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(L’idrovolante imbarcato sulla corazzata tascabile Bismarck della 2a G.M.)



Questo nuovo progetto nasce da un consolidamento delle belle abitudini del Gruppo, di organizzare ogni anno un paio di raduni di aeromodelli idrovolanti sul ns. bellissimo lago.

Già, perché all’ormai fisso appuntamento di ottobre per ricordare il ns. caro amico Franco, si è ormai definitivamente confermato anche quello di maggio.

Inoltre, avendo partecipato ad un paio di altrettanto bei raduni in quel di Lazise, l’ispirazione mi ha spinto verso una riproduzione idro, che non poteva non esserci nel mio hangar.

E la scelta è ricaduta su un aereo della 2a Guerra Mondiale che di per sé non dice nulla, ma se considerato il contesto del quale faceva parte, diventa tutta un’altra storia…

Era il ricognitore marittimo imbarcato sulla corazzata tascabile BISMARCK della Kriegsmarine, la più famosa nave da battaglia tedesca, costruita nei cantieri Blohm und Voss di Amburgo con la gemella Tirpitz.

La tragica storia di questa imponente nave e del suo sfortunato equipaggio è ritornata prepotentemente in evidenza quando l’esploratore americano R.D. Ballard, in una delle sue celebri campagne di ricerca, nel 1989 trovò a circa 4.000 metri di profondità il suo relitto incredibilmente ancora in ottimo stato di conservazione.

http://bismarck-class.dk/bismarck/bismarck_menu.html

Così dovrebbe essere la realizzazione del modello…


Le emozioni provate nel leggere i resoconti della sua storia e l’informazione che nel suo ventre furono ritrovati ancora quasi intatti i relitti di alcuni dei suoi ricognitori idro, mi fece balenare un’idea.

 

Infatti, dopo aver terminato la costruzione del Dewoitine D.510, la tentazione di “pausare” fu forte, ma già da qualche mese mi frullava in testa la realizzazione della riproduzione di questo idrovolante.

E cedetti…

Dopo affannose e caparbie ricerche su internet, grazie all’aiuto del “Profesur” Franz, abbiamo scovato un sito web in Germania dove ho potuto acquistare i piani di costruzione del modello, successivamente ingrandito per realizzarlo con un’apertura alare di 180 cm. adattandovi una sufficiente motorizzazione, garantita da un O.S. 120 a 4 tempi (20 cc.).

 

SETTEMBRE

Galvanizzato dal collaudo positivo del D.510, iniziano i lavori.

Iniziando dalla fusoliera, ho tracciato e tagliato i vari pezzi necessari da tavolette di compensato di betulla e legno di balsa.

Di seguito


Il disegno della fusoliera

   
Impostazione fusoliera e primi incollaggi 
 
Si cominciano a vedere i primi risultati… 

OTTOBRE

I lavori proseguono abbastanza spediti.

In successione vengono installati, allineati con uno scaletto ed incollati alle ordinate, i correnti del tronco posteriore della fusoliera, rifinendo il tutto con carta abrasiva a grana media per eliminare eventuali gibbosità e spigoli vari.

La parte anteriore della fusoliera viene rivestita integralmente in balsa.

Si passa alla realizzazione del piano di coda e del timone, direttamente al tavolo di lavoro sul disegno di riferimento protetto da cellophane.

   

Costruzione del piano di coda

Il rivestimento del piano di coda e della deriva viene realizzato con balsa ed una volta rifiniti a dovere con carta abrasiva, vengono installati ed incollati in posizione.

   

Fusoliera con piano di coda e timone incollati

 

 

Allineamento coda

La realizzazione delle superfici mobili di coda prevedono il rivestimento con tessuto termoretraibile (utilizzo Solartex).

Devono perciò essere costruiti con false centine che evidenzieranno la struttura una volta rivestita.

Foglio mediano di balsa, longherone bordo entrata in due metà (sopra e sotto), costole rettangolari in balsa (sopra e sotto) quali finte centine.

Incollato il tutto, su un nastro di carta abrasiva si fa scorrere prima una e poi l’altra superficie, per ottenere il profilo triangolare in sezione delle due superfici mobili.

 

Superfici mobili pronte per il rivestimento

Predisposti i supporti motore, si prova l’installazione e l’allineamento del motore scelto (OS 120 4T), prevedendone come da disegno il disassamento verso destra (per la coppia) e verso il basso (per l’incidenza alare prevista di + 1,5°).

 

Allineamento motore

Si passa alla predisposizione dei servocomandi per le superfici mobili di coda e del comando acceleratore motore.

La scelta è di un servo da circa 6,5 kgm per il timone di profondità (il “cabra”) comandato da un tondino in acciaio armonico diam. 1,5 mm in bowden, un servo “standard” per il timone direzionale, comandato da due cavetti metallici trecciati e da un altro servo “standard” per il comando acceleratore con tondino in acciaio armonico diam. 1 mm in bowden.
 

Installazione servocomandi in fusoliera


Rivestita la parte posteriore della fusoliera con il solito termoretraibile, si passa alla costruzione della struttura della carlinga, riprendendone le dimensioni e le forme dalle tavole grafiche del progetto.

Tagliati i vari pezzi da compensato di pioppo e compensato di betulla da 0,6 mm, con colla ciano acrilica si completa la struttura, predisponendola per ricevere i vari pannelli in acetato simulanti le vetrate. 
   

Struttura grezza della carlinga

 

Carlinga e fusoliera unite


Dalle fotografie si possono intuire gli orari di lavoro…

 

Lo sportellino che si può notare sull’anteriore è il vano per le batterie.

NOVEMBRE

L’idea era quella di preparare il modello per l’idrovolata di maggio, ma il piacere della costruzione è per me come una droga, più lavoro e più ancora mi do da fare…

Inizia la costruzione dell’ala.

Fotocopiati i disegni delle centine, una per una sulle tavolette di balsa le riporto e il numero, pronte da tagliare.

   
Centine disegnate e pronte da tagliare  centine già tagliate con longheroni 

Date le ragguardevoli dimensioni del modello, devo valutare se la soluzione proposta dal progetto circa il fissaggio delle ali e degli scarponi di flottaggio sia la più valida.

Direi di no…

Opto quindi per una modifica sostanziale, dove realizzo l’ala in un sol pezzo e predispongo sulla stessa i punti di fissaggio degli scarponi.

Questo mi permette di gestire il modello in due o tre pezzi, con le soluzioni fusoliera con ala+scarponi oppure un po’ più complessa fusoliera, ala, scarponi.

Vuol dire che le centine di radice, parte centrale di mezzeria sulla fusoliera, devono essere realizzate di compensato di betulla di adeguato spessore e relativi ulteriori rinforzi.

Disegno sul tavolo con il solito cellophane, stesura del longherone principale ed allineamento delle centine.

   

Pannello ala destra

Incollate le centine sul longherone principale inferiore, allineate con il listello iniziale del bordo d’entrata alare, si posizionano ed incollano i due longheroni superiori per iniziare successivamente la ricopertura completa del dorso alare superiore con fogli di balsa.

Colla alifatica, spilli metallici a gogò e carta nastro adesiva e…vai !!
   

Inizio rivestimento ala

   

Pannello alare destro rivestito

DICEMBRE

Ultimo mese dell’anno…penso già alle feste ed alle ferie.

Non sarà così…finirà l’anno con una serie di priorità, scadenze, urgenze ecc.

Ma alla sera rimane sempre un po’ di tempo per continuare sull’ala sinistra, anche se alla fine poi sarà stato un mese poco “produttivo“.

Pannello ala sinistra in costruzione

 

Rivestimento dorso ala sinistra in fase avanzata


E con questo si conclude il 2010, dove anche quest’anno mi sono concesso la costruzione di un paio di riproduzioni, il Dewoitine D.510 ed il presente modello.

Concesso, perché qualche soldino deve pur essere messo in conto per l’acquisto dei materiali e tenuto conto delle fasi lavorative, non è certo da confronto economico con i modelli pronti al volo, i cosiddetti ARF.

Ma ci sono due piccoli particolari: questi modelli sono riproduzioni particolari e non facilmente reperibili sul mercato (esistono poi? Boh…), ma soprattutto vuoi mettere la soddisfazione di costruirteli passo passo e vederli poi volare ai tuoi comandi? Per i veri appassionati di aeromodellismo sono sensazioni ben conosciute.

Buon 2011 a tutti, con la futura pubblicazione della seconda parte dell’

ARADO Ar.196 A-3