|
Eccoci qua, con sommo ritardo mettiamo mano al nostro reportage
del viaggio al Monte Catria.
E’ superfluo dire che anche quest’anno la nostra ormai quasi
tradizionale escursione è stata un pieno successo, anche perché
grazie all’aggiunta di Gianni e Vincenzo il numero dei
partecipanti dai primi timidi 4 è lievitato a
ben 10, tanto che ormai si parla di carovana. Equipaggi
così distribuiti:
Oscar e Claudio
Franz e Gianni
Vincenzo e Stefano
Maurice e Rinaldo
E, partiti nel tardo pomeriggio per impellenti problemi di
lavoro,
Cristian e Andrea, che arriveranno in serata.
Ma andiamo in ordine:
VENERDI’ 11 LUGLIO
Partenza in ordine sparso, gli equipaggi si mettono in
moto distinguendosi tra quelli che vogliono fermarsi a pranzare
e i fanatici che vogliono raggiungere il Catria prima possibile
per iniziare a volare. In genere il Catria ci ha sempre
garantito due giorni su tre di volo, concedendoci comunque una
giornata di mite termica per fare andare i modelli leggeri.
Quest’anno invece si parlerà di un’instancabile dinamica che
durerà tre intere
giornate. Per le informazioni relative alla collocazione
geografica vi consigliamo caldamente di fare riferimento ai
diari di viaggio degli anni precedenti. A parte qualche dozzina
di pause caffè il viaggio scorre rapidamente e all’autogrill ci
troviamo dopo molti vani tentativi con Rinaldo e Maurice che
sposano in pieno l’idea di salire direttamente al monte per
iniziare subito con i voli. A Cantiano si effettua una breve
sosta al negozio di alimentari per vettovagliamenti vari e poi
si sale.
Giunge notizia a questo punto di un gruppo di laidi individui
(il resto della compagnia) che ostinatamente sembra abbia deciso
di fermarsi a mangiare dal buon Jesus, il gestore dell’albergo
Antica Flaminia dove anche questa volta abbiamo deciso di
alloggiare, e di pasteggiare in tutta calma. Beh…siamo in
vacanza, no?
In cima al monte si iniziano i voli. La dinamica è giusta,
giustissima direi. Il vento è forte e produce una ascensione
solida e continua. Si può volare con ogni modello…e tutti
ne approfittano. Abbiamo molte ore di volo davanti a noi anche
perché il vento del Monte Catria –notoriamente- non è solito
attenuarsi nel corso della giornata.
Vanno via i primi panini e
si vola per
tutto il pomeriggio. Dopo pranzo arrivano Claudio, Oscar,
Vincenzo e Stefano, portano in zona operativa la
maxi-attrezzatura e
montano i modelli. Vengono effettuati collaudi, voli tranquilli,
voli acrobatici fino al tardo pomeriggio. E’ il primo giorno che
normalmente viene usato per “testare” il pendio, anche se qui
c’è poco da testare: volerebbero anche le lavatrici. Ci sono
altre persone presenti sul pendio, anche se il nostro gruppo
(per ora di otto persone) occupa una zona molto ampia della
grande spianata a ridosso della scarpata che scende verso
Cantiano. E voliamo tutti: il Rinaldo con il Saltus, il Gianni
con il Sword della ARC, volano a velocità folle tutti i Blade.
Stefano si è portato il solito hangar di modelli che alla fine
delle tre giornate saranno tutti portati in volo. Io graziato
dalla buona sorte precipito due volte col mio DG 1000. Nel primo
caso per baricentro sbagliato e nel secondo perché ostento
sicurezza fino a passare rasoterra in volo rovescio e vengo
risucchiato dal malefico canalone a sinistra del pendio
spatasciando il modello per la seconda volta nel giro di
mezzora. Molto bravo. I due crash dimostrano ancora una volta la
buona qualità dei modelli della HF: danni irrisori in entrambi i
casi.
Alcuni volano, c’è chi mangia e Oscar scatta senza pausa
fotografie. Stavolta, avendo già prenotato e non avendo bisogno
di scendere per cercare un alloggio, voliamo fino alle 19:30.
Già questa prima giornata riesce a giustificare i 370 km di
strada. Il vento rimane immutato per tutto il tempo fino a sera
e anche lo smontaggio dei modelli e
dell’attrezzatura viene effettuato con la ormai quasi
ossessiva presenza del vento. La sera si scende a valle e
arrivano le notizie dell’equipaggio smarrito: Andrea e Cristian,
i neofiti del pendio, che si avvicinano anche se -tra code e
lavori vari- il loro arrivo viene ogni volta posposto. Ci
troviamo a cena dopo una bella doccia rilassante e, conoscendo
già le specialità della cucina di Jesus, la tavola viene
imbandita molto rapidamente. Poi qualcuno ordina “un pirlo”…
Jesus non ha idea di cosa sia e, essendo questo aperitivo
un’usanza prettamente bresciana, tocca ai bresciani doc
illustrare le modalità di preparazione. In breve: Jesus ci
prepara anche il Pirlo prima di cena.
Si mangia e dopo cena arrivano Andrea e Cristian. I prsenti
hanno già bevuto troppo e ciò è testimoniato dal fatto che
qualcuno tira fuori un elicottero elettrico che viene fatto
volare nel cortile dell’albergo, volo che finisce contro l’edera
che decora la facciata. Si va a dormire, mi sa che è meglio.
SABATO 12 LUGLIO
Con calma ci si alza e si fa
colazione, si dà una sistemata ai modelli che hanno preso pacche
il giorno precedente. Io Cristian e Andrea facciamo una bella
passeggiata a Cantiano in centro, prendiamo il giornale e
beviamo un caffè. Molto bello il centro del paese. Da visitare
prima di colazione. La salita al Catria viene agognata
caldamente da Cristian e Andrea che non capiscono perché ci
mettiamo così tanto a partire. Gli altri non hanno fretta in
quanto si sa che lassù la giornata è ben lunga. Solita colazione
insieme (è un bel momento iniziare la giornata con tutta la
truppa) seguita dalla solita sosta al negozio di alimentari e
alla forneria dove si fa la prima pausa caffè della giornata. Si
sale e si appronta tutta l’attrezzatura. Tra i primi a volare
c’è Andrea col suo Pilatus nuovo di zecca che esegue un volo
infinito seguito da un adeguato atterraggio. Il Cristian
collauda il suo due canali che finisce risucchiato nel solito
canalone. Perdita della fusoliera che Stefano è già al momento
riuscito a rimpiazzare. La dinamica è forte, costante. Stare
tutto il tempo esposti al sole e al vento significa quasi
stordirsi. E’ Sabato e arrivano altri modellisti dall’Umbria,
dalle Marche, dalla Romagna. I aria si contano tantissimi
modelli e inevitabili risulteranno le collisioni: incolpevoli
a mio avviso, forse solo sfortunati, Maurice e Claudio.
E’ inutile guastarsi il sangue per queste circostanze: la
collisione in un cielo così affollato può capitare a tutti.
Viene effettuato il collaudo da Stefano: il suo maxi maxi Fox
viene portato in aria. Stavolta è tutto a posto e l’aereo esegue
un volo impeccabile. Viene pilotato da tutti, dal Claudio, dal
Rinaldo, dal Maurice. Il volo è acrobatico e lineare, ma
soprattutto: il modello mostra di essere eccezionalmente lineare
e non critico. Atterraggio perfetto e modello intero. Dopo
un’infinità di voli (io non sono quello che ha volato di più e
la mia mc 24 segna 150 minuti di volo) si scende e si
mangia…tanto. Quest’hobby fa ingrassare. Andrea alla fine della
giornata in pendio dice: “Franz… ho capito perché ve la siete
presa così comoda stamattina prima di salire. Stare quassù tutto
il giorno nel vento ti stanca tantissimo”. E infatti il gruppo
va a dormire.
DOMENICA 13 LUGLIO
Ora: questo è stato uno di quei
giorni caratterizzati da tanta stanchezza. Tutti abbiamo
volato fino a stancarci nei primi due giorni e alcuni (tra cui
io e il Gianni) non ce la sentiamo più di tanto di passare tutta
la giornata in pendio. Inoltre il tempo è quello che è: minaccia
pioggia e in valle c'è un vento fortissimo. Si decide comunque
di salire ai Prati. Arrivati su c’è un vento incredibile: lo
potete vedere dalle foto. Due modellisti stanno volando, ma è
davvero difficile stare in piedi sul ciglio del pendio perché
quasi si rischia di cadere: nessuno ha voglia di tirare fuori i
modelli. Non sarebbe neanche possibile parcheggiarli montati
sull’erba. Allora Stefano e Rinaldo tirano fuori i Blade ed
eseguono un volo da arditi, con una condizione che manderebbe in
pezzi diversi dei modelli che abbiamo con noi. I Blade
gestiscono il vento fortissimo senza problemi e vengono
addirittura portati a terra senza danni in mezzo a rotori che
solleverebbero senza problemi un maxi modello a motore. Beh..
qualcuno si è così preso anche quest’ultima soddisfazione. Si è
intanto fatta ora di pranzo. Io e Gianni decidiamo di ritornare.
Qualcuno ci segue. Altri partono più tardi. Le foto del buon
Oscar vi danno un’idea della buriana vissuta in cima. Ma è il
terzo giorno e onestamente passare tutta la giornata in pendio
con la prospettiva del viaggio di ritorno davanti… si riparte.
Solite soste… ci si alterna alla guida…si arriva a casa per
l’ora di cena. Tutto sommato, tra collisioni, scassature e
disavventure varie, è andata benissimo. Tanto che qualcuno già
propone di rifare un giro in Agosto.
Chi non ha ancora partecipato alle nostre escursioni ci faccia
un pensierino: ormai queste gite sono una ricorrenza.
Buoni voli senza motore!
|