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Tiziano e la sua macchina agosto 1999



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Un sogno avveratosi per caso
Mi garba di scrivere queste righe per orgoglio, non per la mia ultima
fatica che vedrete nelle fotografie, ma per le amicizie che l’hobby che
ho sviluppato in questi anni mi ha permesso di acquisire, con
particolare riferimento a TIZIANO.
Come dire: “…da cosa nasce cosa…”.
Ecco, il caso mi ha permesso di conoscere e frequentare colui che mi ha
reso possibile l’avverarsi di un sogno maturato sin da bambino e che per
molti è sempre difficile: quello di volare e addirittura di pilotare un
aereo.
Un incontro casuale, due parole, lo scoprire passioni comuni ed il gioco
è stato fatto.
Il senso di queste parole che scrivo stanno tutte qui: la gratidudine e
l’amicizia che sento verso una squisitissima persona, dimostrandogliela
con la ricostruzione da fotografie e da un piccolo disegno trovato non
so dove, del suo Tecnam ECHO P92 sul quale si è avverato il mio sogno.
Come in tutte le cose, si può sempre fare di meglio e anche qui vige
tale regola, ma per quanto sono riuscito a realizzare credo che il
risultato a prima vista non sia da gettare.
Eh sì! Perché ora che il modello è uscito dall’hangar di
costruzione, devo fare i conti con la sua efficienza in termine di volo:
come dice Franz “…el sgula, el sgula!!!” devo ancora appurarlo.
Vedremo… anche perché tale riproduzione verrà testata al rientro dalle
ferie di Gianni, il quale mi ha intimato di non provarci nemmeno senza
la sua presenza, impegno che ho assunto senza batter ciglio.
Senza contare della fiducia nei consigli di Rinaldo.
Approfitto dell’occasione per lanciare una stoccata ad un amico, un
altro mio caro amico, Claudio, che per certi suoi concetti espressi
relativamente al volo in pendio rispetto a quello a motore, è diventato
un nemico (scherzo!!!): vuoi mettere la musica di un buon 4 tempi ben
carburato, con il minimo ben registrato, rispetto ad un pezzo di legno
lanciato, raccolto, ri-rilanciato ecc. ecc. magari su e giù per un
saliscendi di montagna, da riparare ed incollare dopo ogni lancio??? Lui
che di costruire rigorosamente da progetto e non, ne ha fatto una
fede…vergogna…(se vuoi ho già indossato i guanti da boxe…)
Silvio

Grazie ancora Tiziano…
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…e il sogno continua…
Dopo
l’incontro con Tiziano, l’aver approfondito l’amicizia che ci lega e la
possibilità di volare ed imparare a pilotare, nelle ultime settimane ho
vissuto una nuova esperienza (sempre grazie a Lui!!!) che vale la pena
raccontare.
Che ne direste se vi proponessero di salire su un U.L.M. (della serie
tipo il Tecnam P92 echo…), decollare dai dintorni di Napoli per condurre
tale macchina fino a casa, ipotizzando un volo senza scalo, dopo aver
attraversato gli Appennini, risalendo l’Italia lungo la costa
adriatica????
…”roba da matti, tanto scetticismo, impossibile…” direbbero i più!!!
“Non posso crederci se non provo! Continua il mio sogno…” ho pensato
subito!!!
Detto e presto fatto, per una serie di contrattempi ed opportunità
ricevo improvvisamente la proposta e dopo due giorni (anzi, meno…),
all’alba del giovedì prima di Natale mi trovo su un aereo di linea con
destinazione Capodichino.
Che gran regalo di Natale 2004 che stò per ricevere!!!!!!!
Fin qui i preamboli di una magnifica giornata in tutti i sensi, dalla
compagnia di Tiziano allo splendido sole, dal turbinio di sensazioni
provate, all’esperienza unica di vedere dall’alto l’Italia, da nord a
sud lato Tirreno e viceversa lato Adriatico.
“Diario del capitano, data astrale 23/12/2004…” per parafrasare una
delle più conosciute battute della serie di telefilms “STARTREK”:
dicevamo…
Decollo su volo di linea da Orio al Serio alle 7,25 (ragazzi, tenete
d’occhio gli orari, è tutto vero…), arrivo a Napoli alle 8,35.
Poca attesa immersi in un caldo sole partenopeo (12°C contro i -4°C di
Bergamo, e per loro faceva freddo rispetto ai giorni precedenti) ed ecco
che un’auto dedicata esclusivamente a noi ci accompagna presso la
fabbrica Tecnam di Capua, dove vengono sfornati (è proprio il caso di
dirlo!) tutti gli U.L.M. di loro produzione, per una visita improvvisata
fra gli operai e tecnici che stanno assemblando almeno una ventina di
aerei di ogni tipo (P92, Golf, Sierra, P92RG), alcuni destinati
addirittura in Iran, Australia, Indonesia…
Un caffè (d’obbligo) e via alla pista di volo!...e si sono fatte già le
10,00.
Attendiamo circa un’oretta fra decolli ed atterraggi di due o tre
velivoli in adddestramento ed ecco il grande momento, il NOSTRO MOMENTO:
è lì, pronto per il lungo (??????) viaggio di ritorno, un magnifico P2002 “Sierra” con il pieno di carburante di ben 100
litri, da cavalcare come un puledro, dopo aver preso confidenza con i
comandi ed avergli scaldato un po’ i cilindri del motore.
Un po’ di fotografie che immortalano l’incontro con la creatura e…
Ma…c’è un ma, che rotta decidiamo di seguire? A domanda pronta risposta:
l’istruttore, nonché collaudatore della Tecnam, ci indica una vallata
fra i monti degli Appennini che ci separano dall’Adriatico con
un”…entrate lì, mantenetevi verso Nord-Nord/Est e sbucherete nella piana
di Termoli, direzione Vasto, comunque con il GPS…”. E si fanno le 11,10.
Bene, pronti via…
Nemmeno per sogno, chi conosce i settaggi del nuovo GPS che ci troviamo
di fronte???
Beh! Un po’ di buona volontà e ragionamento…
Macchè! ci vuole calma e il tempo stringe, sono già le 11,35 e la
programmazione non si riesce a completare.
Si parte ugualmente, cartina aeronautica davanti, volo a vista e qualche
riferimento di default dello stramaledetto e complicatissimo GPS e
decolliamo (sono le 11.35…), dobbiamo fare presto, il sole cala
velocemente.
Tiziano, cloche in mano e occhio vispo, io con macchina fotografica
digitale e carta nautica, dietro almeno 10 kg. di bagaglio, comprese tre
confezioni super di mozzarella di bufala.
Inizia il sorvolo degli Appennini e dopo già mezz’oretta siamo sulle
cime coperte di neve fra il Molise e la Puglia. Tento una prima serie di
fotografie.
Fra le quali quella del lago di Occhito, riferimento
fondamentale per orientarci nel confronto fra GPS, carta nautica e
quello che vediamo…poco dopo scorgiamo il mare, trasvolata appenninica
completata.
Dopo un’ora circa siamo già in direzione Nord e voliamo fra il gruppo
della Maiella,
che si scorge in lontananza copertissimo di neve, ed a destra un mare
piatto piatto.
Dobbiamo tenere sotto controllo le aree interdette al volo da diporto
(il ns.), relative agli aeroporti civili…ok, va bene così!!! No, non và
bene, ok siamo bassi, ma quella non è la pista dell’aeroporto di
Pescara??? È meglio toglierci di torno, non si sà mai…e si sono fatte le
13,00 circa.
Ci alterniamo ai comandi, è una gioia immensa, è docile, veloce
(velocità di crocera mantenuta intorno ai 190 km/h) e ti dà un senso di
sicurezza e stabilità incredibili, è un’ala bassa, altro che P92!
Una fotografia al cruscotto e vengono immortalate in quel preciso
istante tutte le funzioni vitali del mezzo: velocità (come già detto)
190 km/h, giri motore 4800 r.pm., virosbandometro al centro, indicatore
rateo di salita-discesa a zero, trim leggermente a picchiare,temperature
e pressioni liquidi ok, livelli carburante più o meno a ¾.
Ci scappa l’occhio sulla carta nautica e siamo paralleli ad Assisi. Si
và? Mentre decidiamo, l’aereo è talmente veloce che già siamo troppo a
nord, non conviene, dovremmo tornare indietro e si fa tardi…puntiamo più
su e vediamo Gubbio.
Virata a sinistra e stavolta puntiamo dritti alla famosa località
addentrandoci fra le prime vallate degli Appennini umbri (Gia in
Umbria??? Ma se sono solo 2 ore circa da quando abbiamo decollato da
Capua!).
Troviamo un po’ di turbolenza, ma non troviamo dei riferimenti certi
sulla predetta località, lassù di cartelli indicatori non ne riusciamo a
trovare…ma eccola, è Gubbio!!! Ci siamo, una costruzione attempata ed
arroccata su un cucuzzolo con dietro, nella vallata, la cittadina…ce
l’abbiamo fatta, una fotografia e riprendiamo la rotta per casa. Piccolo
particolare, atlante domestico alla mano consultato la sera, la nostra Gubbio era in verità Matèlica, spostata verso est di circa
30 km. Forti in geografia vero?
Si prosegue, ci avviciniamo al mare, puntiamo verso la costa romagnola e
scorgiamo Rimini, attenti qui c’è un altro aeroporto civile! E’ vero,
non è un’aereo in atterraggio quello? Giù il muso, virata a sinistra e
mettiamoci di nuovo dalla parte della ragione…
E sono giunte le 14,00 circa, Tiziano ha fame, le mozzarelle non si
toccano, io ho delle caramelle alla menta, vanno bene lo stesso. Le
appoggio sul cruscotto, una ventina, ed in un battibaleno spariscono!
Restano le cartine, dove le mettiamo? Gettiamole fuori dall’abitacolo…ma
come, si può aprire in volo? Certo, la capottina scorre verso il
posteriore ed il gioco è fatto…a 200 all’ora, che mezzo ragazzi!!!
Improvvisamente appare la rocca di S.Marino, io non ci sono mai stato,
l’ho sempre vista in immagine, stavolta dal vero ma dall’alto!!! … e la
fotografo, nell’approccio, nella virata antioraria da una parte e
dall’altra…scorgiamo persino una piscina nei pressi della cima, sui
tetti di una casa…
Ora basta, dritti verso casa senza indugi, si fa troppo tardi,
attenzione all’aeroporto di Forlì ed evitiamo la no-fly-zone di Bologna,
stiamo bassi e puntiamo verso le valli di Comacchio.
Un’autostrada, ecco, seguiamola e andiamo dritti verso casa! Ma no
Tiziano, cosa mi fai fare, la bussola indica Sud-Ovest, quella è la
Bologna-Padova, se non viro torniamo indietro…
Ho ragione, cloche e pedaliera a destra, un po’ di motore e riprendiamo
la nostra corsa, sono le 14,40 circa.
Scorgo in lontananza Ravenna, proseguiamo nell’attesa di incontrare il
fiume Po, alcuni minuti e vedo delle ciminiere a me familiari: sono
della centrale ENEL di Ostiglia (eh! Il lavoro…).
Lì c’è il grande fiume, già che ci siamo perché non sorvoliamo Mantova?
Lo dico e ci sono già sopra, ecco piazza Sordello, fotografia e via.
Sono le 15,00 possiamo puntare su Sirmione per un saluto rassicurante ai
famigliari di Tiziano, un passaggio su Desenzano con un saluto ad un mio
collega d’ufficio e, d’obbligo, un saluto a chi non sapevamo potesse
esserci sul campo di volo del Gruppo aeromodelistico Agello.
Ma guarda, qui c’è sempre qualcuno, sono tutti nullafacenti oggi, scorgo
Gianni il tassista, Filippo e Piombo!
Ora, dopo meritato trastullo nel rivedere i ns. luoghi natii, direzione
Castiglione, area di volo U.L.M. dove ricovereremo “la bestia” dopo
circa 750 km di sorvolo della ns. bell’Italia.
Atterraggio, dolcissimo, per mano di Tiziano, taxing di avvicinamento
all’hangar, spegnimento motore e controlli post-volo, giù… sono le
15,25
Incredibile ma vero!!!.... quattro ore comprensive di tutte le
divagazioni che ci siamo concessi durante il volo, abbiamo consumato 65
litri di carburante, siamo a terra e ci guardiamo con aria sorpresa
pensando la medesima cosa: non ci sembra di aver mantenuto per tutto
quel tempo il deretano su un seggiolino, all’interno di un abitacolo
d’aereo, stesso tempo ma su un’auto e sarebbe stato peggio….
Concludo con una considerazione a posteriori rivedendo le fotografie che
ho scattato:Tiziano accanto al P2002 a Capua ha un’aria tesa come una
corda di violino; a Castiglione, sempre accanto all’aereo, la sua “cera”
è decisamente diversa, quasi come uno che ha appena concluso un
rendez-vou con una bella figliola che lo ha reso estremamente felice
(!!!!).
Grazie ancora Tiziano, ancora una volta… e buon 2005, buonissimi
ed entusiastici voli.
Silvio “the builder”
p.s. (non mi resterà altro da fare che costruire il modello
riproduttivo anche di quest’altro ultraleggero…)
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