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anche “…l’ultimo arrivato…”     VOLA!!!           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Udite, udite!!!

Il mio Nakajima Ki43 “OSCAR” ha avuto il suo battesimo del volo in una calma serata di maggio 2006, dopo un periodo di più di un anno di riflessione dalla conclusione della costruzione del modello, una kit introvabile della MARUTAKA, fornitomi da Piero Scocchi, un amico toscano incontrato via internet (ah!!! quanto è utile navigare…) e conosciuto personalmente ed in modo del tutto casuale ad OZZANO l’estate scorsa.
Ebbene, ebbi a scrivere in queste pagine il racconto della costruzione del modello ed ora finalmente posso dire di avere una riproduzione eccezionale, vola divinamente, mansueta ed elegante quanto realistica.

Ecco quanto…

Con la premessa che il mio garage, più che un ricovero per auto e bici di famiglia sembra un hangar, un lunedi sera notando quanto materiale riuscivo a farci stare, mi convinsi che avrei potuto anche sfoltirne un po’.
Idea!!! Sono mesi che vedo e rivedo stò modello e mai mi sono sognato di farlo levare in volo; perché? (mi sono chiesto) visto che costruisco a raffica ed ora non trovo più un buco? È giunto il momento buono!

Il giorno dopo chiamo alcuni amici di sempre per comunicare loro la decisione di “…far posto in garage…”, con l’intento di sfruttare (come sempre) un paio di loro dotati di mega-macchina fotografica per immortalare il presunto schianto (nel ns. sito, chi ha notato, c’è la sezione “crash”).

Ci siamo, ritrovo in pista sul tardi, vento calmo, nessuno in mezzo alle scatole (i collaudi devono essere effettuati senza stress alcuno, oltre a quello insito).

Collaborazione a mille da parte di tutti:

1.       si sistemano le batterie, collegamenti servi ok, si monta l’ala

2.       controllo del baricentro con aggiunta di ulteriore peso (ancora circa 60 gr. di piombo nel muso)

3.       pieno di benza

4.       controllo delle superfici mobili

5.       accensione motore, carburazione del massimo e minimo (che motore!!!)

6.      rifaccio il pieno

7.      foto di rito (alcune lacrime di addio mi solcano il viso…)

8.      via in pista!!!

Ora mi aspetto di tutto, tutti si aspettano non so che cosa, ma sono tranquillo ed al tempo stesso eccitato.

Dò un pò di gas, aumento un altro pò e mi attendo una deviazione sotto coppia motore verso sx…macchè, lo tengo di timone dritto dritto…aumento al massimo, venti metri ed alza la coda, altri pochi metri e si alza docilmente…

E’ fatta, ma come già ebbi a scrivere, nel decollo non mi sarei aspettato troppe difficoltà, così come nel volo.

Infatti, vado a trimmare leggermente a picchiare mentre gli alettoni sono assolutamente ok. Lo sento un tantino sensibile al cabra, un po’ troppa corsa, innesto la riduzione ed il volo diventa come mi aspettavo.

Aziono l’interruttore del carrello retrattile sul radiocomando, ma questo non rientra completamente, che rabbia!!! le soluzioni tecniche che ho voluto adottare non sono le migliori (singoli servi standard che azionano ognuno il dispositivo meccanico di retrazione). Ok, niente di male, proseguo.

È bello a vedersi e la mia gratificazione, oltre alla riuscita del decollo e volo, sono gli apprezzamenti che ricevo.

Qualche minuto di volo, un paio di tonneau, un looping (anche se non è un acro…), e…VI ASPETTATE LO SCHIANTO???

Che malfidenti!!!

Niente affatto, mi allineo alla pista e sono pronto all’atterraggio, scendo allegro e      l’ OSCAR non si scompone, stò per toccare ed entra in scena il mio fotografo personale (Zio & Clode, alias Claudio), che pensa bene di immortalare il tocco sulla pista mettendosi proprio alle mie spalle mentre mi stò girando nel seguire l’aereo nella discesa.

Non lo vedo più per un istante, ma tanto è docile e stabile che tocca per i cavoli suoi e termina il rullaggio sul fondo pista…

È andata nonostante l’atto di sabotaggio di uno dei miei più fidati compari, che si becca pure un”…ma proprio qui dovevi piazzarti?”.

Risposta: “ecco, sapevo… anche oggi il mio tanto…” e giù una risata che diventa liberatoria.

Quella sera si è conclusa con una bella pizza (come tante altre serate…), gustata con particolare allegria…non essendoci da festeggiare lo schianto, vero Gianni M. ???

Per la cronaca il sabato successivo, dopo la modifica al carrello effettuata in mattinata (apposito servo con torsione di 180°), ancora in pista per il volo definitivo; tutto funzionante a meraviglia, il carrello, le luci…veramente bello.

La settimana successiva non ho potuto fare a meno di scrivere una e-mail a Piero per la comunicazione di rito, alla quale mi ha immediatamente risposto con i suoi complimenti.

GRAZIE…

Ora, tanto per non perdere l’abitudine, sono “in tiro” per un ulteriore collaudo, quello del Messerschmitt Bf.110-C1, sì perché nel frattempo non sono stato con le mani in mano…

Di quello ne parleremo a tempo debito, sappiate comunque che con Paolo abbiamo fatto volare, sull’onda dell’entusiasmo di quanto appena raccontato, anche il suo Stuka…ma anche di questo ne sentirete parlare successivamente!

Ciao a tutti

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