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CAVAMERGE TOTULBINE!!!!

 

Avevo visto il modello del rumeno Stabiloplan in qualche libro o rivista e onestamente non  riponevo molta fiducia, nonostante il nome, nelle sue caratteristiche di volo. Mi piacciono molto i Tuttala, ma sulla loro gestibilità a volte solleverei delle obiezioni. Si tratta di modelli bellissimi da vedere e soprattutto splendidi da far volare, ma che richiedono la massima attenzione in fase di settaggio delle superfici mobili e del baricentro. Ora: spesso questi ultimi due interventi noi aeromodellisti non li curiamo con la massima attenzione: si sa come è… abbiamo tagliato, incollato, ricoperto, montato radio, aggiunto quei dettagli che fanno tanto “bel modello” e non si vede l’ora di mandare in aria il prodotto finito, mentre di tanto in tanto una riflessione aggiuntiva non guasterebbe… il fatto che il mio carissimo amico Giorgio Zenere di Valdagno  avesse già realizzato uno Stabiloplan che volava benissimo e che era motorizzato da un Cox 0,8 (c’è da qualche parte l’articolo su questo sito), mi ha spinto sotto Natale a chiedere al buon Giorgio di farmi una copia del progetto, che ho fatto ingrandire fino ad una apertura alare di 160 cm, proprio per motorizzare la belva col mio motore preferito: l’OS 26 quattro tempi. Ma ho fatto un patto con me stesso: lo “Stabilo” doveva essere pronto in un mese. Avendo diverse costruzioni in sospeso, non avevo il tempo materiale per dedicare dell’altro tempo a questo nuovo aereo. E così è andata. Un mese esatto.

 

COSTRUZIONE: Come sempre, inizio dall’ala. Si tratta di un profilo facile da realizzare: l’ala è rastremata ed ha alettoni  molto lunghi su tutto il bordo d’uscita. Tagliate le centine, la si realizza in due sere. Non c’è d-box, non ci va rinforzo in vetroresina, somiglia molto alla prime costruzioni di volo vincolato con quelle ali che, prima della ricopertura, flettono di brutto.. ma alla fine ne esce un ottimo risultato, sia in termini di leggerezza che di robustezza. L’ala è stata ricoperta con del Solartex grigio/argento. Alla fine sono stati applicati gli alettoni, ricavati da avanzi di balsa opportunamente modificati.

 

La “fusoliera” (chiamamola così) viene costruita in modo semplice ed immediato: le due fiancate devono essere realizzate a traliccio sul piano di lavoro: qui l’unica difficoltà è nel piegare le quattro travi di coda che vanno a restringersi di brutto in prossimità del verticale. Ho ridotto una finestratura per fare posto ai servi, ho modificato qua e là un po’ il muso per adeguarlo al mio OS 26 etc etc… niente di impossibile ed irrealizzabile. La costruzione mi ha un po’ confuso, in quanto sono abituato con le fusoliere  ad avere tutto in linea, mentre qui è tutto “impilato”… ho ricavato uno spazio per gli accumulatori proprio dietro al motore, perché so che in questi modelli manca sempre del peso anteriormente.   

Il verticale è un banalissimo traliccio che è stato ricoperto in Solartex.

La fusoliera è stata coperta in carta modelspan e ha ricevuto una mano di vernice nitro con aerografo (peso zero) e una mano di componente B Isofan. Rapido e esteticamente soddisfacente. Ho messo qualche pannellino di alluminio (il lithoplate) e con il pennarello indelebile ho aggiunto qualche punto/linea qua e là, tanto per variare la superficie. Poi le finestre, l’interruttore etc..

Non si può dire che il modello sia bello, ma questo già lo sapevo. Più che altro posso dire che il modello è venuto esattamente come me lo ero immaginato.

 

 

VOLO: se questa è la parte che leggete per prima, vi dico subito che lo Stabilo ha volato benissimo. Ma il collaudo è stato svolto in due giornate differenti.

Il primo giorno (Giugno 09)al modello (con motore nuovo fiammante) è stato fatto fare taxi per qualche minuto con l’Os grassissimo per non tirargli il collo subito. Ho notato con piacere che la manovrabilità a terra era eccellente, anche perché l’enorme verticale risulta essere dominantissimo ed è abbinato ad un buon  ruotino sterzante. Poi lo Stabilo è stato  messo per il decollo contro vento; va e  si alza.. appena mollo leggermente il cabra, mette giù il muso tantissimo, quindi lo cabro e lo lascio atterrare. E’ evidente che: 1)gli alettoni/elevoni sono troppo poco a cabrare 2)La zavorra davanti è troppa. Ma l’aereo non lo posso riprovare, in quanto l’elica ha toccato terra e si è danneggiato il castello motore. Subito sostituito.

Una settimana dopo  vado a Valdagno al raduno vincolato  e i miei amici vololiberisti mi dicono che secondo loro (dal mio racconto) lo Stabilo è troppo picchiato di baricentro. Prendo coraggio e tolgo moltissima zavorra: opportunamente avevo creato davanti un cassettino allo scopo, per cui posso aggiungere e togliere peso con estrema facilità. Al secondo collaudo il modello alleggerito davanti  va – come sempre- dritto come un fuso e si solleva. Il motore non sta girando bene, ma la potenza è sufficiente, solo che devo insistere moltissimo sul cabra. Ma va tutto bene. Una bella trimmata a cabrare e il modello vola che è una bellezza: non stalla mai, esegue l’acrobazia elementare e vola a qualsiasi velocità in modo stabile e preciso. Nei voli successivi ho gradualmente tolto  un po’ di zavorra, che probabilmente è ancora troppa, ma non mi va di forzare la mano, anche perché col modello ho gia volato e va bene.. ogni volo tolgo appena 5 grammi. Credo di essere comunque  già quasi al limite. Ma per ora, ragazzi, si vola!

  

Una curiosità: il modello ha posteriormente sul verticale una scritta: CAVAMERGE TOTULBINE, che è stata redatta per me dalla mia  bravissima  alunna Cristina,(perfetta bilingue), rumena, come l’aereo originale. Veramente le avevo chiesto una frase da mettere sul modello che parlasse di “cielo”, qualcosa che richiamasse un’idea di altezza e volo. “Sborat” era la traduzione.. “Cavolo, Cristina…non posso mica scrivere sboràt sull’aereo…non nel bresciano” “Ma profe..me lo ha chiesto lei!” Allora abbiamo deciso per la scritta che c’è adesso.. che è un augurio di buona riuscita. E direi che ha funzionato. Grazie Cristina!


Franz.