GLOSTER GLADIATOR Mk.1
( 5^…ed ultimissima puntata)
ricollaudo dopo modifiche

Già, perché
l’ultimo racconto sul Galdiator pubblicato nel 2008 pensai fosse
proprio la logica conclusione dopo aver provato in volo il
modello.
Ricordate?
Conclusi la 4^ puntata con :”…Il
collaudo è stata una delusione. Pensavo proprio di meglio…
Ora nelle prossime settimane ragionerò sul da farsi, riparare
con piccole modifiche i danni, ristudiare l’assetto e riprovare…”.
Beh! di settimane
ne sono trascorse parecchie, diciamo un centinaio? forse di più,
intrise di altri costruzioni.
Ma veniamo al
sodo, quando a novembre 2009 il ns. Gruppo (veramente da un’idea
di Franz…) organizzò una mostra-scambio qui a Desenzano e
nell’occasione esposi il mio Gloster Gladiator, con una mezza
intenzione di metterlo all’asta.
Non ne feci nulla
e quando Rinaldo mi disse che sarebbe stato un peccato
privarmene senza avergli fatto fare ancora qualche volo,
improvvisamente mi venne l’idea di coinvolgerlo per risolvere i
problemi di assetto riscontrati.
Quindi, concluse
le piccole riparazioni necessarie e realizzato un supporto ad
hoc per appesantire il muso con il piombo, una sera andai a
trovarlo.
Per prima cosa
rilevammo le posizioni delle ali trovando uno scalettamento
eccessivo fra la superiore (troppo avanzata) e l’inferiore.
Questo sicuramente determinava un flusso d’aria irregolare fra
le due, inficiandone la portanza.
Poi provammo le
incidenze (attenzione! perfette secondo il disegno costruttivo…)
e decidemmo di portare in negativo di circa -1,5° l’ala
superiore.
Smontati i
montanti alari, tagliati e riadattati per l’ala superiore nella
nuova posizione più arretrata ed a incidenza negativa,
soddisfatti con un “…ohh le! ise el model le a post e lè pront
de prea amo…” che tradotto fa “…così il modello è a posto e
pronto da provare ancora…).
Ma quest’anno si è
visto che il Generale Inverno non ha dato tregua, lungo, freddo
e piovoso non ha dato spazio ad attività volatorie.
Ma finalmente, con
aprile il meteo si è fatto clemente e in una delle mie prime
uscite ho deciso di
concedermi al Gloster, dicendomi “o la và o la spacca…”.
Sabato 10 mi reco in
pista.
Rinaldo è alle
prese con le due turbine installate sull’F.15 Strike Eagle che
non ne vogliono sapere di accendersi insieme.
Mi aggrego alla
combriccola per contribuire a far un po’ di casino, magari i due
motori partono e vediamo il modellone da 15-16 kg. in volo ma,
niente da fare non c’è verso, parte la destra ma la sinistra è
sorda, non ascolta le preghiere di nessuno.
Rinaldo è
sconfortato ed io ne approfitto subito per rincuorarlo,
chiedendone l’aiuto per il Gloster.
Batterie al loro
posto, controllo del nuovo baricentro (da dove ci siamo lasciati
a casa sua).
Ok, pieno di benza
e proviamo il motore, canta e “tira” come un forsennato.
Casualmente arriva
Jacopo con una macchina fotografica, ma io sono troppo preso con
il nuovo collaudo e mi accorgerò poi, quando già in volo.
Mi porto in pista,
do lentamente motore e controllo con il timone, alza subito la
coda (come l’altra volta…), leggera cabrata e si alza in volo
perfettamente.
Nessuna
“cavallina” come la prima volta, anzi, è un po’ picchiato e
Rinaldo mi aiuta con un colpetto di trim.
Virata a sinistra
ed i controlli rispondono benissimo, nessun altro trimmaggio è
necessario, riscontro solo un’eccessiva escursione degli
alettoni ma è un dettaglio, basta essere leggeri nel comando.
Giro di qua, giro
di là, ripetuti tonneau, non sembra proprio il modello di
febbraio 2008.
Ce l’ho fatta
anche stavolta, vola!!!
Ho un accenno di
tensione quando decido di atterrare, ma il motore al minimo è
perfetto, mi allineo alla pista, lo lascio scendere e lo sento
planare docilmente.
Ruote a terra ed è
una meraviglia di atterraggio…
A quel punto,
accortomi di Jacopo, gli chiedo se ha scattato qualche foto e mi
metto in posa sulla pista per altri scatti, a fianco del Gloster
con il motore ancora acceso.
Conclusioni.
I biplani sono
bellissimi da costruire e da pilotare, specialmente (come
d’altronde tutte le riproduzioni) se il loro assetto è ottimale.
In questa mia
realizzazione mi sono fidato ciecamente delle incidenze proposte
dal disegno, ma ho avuto un’ulteriore conferma, già rilevata in
biplani costruiti precedentemente, che se si pone l’ala
inferiore ad incidenza zero sul piano di coda e quella superiore
ad incidenza negativa fra -1° e -2°, i modelli volano benissimo.
Sempre un grazie a
Rinaldo, mai abbastanza…
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