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Proprio dell'Umbria, paradiso dei pendio-modellisti

 

  Quasi non volevo dire nulla, ma visto o meglio letto l'articolo di Franz, come non scrivere due righe sull'uscita di tre giorni di volo nel regno del volo libero?!
Orbene, partenza ore 7,30 di un venerdi rubato al lavoro, ed arrivo ad Assisi ore 13,00: tutto senza fretta alcuna tra una colazione, merendina delle 10 e aperitivo poco prima dell'arrivo.
D'accordo con la seconda macchina partita da Mantova, o giù di lì, quando si arrivava ad Assisi ci si ritrova sulla strada del monte Subasio a sgranocchiare qualcosa prima del tanto atteso primo lancio dal famoso monte.
Avete presente un panettone quasi come la Maddalena (il monte, non l'amica) senza un albero neppure a pagarlo oro. Per intenderci, come la crapa di Franz: senza un capello.
A quel punto tutti gli alianti pronti a terra e montati in attesa del solito ventaccio (come hanno detto) che dovrebbe arrivare più tardi.
il più tardi è giunto, portando però i parapendiisti e non il vento. In un batter d'occhio tutto il prato per il decollo è coperto da lenzuola colorate tenute assieme da kilometri di funi. Bè, come si può pensare di far volare i modelli con quei cosi che volteggiano sopra di noi con delle persone appese. No problem, una volta decollati avremmo dovuto avere cielo libero non fosse stato che per qualche tuttologo che come al nostro campo volo ne ha per tutti e poi non vola mai. Be, per farla breve, volo poco ma divertimento veramente tanto.
Il giorno seguente si parte per il Vettore, altro posto da sogno per chi vola e chi fa volare.
Vento poco ma, come ci ha detto un romano non c'era da preoccuparsi che verso sera arrivava puntuale come un orologio. Un poco perplessi, in attesa del momento buono ci si mette a giochicchiare con gli aliantini. Finalmente alle 18 e rotti, ecco puntualmente il vento soffiare in modo decente.
  OK, via, si parte. cinque minuti di strada e siamo in decollo. fuori gli alianti subito che in queste due ore di luce che ci rimangono dobbiamo fare il pieno. Come sempre, la sfiga ci vede troppo bene e, in un attimo arrivano fuoristrada su fuoristrada tanto da pensare che si fossero messi tutti d'accordo per venire a vedere 4 aliantisti volare Sorriso fino alle orecchie che si trasforma in pianto poco dopo nel vedere nuovamente i lenzuoli colorati per il volo stendersi  allegramente sul pendio ed oltre tutto senza neppure rispettare un minimo di  educazione e lasciarci un pezzetto di erba per giocare.
Sinceramente non fosse che pure io ho fatto parte di quella schiera di lenzuolisti, li odierei fino sull'osso.
Va bè, aspettiamo, si calmeranno e se ne andranno. Purtroppo erano più del previsto ed alle tante qualcuno ha deciso di far decollare il modello ugualmente.Credo sia inutile darvi  una spiegazione di gimcana con i modelli ed i parapendio e deltaplani, ma così è stato. Ovviamente i più fifoni come me dopo poco sono rientrati con l'aiuto della testa di Franz che provvidenzialmente mi ha fermato il tuttala, altri hanno preteso un decollo con vento al traverso lasciandovi immaginare in quante borsine del supermercato sono stati riposti i pezzi, ma altri che potendo approfittare dell'esperienza hanno fatto un volo stupendo, diverso da quello che normalmente facciamo qui dalle nostre parti. 
Senza esagerare l'ascensore si trovava circa 500- 800 metri verso la vallata e faceva in modo di farti recuperare altri 300 metri di quota per permettere un rientro al pendio in acrobazia e quindi di riuscire verso la pianura in tutta tranquillità.Bellissimi voli e potenzialità di volo bastava non ci fossero quei vololiberisti del piffero.

 

 

Terza giornata ancora al Subasio, ma direi che è stata un poco la fotocopia del primo giorno, poca condizione e poco volo.
Un lato positivo però c'è stato: si mangia un gran bene e ci si diverte altrettanto.
Comunque c'è sempre da imparare, io ad esempio ho capito che ho una dote innata nel lanciare gli alianti, come lo faccio io mi hanno detto gli amici, non lo sa fare nessuno: non era ancora capitato che lanciando l'aliante avessero spento l'interruttore delle batterie; avessero lanciato il modello con il vento al traverso
facendo in modo che l'ala a valle si alzasse repentinamente causando un immediato riempimento di borsine; evitare di farsi aiutare da amici ad atterrare sulle teste anche se con pochi capelli ed in ultimo a far vedere ad altri come si atterra quando un motore elettrico si ferma in volo.
Bè, devo dire che una bella esperienza l'ho acquisita ed alla prossima gita di 3 giorni in pendio andrò in riviera, ovviamente rimborsato dagli amici stessi.
Per farla breve bisognerà rubare più spesso il venerdi al lavoro per bighellonare un poco di più in giro con l'aliante sottobraccio.
buona continuazione a tutti

 zio & clod

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