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Eccoci qua, ancora una
volta.
Le termiche…. E chi se ne frega, fra
poco è Natale, ne riparleremo ad
aprile! …NO! ADESSO!
Va bene ho capito.
Come tutti sappiamo un aliante può
volare unicamente seguendo una
traiettoria discendente avendo così
dalla perdita di quota l’energia per
avanzare, ma sappiamo pure che è
possibile veleggiare guadagnando quota
rispetto al punto di lancio. Le due cose
non sono in contradizione, ma
verosimilmente si può perder quota in
una bolla d’aria che sale maggiormente
rispetto alla perdita di quota del
modello, e come risultato avremo per
esempio:
perdita di quota aliante al secondo
= - 1,50 mt
guadagno di quota bolla aria al sec.
= + 3,50 mt
--------------
risultato + 2,00 mt
Da questo si capisce quanto sia
importante capire come, quando e dove si
formano queste correnti di aria
ascensionale.
Prima cosa è sapere che l’aria sale
quando e calda in quanto più leggera
(TERMICA), ma può salire pure perché il
vento la spinge contro un a montagna ed
a quel punto o si sposta la montagna, ma
ad onor del vero non avendo mai visto il
Baldo alla periferia di Flero, devo
necessariamente affermare che il vento
la scavalca, ovviamente innalzandosi di
quota (DINAMICA)
TERMICA
Come si forma una termica.
Guardando dal pendio la valle per prima
cosa si vedono prati, alberi, campi
arati, tetti strade ed altro ancora, con
vari colori, dimensioni e superfici.
Premesso che l’aria non si scalda per
effetto diretto dei raggi di sole, ma
bensì per contatto diretto con i corpi
più caldi, ne consegue che ad ogni
superficie colorata che vedremo in
fondovalle corrisponderà una massa
d’aria più o meno calda, più o meno
grande pronta a partire per rallegrare
il nostro modello. Quale sarà , ammesso
possa esistere, la prima e la migliore
sfruttabile a staccarsi? Questa è la
domanda.
Qui cominciamo a ragionare: i vari
colori del terreno più sono scuri più
scaldano e di conseguenza anche l’aria
sovrastante ma essenziale perché si
stacchi la bolla d’aria calda, è il
raggiungimento di una differenza di +3,5
ca. gradi da un’altra massa d’aria
adiacente, per esempio aria sovrastante
un campo. I +3,5gradi ca. sono
fondamentali per un distacco naturale,
ma può essere che il vento intervenga,
come elemento scaturente, a staccare la
bolla prima del raggiungimento di tale
soglia.
Ovviamente la bolla ha un inizio ed una
fine che può durare da secondi a minuti
e con il vento appoggiandosi al pendio
crea quelle folate di vento benefico per
il nostro modello che avevamo già visto
a terra.
Ne consegue che per riconoscere una
termica dalla dinamica è necessario
guardare il mostravento sul pendio: se
ad intervalli regolari si raddrizza
indicando una provenienza del vento dal
fondovalle è sicuramente termica.
Qualora foste a terra in quel momento,
provate a controllare la regolarità dei
cicli termici, per notare quanto siano
sorprendentemente uguali, ovviamente se
non variano le condizioni di
irraggiamento solare.
DINAMICA
Per la dinamica il discorso pare sia più
semplice in quanto il vento soffia
sempre piano o forte, quindi il
mostravento è sempre bel teso indicando
la cresta della montagna. Attenzione
però che vento non è sinonimo di volo in
dinamica. Importante è che sia fronte
pendio e non di lato, il perché è subito
detto: frontependio il vento sale verso
l’alto per scavalcare il monte, di lato
il vento scivola sul pendio senza
guadagnare quota. Se non ci credete
provate a lanciare ed il giorno seguente
sarete in coda dal negoziante. Per cui
si lancia quando il vento è a 90 gradi
con la cresta del pendio ma aggiungerei
di far attenzione ai nuovi decolli
scovati su questo quella cresta, di non
finire in un passo, dove la quota si
abbassa rispetto alle creste adiacenti.
Li il vento trovando sfogo, si accumula,
rinforza e smette di salire ed
inevitabilmente il modello tenderà a non
avanzare ma bensì indietreggiare: sempre
la stessa coda dal negoziante.
Riguardo alla famigerata TERMICA BLU’
non è altro che una colonna d’aria calda
che sale, senza umidità, per cui non
formerà mai la nube oltre una certa
quota, svelando la presenza di una
colonna d’aria calda che sale.
Semplicisticamente spiegata senza varie
locubrazioni di gradienti adiabatici
secchi e saturi ecc. ecc.
Anche per questa sera mi fermo.
Quanto ho scritto non vuole
assolutamente essere un insegnamento ma
un modo di pensare ad alta voce, o come
diceva un amico radioamatore, parlare
con le dita ( trasmetteva in codice
morse). Qualora avessi scambiato capre
per cavoli, sarei ben felice discuterne,
ravvedermi ed imparare, ma gradirei
farlo via nostro sito, così da animarlo
un poco visto che l’inverno è quasi
all’angolo.
Visto che il buon FRANZ quando ha visto
il mio sfoggio della lingua inglese,
credo sia meglio salutare in italiano.
Buoni voli a tutti.
Zio&Clod
P.S. speriamo di vedere qualche
aliante sul banco della mostra in piazza
Malvezzi, almeno uno!! Due è meglio, tre
ancora di più, perché non quattro….
Pensandoci bene con aperture alari dai
2,70 mt. ai 4,50 mt. Forse un posticino
per un modellino a motore piccolo
piccolo potremmo anche trovarlo,
chissà…vedremo. |