare, ma soprattutto: il modello mostra di essere eccezionalmente lineare e non critico. Atterraggio perfetto e modello intero. Dopo un’infinità di voli (io non sono quello che ha volato di più e la mia mc 24 segna 150 minuti di volo) si scende e si mangia…tanto. Quest’hobby fa ingrassare. Andrea alla fine della giornata in pendio dice: “Franz… ho capito perché ve la siete presa così comoda stamattina prima di salire. Stare quassù tutto il giorno nel vento ti stanca tantissimo”. E infatti il gruppo va a dormire.

 

DOMENICA 13 LUGLIO

 

Ora: questo è stato uno di quei  giorni caratterizzati da tanta stanchezza. Tutti abbiamo volato fino a stancarci nei primi due giorni e alcuni (tra cui io e il Gianni) non ce la sentiamo più di tanto di passare tutta la giornata in pendio. Inoltre il tempo è quello che è: minaccia pioggia e in valle c'è un vento fortissimo. Si decide comunque di salire ai Prati. Arrivati su c’è un vento incredibile: lo potete vedere dalle foto. Due modellisti stanno volando, ma è davvero difficile stare in piedi sul ciglio del pendio perché quasi si rischia di cadere: nessuno ha voglia di tirare fuori i modelli. Non sarebbe neanche possibile parcheggiarli montati sull’erba. Allora Stefano e Rinaldo tirano fuori i Blade ed eseguono un volo da arditi, con una condizione che manderebbe in pezzi diversi dei modelli che abbiamo con noi. I Blade gestiscono il vento fortissimo senza problemi e vengono addirittura portati a terra senza danni in mezzo a rotori che solleverebbero senza problemi un maxi modello a motore. Beh.. qualcuno si è così preso anche quest’ultima soddisfazione. Si è intanto fatta ora di pranzo. Io e Gianni decidiamo di ritornare. Qualcuno ci segue. Altri partono più tardi. Le foto del buon Oscar vi danno un’idea della buriana vissuta in cima. Ma è il terzo giorno e onestamente passare tutta la giornata in pendio con la prospettiva del viaggio di ritorno davanti… si riparte. Solite soste… ci si alterna alla guida…si arriva a casa per l’ora di cena. Tutto sommato, tra collisioni, scassature e disavventure varie, è andata benissimo. Tanto che qualcuno già propone di rifare un giro in Agosto.

Chi non ha ancora partecipato alle nostre escursioni ci faccia un pensierino: ormai queste gite sono una ricorrenza.

Buoni voli senza motore!