Home page Indice delle pagine di Silvio Dewoitine D.510 2^ puntata
 

Caccia francese monoplano del 1934

(1a puntata)





Un po’ di curiosità…

Il Dewoitine D.510 fu un caccia monoposto costruito in Francia attorno agli anni '30. La serie D.500 inaugurò una nuova era, quella dei caccia monoplani di tipo "moderno", anche se non fu realmente un velivolo totalmente rispondente alla definizione di "caccia moderno".
Al tempo stesso la sua progettazione risultò molto avanzata per i tempi e consentì di oltrepassare il concetto dei caccia monoplani con ala alta detta "a parasole".
Interamente metallico, la sua struttura gli consentiva di alleggerire il telaio interno e migliorare l'aerodinamica; inoltre permetteva di far fronte in maniera migliore ai danni subiti in combattimento ed al normale logorio.
L'apertura alare era straordinaria, mentre con la sua piccola fusoliera dava l'impressione che l’aereo fosse un velivolo con "troppa ala". Il risultato fu un carico alare relativamente modesto che garantì una capacità di volare e manovrare maggiore di un caccia biplano dell’epoca.
Inoltre tale struttura non ebbe bisogno di alcuna controventatura che avrebbe rovinato la "pulizia" che l'ala monoplana dava all'aerodinamica.
Ma ciò che l'ala garantiva andava però in parte perso per via di una struttura del carrello d'atterraggio e del radiatore del liquido di raffreddamento del motore molto ingombranti.
Tipico, ancora per l’epoca, il solito pattino metallico in coda invece di un ruotino.
Il motore era a cilindri in linea raffreddato ad acqua, con corti tubi di scappamento sui lati della fusoliera snella ed elegante, con un'elica metallica ben carenata e radiatore dell'olio superiore a questa.
L'armamento era un cannone da 20 mm e due armi leggere Darne da 7,5 mm.

 
Il modello…

Dopo un rapido consulto con Oscar, il nostro grandissimo web-master, abbiamo deciso di scrivere a puntate le sue fasi costruttive: pare che l’esperienza condotta con il Gloster “Gladiator” sia stata particolarmente apprezzata. E allora, via!!!!
E’ un mio vecchio pallino, uno dei tantissimi disegni che negli anni mi sono passati per le mani e  che per un motivo o per l’altro non l’ho mai preso sul serio…fino a gennaio di quest’anno, mentre stavo terminando l’idrovolante Sea Master.
Beh! forse il vero stà nel fatto che contemporaneamente non posso impegnare il mio tempo nel modellismo e considerare un hobby andare a guadagnarmi la pagnotta; inoltre più di un modello alla volta non riesco!
Il progetto fu pubblicato negli anni ‘80 dalla rivista francese specializzata MRA e consta di due grandi tavole alquanto dettagliate, contenete anche i particolari di come realizzare i molleggi delle gambe del carrello principale e del pattino di coda. Purtroppo non ho trovato traccia degli articoli riportati nei due numeri 522 e 523 della pubblicazione, descrittivi della realizzazione. Pazienza…

 Gennaio  (subito dopo il Sea Master)
Dopo aver valutato le due tavole grafiche a disposizione, ho cominciato a pianificare le varie fasi costruttive, cercando di evidenziare quali fossero le problematiche da affrontare non avendo il materiale illustrativo di cui ho detto.
Ho iniziato con le solite copie fotostatiche dei vari pezzi partendo dalla fusoliera, la parte più intrigante con quel suo muso particolare fatto per contenere il motore a cilindri in linea e quel grosso radiatore inferiore. A seguire, riporto sulle varie tavolette di balsa e di compensati di betulla e pioppo, taglio al seghetto alternativo…

Realizzazione fianchi fusoliera ed ordinate tagliate

Febbraio

Il primo problema è nato sul come tenere perfettamente in linea la fusoliera durante gli incollaggi, onde evitare di “sbananarla”. Ho dovuto costruire una sorta di scaletto sia in sviluppo verticale che longitudinale, rapportandomi ad un’asse di riferimento disegnato sul piano di lavoro. Più difficile da spiegare che da realizzare!
Piano piano ho iniziato a vedere i frutti del lavoro, sviluppatosi serata per serata, sabato e domeniche compresi, visto che l’inverno non aveva intenzione di mollarci.

Costruzione fusoliera (parte anteriore) – si noti la scelta del motore, un OS .91 4T

Insieme della fusoliera – si notano le tracce di riferimento per lo scaletto di costruzione.

Allineamento della fusoliera

Marzo

Prima di iniziare il rivestimento della fusoliera ho impostato la costruzione del piano di coda che andrà rivestito tutto in balsa, sia la parte fissa che l’equilibratore, mentre i piani mobili del timone e degli alettoni verranno intelati.

Piano di coda

A seguire, completato il piano di profondità, ho rivestito interamente la fusoliera con balsa da 2 mm. ricavando nella parte superiore del muso la parte asportabile per accedere al serbatoio carburante ed alla zona di fissaggio inferiore del motore.


Contemporaneamente ho previsto il posizionamento ed il fissaggio dei servocomandi (n.3), optando per due Graupner 5077 sul piano di coda e sul timone ed uno economico per il motore.


Poi è venuto il momento di prevedere l’apertura per la griglia del radiatore che permette anche l’accesso al vano di installazione del motore, posizionato con la testata verso il basso.

Radiatore con predisposizione per la griglia Parte anteriore radiatore rimossa per vano motore

Posizionata la fusoliera esattamente in piano sia verticalmente che lateralmente, ho fissato il piano di coda utilizzando colla alifatica, rinforzando l’incollaggio con pezzetti di triangolo di balsa che vengono successivamente scartavetrati per raccordare il tutto alla fusoliera.

   
Fissaggio del piano di coda sulla fusoliera 
   
       Posizionamento dei triangoli di rinforzo del piano di coda 

Aprile

Ancora non ho nemmeno iniziato la costruzione delle ali che già sto pensando al prossimo modello…
Avendo collaudato positivamente il Sea Master, durante una manifestazione idro in quel di Lazise sul lago di Garda invitato dal gruppo G.A.G, nell’occasione mi si è radicata definitivamente la voglia di una riproduzione che da mesi mi balenava in testa: l’Arado Ar.196, un idrovolante tedesco ricognitore/bombardiere tedesco della 2a
Guerra Mondiale, fra l’altro famoso per essere stato imbarcato sulla corazzata tascabile BISMARCK.
Cerco disperatamente i piani di costruzione in internet, anche presso varie pubblicazioni ma niente, non trovo nulla.
Girovago anche in vari forums ed improvvisamente un tizio tedesco mi segnala un sito web.
Mi ci precipito e trovo scritto tutto in tedesco, non ci capisco una mazza! Ma…c’è sempre un ma! qualcuno che mi possa aiutare c’è, Franz “el profesur”.
Ci pensa lui e nel giro di pochi giorni ecco che mi consegna i piani appena recapitati.
Ma che sto facendo? Non devo mettermi a lavorare sull’Arado, ho il D.510 sul tavolo!
Rimaneva da completare la fusoliera con la realizzazione della deriva, il timone, il musetto e la griglia del radiatore.

   
Deriva e timone  musetto in vetroresina 

Sgrossata, stuccata e rifinita, la fusoliera è pronta per essere messa da parte in attesa della  costruzione dell’ala.
Qui si presenta un secondo problema, assai complesso: come potrò smontare l’ala di ben 216 cm. con quel mega carrello ancorato parte alla stessa e parte alla fusoliera? Pensa e ripensa, mi viene in mente la possibilità di costruire l’ala in tre pezzi, il centrale e i due terminali il più ampi possibili.
Sì, perché se non fossi riuscito a risolvere l’inghippo, dove avrei potuto immaginare di hangarare il bestione?
Come solito ho fatto entrare in gioco Rinaldo e la sua esperienza: cassonetto alare per due baionette d’unione in spruce sfilabili da entrambe le parti ed il gioco è fatto.
Avrò l’aereo in sei parti , fusoliera in un sol pezzo lungo 141 cm. e largo al massimo 66 cm. (accettabile!!!), due baionette e due semi-ali da 75 cm. cadauna, assolutamente gestibile e trasportabile comodamente.
Riverificato il tutto, ho iniziato con il taglio delle centine alari seguendo lo schema ed i materiali indicati sul piano di costruzione.

Centine alari

Le ali hanno la particolarità di essere svergolate in negativo verso i terminali, a partire dalla centina n.5.
Essa si ottiene direttamente nel seguire la conformazione dei supporti inferiori delle ultime centine, già previsti nel disegno. Con la successiva ricopertura dell’ala, la svergolatura sarà evidentissima.
Altra indicazione di assemblaggio è che il longherone superiore si sviluppa determinando il diedro alare che dovrà avere la struttura completa, mentre quello inferiore avrà una leggera curvatura e rastremazione.

Per operare correttamente (diedro di 2°) ho dovuto costruire un apposito scaletto di assemblaggio, prevedendo anche la soluzione della semiala in due tronchi.

Posizionamento a secco delle centine


Nella successiva fotografia si notano le due centine di appoggio all’altezza del punto di unione dei due tronchi alari dell’ala destra.

Il passo successivo è stato il parziale rivestimento superiore in balsa, la lavorazione e parziale rivestimento della parte inferiore dell’ala, in previsione del taglio per la separazione dei due tronchi.

Semiala destra in costruzione

A questo punto ho tagliato le parti ancora unite dell’ala, in modo da ottenerne la separazione

Tronchi alari separati e riuniti

Inoltre ho previsto il posizionamento del servocomando per l’alettone

Alloggiamento servo alettone destro


Per l’unione dei due tronchi alari, ho realizzato il cassonetto racchiudendo davanti e dietro i due longheroni con compensato di betulla da 1,5 mm.
 
Ricoperti completamente i due tronchi, ho aperto gli spazi fra i longheroni, in modo da poter introdurvi la baionetta d’unione.

Apertura per la baionetta Baionetta inserita nel suo alloggiamento

Per connettere il servocomando dell’alettone, ho posizionato ed incollato una spinetta tipo connessione di batterie elettriche, in modo da poter montare e smontare l’ala, senza vere cavetti da unire.

Con la fine di aprile termino anche la 1a puntata di questa mia realizzazione…

Ci vediamo presto, ciao!

Silvio “the builder”