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(clicca sulle fotografie per ingrandirle)

HAWKER Hurricane Mk.I

 

…la spina dorsale inglese formata con il conosciutissimo Supermarine SPITFIRE durante la Battaglia d’Inghilterra, nome storico della campagna aerea combattuta sui cieli della Manica e dell'Inghilterra fra l'aviazione britannica e quella tedesca (Luftwaffe) fra luglio ed ottobre del 1940…

Hurricane in volo

Per fare un breve escursus su questo aereo, possiamo ricordare che fu il primo caccia moderno inglese allo scoppio della 2^ Guerra Mondiale.

Sviluppato da un progetto di Sidney Camm, costruzione in tubolari di ferro e per buona parte intelato, all’inizio fu dotato di un motore Kestrel e successivamente potenziato con il ben più affidabile e famoso Rolls-Royce Merlin, lo stesso dello Spitfire.

Rispetto a quest’ultimo era dotato di una maggior robustezza, semplicità (come detto alcune parti dell'aereo avevano superficie telata) ed economia di servizio.

Era armato di 8 mitragliatrici Browning da 7,7 mm, che tutto sommato producevano un discreto volume di fuoco e che ben presto si rivelarono insufficienti.

Perché l’Hurricane?

Il modello che ho riprodotto, nasce da una vecchia idea di molti anni fa, dopo aver sentito (e purtroppo visto per caso nella cantina di Walter…) di un modellino invero piccolo, fatto volare e schiantato. Oltremodo con la fame di “costruzione” che mi pervade, come per la storia del “Gloster Gladiator”, mi feci spedire i disegni costruttivi dall’inglese TRAPLET Pubblications che però rimasero impolverati per parecchio.

Un giorno, navigando in Internet, mi colpì la storia di un pilota inglese reduce dalla Battaglia d’Inghilterra, che combattè su un Hurricane nonostante fosse privo di entrambie le gambe: Douglas Bader, che divenne un eroe riuscendo ad abbattere 22 aerei tedeschi, diventando uno dei più abili piloti che volteggiavano sui cieli inglesi.

Ebbene, sul suo aereo fece dipingere un particolare emblema, alquanto spiritoso quanto altrettanto significativamente riferito alle sue condizioni fisiche…

emblema Bader

La costruzione è come sempre tutta in legno di balsa e compensato, partendo dalla formazione di tutti i vari pezzi di base (ordinate, longheroni, centine ecc.) da tagliare pezzo per pezzo, utilizzando colle alifatica-epossidica-cianoacrilica…un lavoraccio per chi non ama il legno!

disegni

I lavori iniziano con il fotocopiare i vari pezzi direttamente dai disegni, riportandone la sagome sui vari materiali da costruzione.

Questi vanno poi tagliati, rifiniti e numerati a schema.

costruzione_fusoliera

L’apparente complessità della fusoliera non deve trarre in inganno, in verità se le ordinate di mezzo e verso la coda sono disegnate e tagliate con cura e precisione, il resto è un banale posizionamento ed incollaggio.

fusoliera

La parte anteriore del modello è rivestita in balsa da 3 mm. incollata direttamente sulle ordinate principali, longheroni e correntini, la posteriore in tessuto termoretraibile (SOLARTEX), così come le superfici mobili del timone di profondità/direzionale tutti centinati.

intelatura fusoliera

La scelta della motorizzazione è caduta su un OS 91 FS  4T (affidabilissimo e che posso dire ideale per le riproduzioni…) e per tale soluzione ho dovuto allungare un poco il musetto (1,5 cm) per permetterne l’alloggiamento.

Con del polistirolo ho preparato la sagoma della parte inferiore del muso, in modo da ottenere le forme per la costruzione con tessuto in vibra di vetro e resina epossidica della stesso.

musetto

Il passaggio successivo è stato sull’ala costruita in tre pezzi, pianetto centrale (con predisposizione del carrello retrattile e parte dei flaps) e le due semiali (con alettoni e seconda parte di flaps)

ala

flaps

Costruzione tradizionale, longheroni in tiglio 10x5 mm, centine in balsa da 3 mm, centine di radice e di forza zona carrello in compensato di betulla da 3 mm, rivestimento completo in balsa da 2 mm, con gli alettoni centinati e rivestiti in tessuto, come per le predette altre superfici mobili.

Una volta terminato il tutto, pronti e via alle finiture pre-verniciatura con la solita carta modelspan, turapori carteggiabile alla nitro e pennello…

pronto da verniciare

Discorso a parte per la capottina del cockpit, che per la sua semplice struttura è stato possibile realizzarla con compensato leggero di betulla da 0,6 mm. e cianoacrilato, simulando i vetri con lamina trasparente in acetato.

capottina cockpit

Circa la colorazione beh! non c’è molto da dire: siccome il modello riproduce l’aereo di D.Bader,

emblema muso

per il periodo di riferimento (1940), d’obbligo è stata la livrea classica bicolore brown/green con la novità della parte sottostante l’aereo, di un bicolore bianco-nero tipico di quel preciso periodo. 

       

Il modello non ha ancora volato (!), ma una breve escursione in pista l’ha già fatta, tanto per tastare la risposta a terra dei comandi direzionali e la bontà della scelta motore oltre alla sua carburazione.

Primo piano in pista

Hurricane in pista.

 

Hawker Hurricane Mk.I

Disegni: TRAPLET Publications Ltd. - Brian Taylor Scale Plans

Apertura alare: 60” (154 cm.)

Lunghezza: 49” (125 cm)

Peso: circa 4,4 kg.

Motore: OS. 91 FS (quattro tempi)