Il modello…
Dopo un rapido consulto con Oscar, il nostro grandissimo
web-master, abbiamo deciso di scrivere a puntate le sue fasi
costruttive: pare che l’esperienza condotta con il Gloster “Gladiator”
sia stata particolarmente apprezzata. E allora, via!!!!
E’ un mio vecchio pallino, uno dei tantissimi disegni che
negli anni mi sono passati per le mani e
che per un motivo o per l’altro non l’ho mai preso
sul serio…fino a gennaio di quest’anno, mentre stavo
terminando l’idrovolante Sea Master.
Beh! forse il vero stà nel fatto che contemporaneamente non
posso impegnare il mio tempo nel modellismo e considerare un
hobby andare a guadagnarmi la pagnotta; inoltre più di un
modello alla volta non riesco!
Il progetto fu pubblicato negli anni ‘80 dalla rivista
francese specializzata MRA e consta di due grandi tavole
alquanto dettagliate, contenete anche i particolari di come
realizzare i molleggi delle gambe del carrello principale e
del pattino di coda. Purtroppo non ho trovato traccia degli
articoli riportati nei due numeri 522 e 523 della
pubblicazione, descrittivi della realizzazione. Pazienza…
Gennaio
(subito dopo il Sea Master)
Dopo aver valutato le due tavole grafiche a disposizione, ho
cominciato a pianificare le varie fasi costruttive, cercando
di evidenziare quali fossero le problematiche da affrontare
non avendo il materiale illustrativo di cui ho detto.
Ho iniziato con le solite copie fotostatiche dei vari pezzi
partendo dalla fusoliera, la parte più intrigante con quel
suo muso particolare fatto per contenere il motore a
cilindri in linea e quel grosso radiatore inferiore. A
seguire, riporto sulle varie tavolette di balsa e di
compensati di betulla e pioppo, taglio al seghetto
alternativo…
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Realizzazione fianchi fusoliera ed ordinate tagliate
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Febbraio
Il primo problema è nato sul come tenere perfettamente in
linea la fusoliera durante gli incollaggi, onde evitare di “sbananarla”.
Ho dovuto costruire una sorta di scaletto sia in sviluppo
verticale che longitudinale, rapportandomi ad un’asse di
riferimento disegnato sul piano di lavoro. Più difficile da
spiegare che da realizzare!
Piano piano ho iniziato a vedere i frutti del lavoro,
sviluppatosi serata per serata, sabato e domeniche compresi,
visto che l’inverno non aveva intenzione di mollarci.
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Costruzione fusoliera (parte anteriore) – si noti la
scelta del motore, un OS .91 4T
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Insieme
della fusoliera – si notano le tracce di riferimento
per lo scaletto di costruzione. |
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Allineamento della fusoliera
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Marzo
Prima di iniziare il rivestimento della fusoliera ho
impostato la costruzione del piano di coda che andrà
rivestito tutto in balsa, sia la parte fissa che
l’equilibratore, mentre i piani mobili del timone e degli
alettoni verranno intelati.
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Piano di coda
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A seguire, completato il piano di profondità, ho rivestito
interamente la fusoliera con balsa da 2 mm. ricavando nella
parte superiore del muso la parte asportabile per accedere
al serbatoio carburante ed alla zona di fissaggio inferiore
del motore.
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Contemporaneamente ho previsto il posizionamento ed il
fissaggio dei servocomandi (n.3), optando per due Graupner
5077 sul piano di coda e sul timone ed uno economico per il
motore.
Poi è venuto il momento di prevedere l’apertura per la
griglia del radiatore che permette anche l’accesso al vano
di installazione del motore, posizionato con la testata
verso il basso.
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Radiatore con predisposizione per la griglia |
Parte
anteriore radiatore rimossa per vano motore |
Posizionata la fusoliera esattamente in piano sia
verticalmente che lateralmente, ho fissato il piano di coda
utilizzando colla alifatica, rinforzando l’incollaggio con
pezzetti di triangolo di balsa che vengono successivamente
scartavetrati per raccordare il tutto alla fusoliera.
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Fissaggio del piano di coda sulla fusoliera |
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Posizionamento dei triangoli di rinforzo del piano
di coda |
Aprile
Ancora non ho nemmeno iniziato la costruzione delle ali che
già sto pensando al prossimo modello…
Avendo collaudato positivamente il Sea Master, durante una
manifestazione idro in quel di Lazise sul lago di Garda
invitato dal gruppo G.A.G, nell’occasione mi si è radicata
definitivamente la voglia di una riproduzione che da mesi mi
balenava in testa: l’Arado Ar.196, un idrovolante tedesco
ricognitore/bombardiere tedesco della 2a
Guerra Mondiale, fra l’altro famoso per essere stato
imbarcato sulla corazzata tascabile BISMARCK.
Cerco disperatamente i piani di costruzione in internet,
anche presso varie pubblicazioni ma niente, non trovo nulla.
Girovago anche in vari forums ed improvvisamente un tizio
tedesco mi segnala un sito web.
Mi ci precipito e trovo scritto tutto in tedesco, non ci
capisco una mazza! Ma…c’è sempre un ma! qualcuno che mi
possa aiutare c’è, Franz “el profesur”.
Ci pensa lui e nel giro di pochi giorni ecco che mi consegna
i piani appena recapitati.
Ma che sto facendo? Non devo mettermi a lavorare sull’Arado,
ho il D.510 sul tavolo!
Rimaneva da completare la fusoliera con la
realizzazione della deriva, il timone, il musetto e la
griglia del radiatore.
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| Deriva e timone |
musetto in vetroresina |
Sgrossata, stuccata e rifinita, la fusoliera è pronta per
essere messa da parte in attesa della
costruzione dell’ala.
Qui si presenta un secondo problema, assai complesso: come
potrò smontare l’ala di ben 216 cm. con quel mega carrello
ancorato parte alla stessa e parte alla fusoliera? Pensa e
ripensa, mi viene in mente la possibilità di costruire l’ala
in tre pezzi, il centrale e i due terminali il più ampi
possibili.
Sì, perché se non fossi riuscito a risolvere l’inghippo,
dove avrei potuto immaginare di hangarare il bestione?
Come solito ho fatto entrare in gioco Rinaldo e la sua
esperienza: cassonetto alare per due baionette d’unione in
spruce sfilabili da entrambe le parti ed il gioco è fatto.
Avrò l’aereo in sei parti , fusoliera in un sol pezzo lungo
141 cm. e largo al massimo 66 cm. (accettabile!!!), due
baionette e due semi-ali da 75 cm. cadauna, assolutamente
gestibile e trasportabile comodamente.
Riverificato il tutto, ho iniziato con il taglio delle
centine alari seguendo lo schema ed i materiali indicati sul
piano di costruzione.
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| Centine alari |
Le ali hanno la particolarità di essere svergolate in
negativo verso i terminali, a partire dalla centina n.5.
Essa si ottiene direttamente nel seguire la conformazione
dei supporti inferiori delle ultime centine, già previsti
nel disegno. Con la successiva ricopertura dell’ala, la
svergolatura sarà evidentissima.
Altra indicazione di assemblaggio è che il longherone
superiore si sviluppa determinando il diedro alare che dovrà
avere la struttura completa, mentre quello inferiore avrà
una leggera curvatura e rastremazione.
Per operare correttamente (diedro di 2°) ho dovuto costruire
un apposito scaletto di assemblaggio, prevedendo anche la
soluzione della semiala in due tronchi.
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Posizionamento a secco delle centine
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Nella successiva fotografia si notano le due centine di
appoggio all’altezza del punto di unione dei due tronchi
alari dell’ala destra.
Il
passo successivo è stato il parziale rivestimento superiore
in balsa, la lavorazione e parziale rivestimento della parte
inferiore dell’ala, in previsione del taglio per la
separazione dei due tronchi.
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Semiala destra in costruzione
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A
questo punto ho tagliato le parti ancora unite
dell’ala, in modo da ottenerne la separazione
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Tronchi alari separati e riuniti
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Inoltre ho previsto il posizionamento del
servocomando per l’alettone
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Alloggiamento servo alettone destro
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Per l’unione dei due tronchi alari, ho realizzato il
cassonetto racchiudendo davanti e dietro i due longheroni
con compensato di betulla da 1,5 mm.
Ricoperti completamente i due tronchi, ho aperto gli
spazi fra i longheroni, in modo da poter introdurvi la
baionetta d’unione.
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| Apertura per la baionetta |
Baionetta inserita nel suo
alloggiamento |
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Per connettere il servocomando dell’alettone, ho
posizionato ed incollato una spinetta tipo
connessione di batterie elettriche, in modo da poter
montare e smontare l’ala, senza vere cavetti da
unire.
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Con la fine di aprile termino anche la 1a puntata
di questa mia realizzazione…
Ci vediamo presto, ciao!
Silvio “the builder”