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 le termiche

Hello, boys….

Non che sappia l’inglese ma una partenza così, chi non l’ha sognata!!

Visto che siamo caldi di pendio, o meglio, lo eravamo in agosto, vorrei dire il mio parere su alcuni punti riguardanti il volo dell’aliante.

L’efficienza non è altro che, tradotto in moneta, il rapporto esistente tra i metri percorsi linearmente con la perdita di quota, o meglio per intenderci: per ogni metro perso ne percorre dodici, dieci, venti….

E se qualche furbacchione pensasse di appesantire con sassi il modello del compagno–rivale per far si che il rapporto peggiori, avrebbe una amara sorpresa notando che le caratteristiche di efficienza non cambiano. Ma allora come la mettiamo che l’aereo leggero sta su di più che quello pesante?

E che ne so, sta su di più e basta… anche perché se così non fosse … fumate nere a non finire, e lassù LUI c’e sempre che vigila sulle condizioni meteo-eoliche per noi pendiisti.

Per tornare a bomba, volevo solo dire che appesantendo l’aliante, ovviamente entro certi parametri che variano da un profilo alare all’altro, non si fa altro che aumentarne la velocità di percorrenza dello stesso tragitto senza peggiorarne le prestazioni. Ricordare sempre che quando si aumenta la velocità di un modello alterandone le caratteristiche di base, (aggiunta di peso) aumenta pure la velocità di stallo, voglio dire che se eravamo abituati a fare l’avvicinamento per l’atterraggio con una data velocità, dovremo prenderla un poco più allegra  l’ultima viratà per non rischiare l’inevitabile schianto. Ovviamente le formule ve le risparmio anche perché non ho mai visto nessuno usare la calcolatrice scientifica prima di ogni virata.

Altra chicca che vi posso dare è nel mettervi in guardia dall’effetto suolo, causa di atterraggi lunghissimi, mal calcolat, sufficientemente rimarcabile ai piloti con modelli di medio-grandi dimensioni.

Alcuni di noi hanno già visto in pista il rientro in atterraggio di alianti trainati che pare non vogliano mai atterrare quando giungono in prossimità del terreno: ebbene quello è l’effetto suolo causato dal disturbo dovuto dal terreno alla resistenza indotta del modello già di per sé indebolita dalla bassa velocità.

Per avere un’idea di resistenza indotta basti pensare ad una nave che solca il mare: i vortici d’acqua sono creati dalla resistenza indotta e non è altro che energia sprecata. Analogamente le ali nell’aria creano questi vortici, i più importanti alle estremità ed altri meno importanti lungo tutta l’ala. Purtroppo non sempre si vedono quindi ce ne scordiamo facilmente, ma esistono, credeteci.

Le famose winglette o appendici alari poste come timoni ai bordi delle ali non sono altro che artifizi inventati per ridurre questa resistenza.

Per ora mi fermo ma sappiate che la prossima volta cercherò di spiegare come e perché parte una termica e come si può riconoscere (senza colorarla di rosso)   Dimenticavo di dirvi che esistono pure le TERMICHE BLU’…. Ma questa è un’altra storia…

Good fly everyone!! (Franz, così và bene?)

Zio&Clod

 

Eccoci qua, ancora una volta.

Le termiche…. E chi se ne frega, fra poco è Natale, ne riparleremo ad aprile!   …NO!  ADESSO!

Va bene ho capito.

Come tutti sappiamo un aliante può volare unicamente seguendo una traiettoria discendente avendo così dalla perdita di quota l’energia per avanzare, ma sappiamo pure che è possibile veleggiare guadagnando quota rispetto al punto di lancio. Le due cose non sono in contradizione, ma verosimilmente si può perder quota in una bolla d’aria che sale maggiormente rispetto alla perdita di quota del modello, e come risultato avremo per esempio:

perdita di quota aliante al secondo   =     -  1,50 mt

guadagno di quota bolla aria al sec. =     + 3,50 mt

                                                                  --------------

                                         risultato           + 2,00 mt

Da questo si capisce quanto sia importante capire come, quando e dove si formano queste correnti di aria ascensionale.
Prima cosa è sapere che l’aria sale quando e calda in quanto più leggera (TERMICA), ma può salire pure perché il vento la spinge contro un a montagna ed a quel punto o si sposta la montagna, ma ad onor del vero non avendo mai visto il Baldo alla periferia di Flero, devo necessariamente affermare che il vento la scavalca, ovviamente innalzandosi di quota (DINAMICA) 

TERMICA

Come si forma una termica.
Guardando dal pendio la valle per prima cosa si vedono prati, alberi, campi arati, tetti strade ed altro ancora, con vari colori, dimensioni e superfici.
Premesso che l’aria non si scalda per effetto diretto dei raggi di sole, ma bensì per contatto diretto con i corpi più caldi, ne consegue che ad ogni superficie colorata che vedremo in fondovalle corrisponderà una massa d’aria più o meno calda, più o meno grande pronta a partire per rallegrare il nostro modello. Quale sarà , ammesso possa esistere, la prima e la migliore sfruttabile a staccarsi? Questa è la domanda.
Qui cominciamo a ragionare: i vari colori del terreno più sono scuri più scaldano e di conseguenza anche l’aria sovrastante ma essenziale perché si stacchi la bolla d’aria calda, è il raggiungimento di una differenza di +3,5 ca. gradi da un’altra massa d’aria adiacente, per esempio aria sovrastante un campo. I +3,5gradi ca. sono fondamentali per un distacco naturale, ma può essere che il vento intervenga, come elemento scaturente, a staccare la bolla prima del raggiungimento di tale soglia.
Ovviamente la bolla ha un inizio ed una fine che può durare da secondi a minuti e con il vento appoggiandosi al pendio crea quelle folate di vento benefico per il nostro modello che avevamo già visto a terra.
Ne consegue che per riconoscere una termica dalla dinamica è necessario guardare il mostravento sul pendio: se ad intervalli regolari si raddrizza indicando una provenienza del vento dal fondovalle è sicuramente termica. Qualora foste a terra in quel momento, provate a controllare la regolarità dei cicli termici, per notare quanto siano sorprendentemente uguali, ovviamente se non variano le condizioni di irraggiamento solare.

DINAMICA

Per la dinamica il discorso pare sia più semplice in quanto il vento soffia sempre piano o forte, quindi il mostravento è sempre bel teso indicando la cresta della montagna. Attenzione però che vento non è sinonimo di volo in dinamica. Importante è che sia fronte pendio e non di lato, il perché è subito detto: frontependio il vento sale verso l’alto per scavalcare il monte, di lato il vento scivola sul pendio senza guadagnare quota. Se non ci credete provate a lanciare ed il giorno seguente sarete in coda dal negoziante. Per cui si lancia quando il vento è a 90 gradi con la cresta del pendio ma aggiungerei di far attenzione ai nuovi decolli scovati su questo quella cresta, di non finire in un passo, dove la quota si abbassa rispetto alle creste adiacenti. Li il vento trovando sfogo, si accumula, rinforza e smette di salire ed inevitabilmente il modello tenderà a non avanzare ma bensì indietreggiare: sempre la stessa coda dal negoziante.

Riguardo alla famigerata TERMICA BLU’ non è altro che una colonna d’aria calda che sale, senza umidità, per cui non formerà mai la nube oltre una certa quota, svelando la presenza di una colonna d’aria calda che sale. Semplicisticamente spiegata senza varie locubrazioni  di gradienti adiabatici secchi e saturi ecc. ecc.

Anche per questa sera mi fermo.

Quanto ho scritto non vuole assolutamente essere un insegnamento ma un modo di pensare ad alta voce, o come diceva un amico radioamatore, parlare con le dita ( trasmetteva in codice morse). Qualora avessi scambiato capre per cavoli, sarei ben felice discuterne, ravvedermi ed imparare, ma gradirei farlo via nostro sito, così da animarlo un poco visto che l’inverno è quasi all’angolo.

Visto che il buon FRANZ quando ha visto il mio sfoggio della lingua inglese, credo sia meglio salutare in italiano.

Buoni voli a tutti.

Zio&Clod

    P.S.  speriamo di vedere qualche aliante sul banco della mostra in piazza Malvezzi, almeno uno!! Due è meglio, tre ancora di più, perché non quattro…. Pensandoci bene con aperture alari dai 2,70 mt.  ai 4,50 mt. Forse un posticino per un modellino a motore piccolo piccolo potremmo anche trovarlo, chissà…vedremo.

 

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