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   …dove eravamo rimasti?...

Ah!... il volo da Napoli, dopo la consegna del P2002 “Sierra”, dicembre 2004…

Ebbene, abbiamo colpito ancora! C’eravamo prefissati l’obbiettivo di un nuovo viaggio per l’Italia e venerdì 24 giugno abbiamo compiuto l’opera: visita al Museo Storico dell’Aeronautica Militare Italiana a Vigna di Valle sul lago di Bracciano, nel Lazio…
Eh sì, perché lì è riposto a far bella vista di sé il famoso idrovolante Macchi MC.72 di Francesco Agello e Tiziano, innamorato com’è di quella macchina, non vedeva l’ora di poterla ammirare e sfiorare, come una bella donna!!!
Ok, veniamo al nostro nuovo viaggio, ancora una volta un’intensa avventura per come l’abbiamo vissuta ed altrettanto bella da raccontare.
Alcune sere prima del fatidico giorno, ci siamo trovati per il briefing nel quale abbiamo tracciato l’ipotetica rotta da seguire, consultando le previsioni meteorologiche e sondando i desideri e le curiosità di entrambi su quello che avremmo voluto vedere dall’alto…

Venerdì 24/06 ore 6,00
…carico in auto un frigo portatile pieno zeppo di ghiaccio e bibite, passo a prelevare Tiziano con il suo asciugamani (capirete poi!) e via alla pista per il decollo, avvenuto alle 6,40 precise, rotta direzione Ozzano Emilia per scansare il CTR di Bologna (la zona con divieto di sorvolo del locale aeroporto). 
Pochi minuti e siamo in mezzo ad una incredibile foschia, quasi nebbia, a soli 150 m. da terra…che facciamo? Torniamo? Ci alziamo di quota? Nooo!…il terreno deve essere sempre in vista, l’assoluto punto di riferimento.
Pare che più si procede e più la situazione migliori, scendiamo a soli 80-100 m. di quota e continuiamo impertèrriti…

       
       

Ore 7,30
Puntiamo gli Appennini, con direzione lago Trasimeno, fa caldo, già troppo per i miei gusti, vediamo 28°C esterni mentre dentro l’abitacolo sono già 32-33°C così presto.
Apriamo la capottina, con un dispositivo elettronico studiato da Tiziano (molto funzionale…) possiamo regolare la sua posizione in apertura, due catenelle da aggangiare ai fermi di bloccaggio della stessa, ogni anellino è buono per un dato valore di temperatura…
Io vorrei tutto aperto, il mio socio lamenta dolori al collo (eh!!!...l’età!), troviamo un compromessso, dieci anellini per scendere a 30°C e lui l’asciugamani sulle spalle a mò di scialle…visto a cosa serviva tale stoffa? Troppo da ridere…
Gli Appennini sono belli, montagne non troppo alte ma verdi, ce li mangiamo in poco meno di 35 min. sfiorando Firenze (a circa 40-50 km.) e ricontrolliamo la direzione per il Trasimeno.
Ore 8,30
lo costeggiamo, raggiungiamo il Bolsena e puntiamo il lago di Vico.
La quota è di circa 500 m. rispetto il suolo pianeggiante, ma in regola con i monti ai ns. lati, controlliamo gli strumenti, il navigatore satellitare e…anche stavolta ne combiniamo una: siamo esattamente sulla verticale dell’aeroporto militare di Viterbo, zona letteralmente impregnata di radar e strumentazioni di controllo dello spazio aereo…
Qui ci vengono a prendere e chissà che c… ci fanno!!!
Via! Via! cerchiamo di buttarci fra i margini del cratere che contiene il lago di Vico!
Ore 9,10
siamo sul lago di Bracciano, cerchiamo Anguillara Sabazia dove c’è la pista di atterraggio, bella e ben individuabile, approccio e touch down perfetto, due ore e trenta da casa…
Ora viene il bello…come andiamo al museo? Ci viene in aiuto il gestore della pista arrivato lì per caso, che con squisita accoglienza e gentilezza ci accompagna a quella che sembra l’entrata del museo.

 

 

No, non lo è, è l’ingresso riservato al personale militare, per l’esposizione dobbiamo scarpinare per circa 1 km e mezzo; un caldo infernale, per fortuna ogni tanto un po’ d’ombra.
Entriamo, documenti, subito al bar per qualcosa da bere, è un momento di ressa, niente condizionamento, temperatura intorno ai 40°C, in coda per lo scontrino, non ne possiamo più, per me la giornata può finire lì…
Finalmente inizia il tour nei quattro Hangar tutti a tema:
-         nel n.1 gli albori del volo ecc. 
-         nel n.2 dirigibili, coppa Schneider e periodo prebellico 2^ G.M. …e qui perdo Tiziano, già a ridosso dell’M.C. 72 con tanto di fotocamera digitale con memoria per circa 150 scatti. Dopo un quarto d’ora già ridotti ad una cinquantina, tutti su questa fantastica macchina.
-         nel n.3 aerei della 2^ G.M. fra cui Spitfire e Mustang con livree italiane.
-         nel n.4 elicotteri e jet utilizzati dall’Italia, fino al Tornado Mk.1
 Tre ore filate a guardare e curiosare in ogni angolo, tanto che un militare addetto ad opere di restauro di alcuni aerei, notato il nostro accanimento simpaticamente ci autorizza al salto delle barriere antintrusione verso gli esposti, aiutandoci persino a salire negli abitacoli del Cr.42 e Cr.32, lasciandoci fare quando siamo di fronte al Mustang…
 

       
       
       

Ecco! l’unica cosa impossibile da realizzare è quella di poter accedere al cockpit dell’M.C. 72, troppo arretrato rispetto all’ala e perciò raggiungibile solo con una scala, veramente troppo da chiedere e da ottenere. Vero Tiziano, tu che ci hai provato???

Lasciate le esposizioni ci facciamo un gelato, c’è il solito caldo infernale e dobbiamo pensare a qualcosa per ritornare all’aereo parcheggiato a circa 6-7 km da lì.
Che ci vuole? chiediamo un passaggio ad altri visitatori! Ma se non c’è anima viva!
Ma dai! facciamo l’autostop, che vuoi che sia?
Nessuno si ferma, che str… non ti notano nemmeno, ma non ti ricordi come si faceva quando si era tutti a piedi? Si mostrava il pollice con quell’aria afflitta e bisognosa di uno strappo a tutti i costi…ma niente, non rallenta nessuno.
Un camion, arranca sulla salita, si ferma, chiede informazioni… a noi che non siamo del posto? ma lui non può saperlo! ne approfittiamo subito, quello ci accoglie e riusciamo a raggiungere Anguillara.
Siamo a metà dell’opera, chi ci porta alla pista? Ancora l’autostop ed ancora nessuno ci prende…Altro gelato per schiarirsi le idee, a me non và di scarpinare per altri 3 km e per giunta in salita, sotto il sole e con un ginocchio che mi fa un male cane.
Decido per un approccio violento, fermo il primo che stoppa all’incrocio e via!
capita una bella mora, con auto dotata di condizionatore, meglio di così…
Ore 15,30
Decollo per il ritorno, rotta Ozzano, vediamo di evitare Viterbo, teniamoci più a est…ma la benzina? dobbiamo fare il pieno per non rischiare, alla pista non c’era nessuno. Senz’altro la troveremo strada facendo…Sorvoliamo Orvieto, foto di rito, proseguiamo.

Cominciamo a sorvolare piste sulla ns. rotta, ma non c’è mai anima viva, che facciamo? Soluzione… atterriamo sull’aviosuperficie di Castiglione del lago (Trasimeno), dove vediamo un’aereo parcheggiato; ci sarà pur qualcuno!
Sì, uno stordito, anzi due! sono paramotoristi…che prima ci offrono 10 lt. di benza (che a noi basterebbero si e no per mezz’ora di volo), poi ci indicano che 100 mt. fuori dall’aeroporto, sulla testata pista opposta a dove ci troviamo, c’è un distributore. Ottimo! Con l’aereo rulliamo per almeno 900 m. fin dove possiamo arrivare senza piantare l’elica in terra.
Altri 200 m. in mezzo ad un campo di fieno (alla faccia della testata pista…), poi sulla strada (una battutissima e fottutissima statale), ma del distributore nemmeno l’ombra! Ok, capito, oggi è la giornata delle scarpinate, proviamo a seguire il nastro d’asfalto per un po’, al di là di quelle due curve (e giù imprecazioni contro i due tizi…).
DUE, dico DUE km. a piedi per raggiungere quel distributore intravisto per caso da Tiziano, sotto il sole delle 15,30 e sopra il caldo dell’asfalto, con le auto che ti sfiorano i gomiti!
Alla stazione di servizio hanno capito lo pseudo-psicodramma, ci aiutano, due taniche di carburante, ci portano all’aereo, ci aiutano nel rifornimento e nemmeno vorrebbero la mancia…GRAZIE!!!
  
Ripartiamo e rincuorati nonostante il caldo, ‘stavolta nessuno ci vieterà di sorvolare Gubbio ed Urbino (che naturalmente sono obbiettivi da fotografare), sempre con la capottina rigorosamente ed elettronicamente regolata in apertura, con in atto il ns. compromesso e il solito scialle sul collo di Tiz…temperatura media 33°C, nonostante siamo ancora sugli Appennini.
          Solito riferimento di Ozzano, poi pianura ferrarese, mantovana, Mantova città ed alle 20,00 in punto, spaccando il minuto secondo l’ETA indicato dal satellitare (il tempo stimato di arrivo), siamo a terra!

E in una giornata di volo, divertimento e caldo (tanto, tantissimo!!!) abbiamo toccato regioni di mezza Italia, dalla Lombardia all’Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio…fantastico, ma stavolta sono veramente felice di poter uscire da quel forno ed infilarmi in macchina con il condizionatore a palla…  
E’ stata un’altra giornata intensissima trascorsa e condivisa con un fantastico amico come Tiziano, col quale si riesce sempre a trovare il lato positivo alle situazioni negative, divertendosi nell’applicare le più assurde soluzioni ai problemi che di volta in volta andiamo a cercarci …
Ah! dimenticavo, abbiamo realizzato un CD pieno zeppo di fotografie scattate letteralmente dalla mattina alla sera, circa 150, di cui alcune sono quelle che già state vedendo...e il museo? vale proprio la pena di averlo visitato e lo consigliamo a tutti.

Ciao, a presto…

Silvio.  

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