Gloster Gladiator MK1  
   
   

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GLOSTER GLADIATOR Mk.1

( 1a Puntata)

…perché proprio quest’aereo???

Beh! non mi è difficile rispondere a questa domanda…vengo da due ultime costruzioni da scatola di montaggio (Focke Wulf FW.190-A8 della Marutaka   e Curtiss P40-E Warhawk della Top Flite) ed ora, con le mani in pruderia, un modello da disegno che mi prenderà più tempo, con qualche difficoltà in più e con alcune modifiche che mi renderanno più divertente il lavoro…in attesa del prossimo autunno.

BREVE CENNO STORICO (per chi non conosce il Gloster…)


 

Ultimo caccia biplano inglese, progettato costruito e sviluppato fra il 1934 ed il 1939, non si è particolarmente distinto dato il periodo nel quale ha prestato servizio, periodo caratterizzato da rapidissimi sviluppi tecnologici del settore in tutto il mondo, tali da renderlo da subito superato.
Per intenderci, già quasi immediatamente dall’HURRICANE, subito seguito dallo SPITFIRE di Mitchell…
Strutturato con fusoliera assemblata da una travatura tubolare metallica, rivestita in tela salvo la parte anteriore in pannelli metallici asportabili.
Le ali, pure loro rivestite in tela e realizzate con longheroni in fogli d’acciaio arrotolati e centine metalliche, erano entrambe dotate di alettoni con una sorta di flaps a spacco, di ridotte dimensioni, sempre su tutte e quattro le semiali ed azionati manualmente attraverso una pompa.
Carrello fisso a sbalzo, con la particolarità di avere le sospensioni posizionate direttamente all’interno di ruote generosamente grandi.
Il motore era un collaudato Bristol Mercury della famiglia PEGASUS da circa 830 hp, ironia della sorte lo stesso montato dal Fiat Cr.42 della Regia Aeronautica Italiana.
L’armamento era costituito da n. 4 mitragliatrici da 7,7 mm. (due Vickers ai lati della fusoliera sparanti attraverso il disco dell’elica, più due Lewis nelle semiali inferiori).
L’impiego, come detto, non fu particolarmente significativo,  non fosse per una curiosità legata alla difesa di Malta nei primissimi giorni della II G.M. all’entrata in guerra dell’Italia, dove ai quotidiani attacchi dei SIAI Marchetti S.M. 79 della R.A.I, si contrapposero i soli tre GLOSTER GLADIATOR presenti sull’isola, battezzati dai suoi abitanti FEDE, SPERANZA e CARITA’.
Attualmente, del Gloster FEDE, vi è esposta la fusoliera recuperata dalle profondità del Mediterraneo, presso il WAR MUSEUM di Malta.

Per chi volesse ulteriormente documentarsi: http://it.wikipedia.org/wiki/Gloster_Gladiator  http://www.heritagemalta.org/warmuseum.html

COSTRUZIONE

Innanzi tutto inizio con il documentarmi (di solito in INTERNET) sull’eventuale versione e sulla livrea che intendo realizzare.
Attualmente, per quest’ultima, non ho ancora le idee chiare e quello che ho trovato non mi ha soddisfatto.

Solite colorazioni mimetizzate, scontata verniciatura argentea ecc. Bah!...vedremo, di certo non militare, piuttosto rievocativo…

Allora…dicevamo del disegno…

Non mi ricordo bene come nacque l’idea, forse il professore diede la dritta oppure una pubblicità su una vecchia rivista di aeromodellismo, fatto stà che venni a conoscenza di una casa editrice inglese, la TRAPLET Pubblications, presso la quale risultavano disponibili tavole per la realizzazione di varie riproduzioni. Carta, penna (e calamaio…), letterina e soldini, circa 35 sterline, ed in pochi giorni ricevetti i progetti del biplano e dell’Hurricane Mk.1 (…il futuro, eh!).
Per anni la busta l’ho sballottata di qua e di là poi, visto il risultato del Messerschmitt Bf.110 , mi son deciso a riprendere questo vecchio discorso, in casa compensato e balsa non mi mancano mai…

E stavolta mi sono ripromesso, nel limite del possibile, di documentare fotograficamente il prosieguo mensile dei lavori.

Dime (di carta) per la realizzazione dei pezzi componenti la fusoliera

Ho pensato: …questo mi permetterà di evidenziare meglio (a chi può interessare) cosa comporta il lavorare compensato e balsa vedendone i risultati, sperando di incuriosire ed attirare qualche altro “builder” (costruttore), data l’ormai esigua schiera di aeromodellisti che possano dichiararsi tali, considerando quanto “pronto al volo” ormai inflaziona il mercato (e non parliamo dell’elettrico…).

Perciò, onde tediare il meno possibile coloro che accederanno a questa pagina, mi limiterò a veloci didascalie descrittive sul fondo del materiale fotografico pubblicato, proponendo più puntate e magari mensili, sempre che la disponibilità di Oscar, la sua proverbiale pazienza ed abilità, me lo permettano…

MARZO 2007

…dopo il taglio dei primi pezzi.

 

Con montaggio a secco, prende forma la parte anteriore della fusoliera…

 

Montaggio a secco gamba carrello principale preformata (acciaio armonico diam. 5 mm.)

 

Montaggio a secco strutture fissaggio ala superiore (acciaio armonico diam. 3 mm.)

 

Installazione serbatoio da 300 cc.

 

Fusoliera incollata con montaggio a secco gamba carrello principale e struttura fissaggio ala superiore

 

       

Altra vista della fase di prova a secco delle strutture carrello-ala superiore

APRILE 2007

 

Il primo mese se n’è già andato…il lavoro prosegue e la fusoliera prende definitivamente forma.

Ora inizia la parte più difficile per quel che riguarda il suo corretto allineamento, per non ottenere una curvatura a mò di banana…

 

 

Fissaggio struttura per ala superiore, mediante cerchiaggio con filo in rame, affogato con epoxy 5 min.

 

 

Incollaggio correntini fusoliera in listelli di pioppo 6x6 (epoxy 5 min.) e listelli in balsa 5x5 (poliuretanica SARATOGA). I riferimenti li mantengo con una sorta di scaletto laterale ed una riga disegnata sul piano di lavoro, riportata con una squadra a 90°.

L’ultimo incollaggio avviene fra le due ordinate d’accoppiamento, la n.6 e la 6A.

 

 

L’equilibratore orizzontale viene realizzato con profili sagomati in pianta in balsa da 5 mm, riportando ed incollando le centine e finte centine in balsa da 2 mm. e bordo d’entrata da 3 mm. con cianoacrilato.

 

Stesso sistema per la deriva. Nel frattempo c’è il rivestimento in balsa da 2 mm. della sezione anteriore della fusoliera.

 

Si prova a secco tutta la struttura della coda, con riferimento agli assi longitudinale, trasversale e di trazione del modello.

 

 

Struttura della fusoliera, coda e ruotino posteriore. Quest’ultimo ottenuto con barretta in acciaio armonico diam. 2 mm, tubetto d’ottone diam. 3 e 4 mm. (saldature a stagno).

 


 

Come per il piano di coda e la deriva, si eseguono le superfici mobili.

 

Posizionamento dei primi servocomandi per le superfici mobili di coda e del motore.

Si vedono un Graupner C5077 (piano di rofondità), un Futaba FP148 (timone e ruotino) ed un GigaServo Standard per il motore.

 

 

Particolare del dispositivo di comando del piano mobile di coda.

Particolare del ruotino di coda e predisposizione dei bowden per il comando a cavi del timone.

Vista inferiore struttura coda, con superfici mobili incernierate provvisoriamente

E con questo è trascorso anche aprile, portandosi appresso Pasqua ed il lungo ponte di fine mese, durante il quale ho pianificato quanto necessario per il prosieguo del lavoro.

Già, perché ora bisogna completare i riempimenti di coda della fusoliera, i rivestimenti in solartex, il completamento della struttura del cockpit, la saldatura definitiva della struttura di sostegno dell’ala superiore, ecc. ecc. (che bello!... si fatica un po’ ma la soddisfazione è innegabile).

Al prossimo mese…alla 2^ puntata.

Ciao. 

Silvio “the builder”.  

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